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Incontro con le guide Kailas - giovedì 24 ottobre ore 19 - Officine Fotografiche Roma

CONGO: alla scoperta di vulcani e gorilla con le guide Kailas

con il geologo-vulcanologo Francesco Pandolfo

Givedì 24 ottobre alle 19 ospitiamo a Officine Fotografiche Roma l’incontro con le guide Kailas aperto a tutti “CONGO: alla scoperta di vulcani e gorilla”.

Un viaggio unico, che permette di inoltrarsi in una delle aree più remote e inaccessibili del nostro Pianeta e di andare a scoprire due meraviglie inestimabili che Madre Natura ci offre: l’immenso lago di lava nascosto nel cratere del Vulcano Nyragongo e il contatto con i gorilla di montagna nella foresta dei Monti Virunga.

Il geologo-vulcanologo Francesco Pandolfo dopo aver partecipato ad una rara e importante spedizione scientifica per studiare questi vulcani, ora vi accompagna per raccontarvi come questo luogo sia uno dei più attivi e interessanti di tutta la Rift Valley africana, assieme alla Dancalia (Etiopia).

Oltre alla salita sul Nyragongo e ai gorilla di montagna avrete modo di camminare su altri interessanti crateri, di raggiungere un’isola vulcanica che emerge dalle acque del Lago Kivu e soprattutto di entrare in contatto con la popolazione che ancora oggi ha avuto pochi contatti con il mondo fuori dall’Africa e che avrà in Noi la stessa curiosità e stupore che avremo Noi per questo angolo remoto del Mondo.

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Incontri di Fotogiornalismo - venerdì 18 ottobre ore 19 - Officine Fotografiche Roma

Il Reportage - Incontri di Fotogiornalismo

Venerdì 18 ottobre ore 19 presentiamo a Officine Fotografiche Roma l’ultimo numero della rivista ” Il Reportage”. Intervengono: Flaviana Frascogna, fotografa, Cecilia Ricchi, fotografa, Stela Xhunga, giornalista. Modera l’incontro: Riccardo De Gennaro, direttore di Reportage. 

Con il numero 40 si chiudono i primi dieci anni di Reportage, una strada lunga e faticosa, che ha toccato 124 Paesi diversi, ma che è stata ricca di soddisfazioni.

Festeggeremo il decimo compleanno con il numero di gennaio, un video speciale sulla nostra storia e una festa alla quale sarete tutti invitati. Ma ora parliamo di questo numero, che copre il trimestre ottobre–dicembre 2019.

L’apertura è dedicata ai trent’anni dalla caduta del Muro di Berlino. Che cos’è oggi Berlino, qual è la sua vera identità? Rispondono a queste domande Alessandro Alviani, l’autore del pezzo, che vive  Berlino da molti anni, e – con le sue foto – Flaviana Frascogna. Il reportage successivo parla invece della Russia: Cecilia Ricchi racconta le donne alcolizzate di Ekaterinburg, una vita dura, spesso accanto a uomini anch’essi dediti all’alcol.

Con le parole di Chrstian Elia e le foto di Camilla de Maffei ci spostiamo poi in Kosovo, un Paese uscito dalla guerra, ma ancora tutto da decifrare, dove si sta verificando uno scontro generazionale sul modello di cambiamento. Micaela Latini, germanista, rievoca invece la Vienna dei caffè letterari, ricorda gli artisti e gli scrittori che li frequentavano, cita un passo emblematico di Thomas Bernhard. E ci dà una pessima notizia: uno dei più noti locali storici chiuderà e sarà soppiantato da un supermercato.

Francesca Del Boca e la fotografa Federica Cocciro hanno invece scoperto l’esistenza in Italia di numerosi centro di assistenza per uomini che hanno esercitato violenza sulle mogli e compagne, i “maltrattanti”. In questi centri, a Milano, Torino, Genova e altre città italiane si tenta il recupero e la rieducazione di questi individui al rispetto della donna. Il portfolio centrale è di Davide Bertuccio, il quale testimonia con le sue foto la vita degli ultimi sassoni della Transilvania, dopo che gran parte di loro sono rientrati in Germania.

Ci spostiamo poi oltre Atlantico, in Colombia, dove una parte delle Farc ha ripreso la lotta armata dopo il “tradimento” della pace di tre anni fa, data a partire dalla quale – peraltro – sono stati assassinati oltre 300 attivisti sociali (le foto e il testo sono di Samuel Bregolin).

Che cosa sappiamo, invece, del Guatemala? Ce lo spiega Michela Cannovale, la quale racconta di un Paese dove oggi è forte l’emigrazione per via del crollo del prezzo del caffè e il cambiamento climatico che non aiuta le colture. Un pezzo a sfondo storico è quello di Stela Xhunga, la quale racconta il Congo, da quando, nelle Expo universali e non solo, i colonialisti belgi allestivano i cosiddetti “zoo umani”, piccoli villaggi recintati con all’interno famiglie di congolesi, che il visitatore occidentale non si stancava di irridere.

Ancora dedicato all’Africa è il reportage, dal Gambia, di Marco Simoncelli e Davide Lemmi: anche qui sono arrivati i cinesi, in questo caso con tre grandi fabbriche di farina di pesce con l’inevitabile inquinamento dell’aria e del mare delle loro lavorazioni, che peraltro hanno sconvolto il mercato della pesca del piccolo Paese africano.

Il secondo portfolio è firmato da Piero Papa, che ci porta in giro per la steppa del Kirghizistan, un luogo di grande bellezza, che sta tentando di orientare l’economia verso un turismo sostenibile.

Il numero si chiude con un racconto inedito di Helena Janeczek, premio Strega 2018. Non mancano le pagine delle recensioni librarie, la rubrica “Un autore, un libro” di Maria Camilla Brunetti (lo scrittore intervistato è Stefano Gallerani, che ha scritto di Buenos Aires), nonché quella di Valerio Magrelli. La foto vintage è dedicata alla strage di piazza Fontana, avvenuta 50 anni fa; l’editoriale di Riccardo De Gennaro dice dell’ascesa e della caduta di Matteo Salvini.

Cover
Presentazione editoriale - Giovedì 10 ottobre ore 19 - Officine Fotografiche Roma

Enghelab Street, una Rivoluzione attraverso i libri.

di Hannah Darabi
a cura di Luciano Zuccaccia
Publisher: Spector books, LeBal 2018

Giovedì 10 ottobre alle 19 presentiamo a Officine Fotografiche il libro “Enghelab Street, una “Rivoluzione attraverso i libri. Iran 1979 – 1983″. Incontro con Hannah Darabi a cura di Luciano Zuccaccia.

Enghelab Street, strada della Rivoluzione. Posta al centro della capitale dell’Iran, Teheran – principale arteria della vita culturale della città con numerose librerie.

Questo libro presenta numerose rare pubblicazioni di libri di propaganda collezionati dall’artista Hannah Darabi, iraniana di nascita ed ora operante  a Parigi.

I libri presi in esame comprendono un periodo storico tra il 1979 e il 1983, un arco temporale in cui si sono succeduti la fine del regime dello Shah e l’inizio del Governo Islamico per poi, dal 1981, l’avvento della “guerra imposta” con l’Iraq.

Attraverso quest’opera Darabi ci conduce al centro dell’inteso periodo artistico culturale della storia iraniana, accompagnata da un testo critico di Chowra Makaremi.
Grazie a questa pubblicazione si ha per la prima volta la possibilità di vedere delle rare pubblicazioni e di capire cosa sia avvenuto in quel periodo.

Il libro ha vinto il primo premio nella sezione libri storici ad Arles nel 2019 ed è in gara per il Catalogo dell’anno, premio istituito da Aperture.

Southern Italy
Proiezioni, letture portfolio e visita guidata alla mostra - - Museo di Roma in Trastevere

Eventi di chiusura - "Una diversa bellezza - Italia 2003 - 2018"

due giornate organizzate da Officine Fotografiche e Zona

Una diversa bellezza. Italia 2003-2018
Eventi di chiusura

Domenica 6 ottobre, al Museo di Roma in Trastevere, chiude con una serie di eventi gratuiti* la mostra “Una diversa bellezza. Italia 2003-2018″, dedicata al lavoro Emiliano Mancuso, fotografo e videomaker prematuramente scomparso lo scorso anno.

Sabato 5 e domenica 6 ottobre sarà possibile vedere i documentari realizzati da Emiliano Mancuso nell’ultima parte della sua vita (Il diario di Felix Le cicale, quest’ultimo con la co-regia di F. Romano), in due sessioni di proiezione, la mattina e il pomeriggio.
Inoltre, per ricordare il suo lato di docente appassionato e generoso, domenica 6 ottobre il cortile del Museo ospiterà una giornata di letture portfolio con photoeditor, curatori, galleristi e fotografi, un’occasione unica per i fotografi (amatori evoluti, studenti e professionisti) di confrontarsi con esperti del mondo della fotografia e ricevere un parere critico sul proprio lavoro.

Gli eventi di chiusura della mostra “Una diversa bellezza. Italia 2003-2018″ sono organizzati da Officine Fotografiche Roma e da Zona.

*Le letture portfolio sono gratuite con pagamento del biglietto del Museo (gratuito con la MIC). Per le proiezioni non è invece richiesto il biglietto del Museo, ma l’accesso è limitato alla sola sala multimediale.

Programma:

proiezione documentari
sala multimediale
sabato 5 e domenica 6 ottobre
ore 10:30 e ore 16:00
Il diario di Felix, regia di E. Mancuso (75′)
ore 12:00 e ore 17:30
Le cicale, regia di E. Mancuso e F. Romano (70′)
Ingresso alla sala multimediale gratuito fino ad esaurimento posti

letture portfolio

chiostro del Museo
domenica 6 ottobre
 
dalle 10:30 alle 13:30, ogni 30 minuti
letture con Alfredo Covino, Tiziana Faraoni, Samuel Gratacap, Michele Palazzi, Lina Pallotta, Daria Scolamacchia
dalle 15:30 alle 18:30, ogni 30 minuti
letture con Annalisa D’Angelo, Simone Donati, Niccolò Fano, Alessandro Imbriaco, Alessandro Penso, Livia Regali, Giulia Tornari
Letture gratuite con pagamento del biglietto del Museo (gratuito con la MIC). Prenotazione obbligatoria chiamando dal lunedì al venerdì, dalle 10.30 alle 13.30 allo 06/97274721. Una sola lettura prenotabile, secondo disponibilità.
Le letture durano 20 minuti. Si possono presentare portfolio di massimo 25 immagini, meglio se stampati. Se presentati in forma digitale va portato il proprio pc o tablet.

Il programma potrebbe subire variazioni.

 

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Mostra fotografica e presentazione editoriale - giovedì 12 settembre ore 18.30 - Officine Fotografiche Roma

Il caso C. - un progetto di Alfredo Covino

di Alfredo Covino
mostra a cura di Chiara Capodici

 Giovedì 12 settembre 2019 ore 18.30 – Officine Fotografiche Roma 

Il Caso C. di Alfredo Covino

“Il caso C.” è un’indagine visiva sulla storia realmente accaduta della misteriosa scomparsa di Davide Cervia, ex sottufficiale della Marina Militare Italiana specializzato in Guerre Elettroniche (GE) e vincolato a segreto militare Nato, avvenuta nel 1990 a Velletri (Roma).

Il 12 settembre 2019, giorno dell’anniversario della sua scomparsa, un incontro e una mostra fotografica presentano il lavoro di Alfredo Covino che con questo progetto intende far emergere i punti più oscuri della storia di Davide Cervia.

Insieme alla presentazione del libro fotografico di Alfredo Covino e della mostra curata da Chiara Capodici, interverranno Marisa Gentile, moglie di Davide Cervia, Licia D’amico, avvocato della famiglia Cervia e il giornalista Gianluca Cicinelli, a lungo direttore di Radio Città Futura e autore di numerose inchieste.

“Il caso C.” nasce come progetto editoriale che, in un’alternanza di fotografie, documenti ufficiali, immagini d’archivio, testimonianze e illustrazioni, crea un intreccio tra scenari immaginari e tracce del caso, offrendo delle chiavi interpretative reali e visionarie su questo mistero.

La mostra, a cura di Chiara Capodici, ripercorre le vicende del caso in una ricostruzione circolare, tra flashback ed evocazioni visive, con un allestimento che intende portare il visitatore all’interno del processo di ricerca e della trama indiziaria, che ha visto coinvolti in diverse modalità la famiglia Cervia, Alfredo Covino e gli Organi di Stato.

Bio

Nato nel 1973 a Roma, dove attualmente vive e lavora, Alfredo Covino ha studiato fotografia presso l’Istituto Europeo di Design e successivamente ha conseguito un Master in fotogiornalismo presso l’Istituto Superiore di Fotografia e Comunicazione Integrata (ISFCI) di Roma.

Il suo lavoro è stato esposto in mostre personali e collettive. Nel 2008 Alfredo ha vinto il premio Yan Geffroy dell’agenzia fotografica Grazia Neri con il suo progetto “Dear Moldova” e nel 2010 è stato finalista ai Sony World Photography Awards. Nel 2009 ha co-fondato “Punto di Svista”, associazione culturale che si occupa di progetti di ricerca, editoria e iniziative espositive nel campo della cultura visuale. Dal 2009 al 2014 è stato fotografo di  staff dell’agenzia fotografica OnOff Picture.

Attraverso la fotografia documentaria, esplora diversi temi: le connessioni tra memoria, luoghi e assenza, la trasformazione dei territori, le interazioni tra uomo e paesaggio. Attualmente sta portando avanti i suoi progetti in Italia e in altri paesi come Repubblica di Moldova, Argentina e Turchia.

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Presentazione editoriale & Crowdfunding - lunedì 10 giugno ore 19 - Officine Fotografiche Roma

‘O post mio' di Francesca Leonardi

fotografie di Francesca Leonardi
interviene Rosy Santella - photoeditor di Internazionale

‘O post mio’ è un lavoro fotografico durato otto anni durante i quali ho seguito la vita di Claudia che, insieme alle sue figlie, ha occupato una casa al Parco Saraceno.

Il Parco Saraceno si trova nel Villaggio Coppola, a Castel Volturno, vicino Napoli. Negli anni 60, quando fu costruito distruggendo una ricca pineta mediterranea, era il più grande agglomerato urbano abusivo d’Europa.

La vita di Claudia assomiglia al destino di questa pineta. Sul suo corpo sono state riversate colate di violenza ed emarginazione che ne hanno trasfigurato la vita. La sua bellezza combatte contro un continuo “abbrutimento” contaminato da povertà e criminalità. L’amore verso le figlie è un chiaro tentativo di riscatto, un modo per seppellire gli abusi e far rinascere una pineta ricca di linfa com’era il Parco Saraceno.

Conobbi Claudia nel 2010 mentre fotografavo questo enorme quartiere illegale sul mare. Sono rimasta subito colpita dalla sua vitalità, dal coraggio e dalla sua forza. È stato un vero colpo di fulmine. Quando poi mi raccontò la sua storia capii che, attraverso di lei, avevo l’opportunità di raccontare il modo in cui un territorio può determinare la vita di una persona.

Claudia è stata “venduta” dalla madre all’età di 16 mesi. Ritrovata dalla nonna in una famiglia di Modena, a 14 anni finisce in una comunità per minori a rischio. Qualche anno più tardi la vita la porta a conoscere il padre delle sue due figlie un “tutto fare” della camorra che l’ha lasciata presto per il carcere.

Nel corso di questi otto anni io e Claudia abbiamo stretto uno speciale rapporto di amicizia. Questa intimità mi ha permesso di entrare nella sua vita come mai mi era successo prima nel mio lavoro, ma mi mise anche di fronte a dei dilemmi. Sono stata testimone di una relazione violenta con un uomo con il quale ha avuto il suo terzo figlio. Di fronte alle loro liti mi chiedevo cosa fosse giusto fare: documentare o intervenire?

Questo libro è un doppio viaggio: quello nella vita di Claudia, una guerriera figlia di un territorio bello ma ostile e quello di una fotografa documentarista che esplora i confini e i conflitti del documentare.

‘O post mio è anche un audio documentario mandato in onda da Radio Tre. Questo il link per ascoltarne le puntate.

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Presentazione editoriale - giovedì 6 giugno ore 19 - Officine Fotografiche Roma

Bulqizë di Elton Gllava

di Elton Gllava
introduce Chiara Capodici / Leporello

Giovedì 6 giugno ore 19 presentiamo a Officine Fotografiche Roma il libro Il libro Bulqizë di Elton Gllava,intervengono all’incontro Chiara Capodici e Claudio Corrivetti.

“Bulqizë” racconta la realtà di  una piccola cittadina  nel nord-est dell’Albania, conosciuta come la città dei minatori. Dopo la scoperta del cromo nel 1939 e l’apertura delle prime miniere nel 1948, la città è diventata la terza produttrice mondiale di questo minerale. Sono andato a Bulqizë per la prima volta nel 2013.

Il primo impatto mi ha riportato indietro nel tempo. Gli edifici grigi che si affacciavano sulla strada principale delineavano una città che si era fermata nel tempo, cristallizzata nell’atmosfera dell’Albania della mia infanzia.

Attraverso questo racconto la storia di una comunità che siede su una “montagna d’oro”, ma che vede le sue risorse svanire incessantemente. Bulqizë è stato definito da alcuni come un ghetto sociale. Per me rappresenta un repertorio di archetipi culturali che ho cercato di catturare.”

Elton Gllava (Albania, 1974) è un fotografo con sede a Roma. Nel 1992, dopo che il regime comunista è crollato e le frontiere sono state aperte, ha colto l’occasione per conoscere un altro mondo e come migliaia di albanesi ha raggiunto l’Italia.

Nel 2007 ha intrapreso il percorso della fotografia e si è diplomato alla Scuola Romana di Fotografia e Cinema nel 2009. I suoi progetti fotografici esplorano le questioni sociali e ambientali in Italia e in Albania attraverso un personale approccio documentario. L’ultimo progetto Bulqizë, dopo aver ricevuto diversi premi  è diventato  libro pubblicato da Postcart Edizioni nel marzo 2019.

Masaniello di Mario Spada
Presentazione editoriale - giovedì 30 maggio ore 19 - Officine Fotografiche Roma

Masaniello - presentazione editoriale

Intervengono: Mario Spada, Italo Ferraro, Michele Attianese, Alberto D'Angelo.

Giovedì 30 maggio alle 19 Masaniello è un progetto in forma di libro de Iilfilodipartenope pubblicato nella collana Operette, collana che raccoglie traduzioni di senso e non letterali di canzoni popolari.

Al poeta-scrittore è affidata la traduzione allegorica e di senso del testo del canto popolare, in questo caso ’O cunto ’e Masaniello di Roberto De Simone.

Agli artisti è chiesto di tradurre in segno le parole dello scrittore ed il testo della canzone, realizzando opere originali di piccolo formato.

Il testo è di Italo Ferraro, gli artisti a cui è stata affidata la traduzione in segno sono Michele Attianese con disegni a grafite e olio su carta e Mario Spada con fotografie originali stampate su carta fineart.

All’interno del libro anche il testo de ’O cunto ‘e Masaniello di Roberto De Simone con la riproduzione del manoscritto della struttura musicale del canto ed una nota introduttiva di Massimiliano Virgilio.

La tiratura è di 100 copie numerate e firmate con due opere originali di Michele Attianese e 100 copie numerate e firmate con due fotografie originali di Mario Spada.

 

Dalla nota introduttiva di Massimiliano Virgilio.

Masaniello è una maschera. Non a caso, nel Cunto di Roberto De Simone “A lu tiempo de ‘sti gabelle, Masaniello è Pulcinenella”. Pulcinella. La maschera eccellente e porosa che tutto assorbe della napoletanità e della napoletanità tutto riflette, come se dalle froge e dagli occhi della sua bautta ne uscissero i raggi luminosi di un’appartenenza sbilenca, di un discorso iniziato, di un cunto ininterrotto ed eterno. Sempre ammesso, in deroga alla storia e alla logica, che col termine napoletanità si riesca a indicare qualcosa di preciso e poco nocivo. Ma se Pulcinella è la maschera-ombrello della napoletanità, Masaniello è la sabbia che lo tiene fermo al calduccio, è la granaglia di cui è composta la città traviata dai suoi diavoli “cresciuti nella contraddizione”, come scrive nel suo testo d’apertura Italo Ferraro.

Lo stesso studioso che ha dato vita al monumentale Atlante della città storica, opera fondamentale per capire Partenope, o meglio, per intraprendere quel percorso di comprensione di Partenope dagli sbocchi così incerti e oscuri, simili ai fondaci senza uscite né salvezza in quella parte di città che sta tra il mare e la città greca, il Mercato dove è ambientata la breve vita del pescivendolo Masaniello. Teatro, musica, canto, urbanistica, storia, sociologia. E poi la fotografia del miglior “ghostbusters” di masanielli contemporanei che abbiamo oggi, Mario Spada.

Napoli è la città delle interferenze, dove sono esistiti i migliori teatranti-filosofi e si sprecano i poeti-cantanti, letterati un po’ santi, salumai dal bel canto, camorristi che fanno gli attori e pescivendoli-capopopolo inconsapevolmente pronti a dormire sul fondo del mare, come ci mostra l’ipnotico disegno di Michele Attianese.

Napoli è una città, insomma, dove più proficuamente che altrove i linguaggi si mischiano, si confondono e si sa – dove i confini si perdono – forte è lo smarrimento, ma nel caso di questo librini è più simile all’ebbrezza che arriva dopo il vino. Il sapore è corposo, l’effetto può inebetire. Prevista anche la doppia, schizofrenica reazione: immalinconirci o incazzarci. La risposta tocca a noi lettori. Dipende dal modo in cui approcciamo alle relazioni sotterranee che i diversi linguaggi sulla tavola intrecciano per raccontare Masaniello.

Fili invisibili che si muovono ad arte per disarcionare la maschera e sottoporla a carotaggio. Bisogna immergersi in profondità per comprendere ciò che non è dato afferrare in superficie: il vostro sguardo di lettori è la trivella.

 

 

Satantango-Bela Tarr
Presentazione editoriale - Martedì 21 maggio ore 19 - Officine Fotografiche Roma

EUFONIE - Cinque fotografi e il cinema di Béla Tarr

Gruppo di Ricerca Satantango - Luca Cappellaro, Simona Lunatici, Massimiliano Pugliese, Simona Scalas, Orith Youdovich
a cura di Maurizio Giovanni De Bonis

Martedì 21 maggio ore 19 sarà presentato a Officine Fotografiche Roma “EUFONIE – Cinque fotografi e il cinema di Béla Tarr”.  La presentazione è il risultato del Gruppo di Ricerca Satantango composto da: Luca Cappellaro, Simona Lunatici, Massimiliano Pugliese, Simona Scalas, Orith Youdovich a cura di Maurizio Giovanni De Bonis.

Intervengono alla serata: Maurizio Giovanni De Bonis e Claudio Corrivetti.

Misurarsi con l’estetica di Béla Tarr non è certo procedimento semplice da mettere in pratica. È necessario cogliere in modo preciso l’essenza degli spazi inquadrati dal cineasta ungherese, la sua capacità di far vivere tali spazi mentre sono in relazione con la figura umana e quella di cogliere la sostanza non psicologica, quanto piuttosto paesaggistico-figurativa, dei volti dei suoi attori.

In tal senso, ciò che i cinque fotografi del Gruppo di Ricerca Satantango hanno messo in atto è stato un lavorìo profondo di preparazione, di affinamento di una sensibilità espressiva soggettiva che doveva entrare in sintonia con il senso.

dilatato dello spazio-tempo presente nelle immagini di Béla Tarr, con la forza decadente e primordiale delle sue inquadrature, con le questioni pressanti nel cinema dell’autore ungherese: la tragica illusione dell’esistenza, la dolorosa delusione nei riguardi della vita e delle relazioni umane, la solitudine e l’angoscia, la decadenza della società raffigurata nel disagio individuale e nell’abbrutimento degli esseri umani incapaci di stabilire relazioni limpide.

Ingresso libero.

[Immagine in alto: Frame tratto da Satantango regia di Béla Tarr, 1994 ]

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Presentazione - Giovedì 16 maggio ore 19 - Officine Fotografiche Roma

Groenlandia Est, tra ghiacciai, fiordi e montagne - Kailas viaggi

con la guida Kailas Nicolas Martinoli

Giovedì 16 maggio alle 19 presentiamo a Officine Fotografiche Roma “Groenlandia Est, tra ghiacciai, fiordi e montagne” – con la guida Kailas Nicolas Martinoli.

Compiere un viaggio avventuroso nell’estrema Groenlandia Est ci porta a scoprire spazi incontaminati e silenziosi, visitare aree dove il turismo non è ancora arrivato, o dove si ferma molti chilometri prima; le emozioni che si possono provare in questi territori, ancora in buona parte allo stato selvaggio, sono uniche.

In Groenlandia dell’Est questo è possibile, affidandosi a guide esperte che ci accompagnano nella natura per raccontarci quello che vediamo, ma anche per permetterci di raggiungere luoghi “un po’ estremi”.
In questa serata, grazie al racconto di Nicolas Martinoli, geologo e guida del team Kailas viaggi, verremo accompagnati in questo luogo magico attraverso fotografie, video ed entusiasmanti racconti di viaggio.