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Presentazione editoriale - Giovedì 24 maggio ore 19 - Officine Fotografiche Roma

Immagini di danza - Fotografia e arte del movimento nel primo Novecento

di Samantha Marenzi
Editoria & Spettacolo, Spoleto 2018.

Giovedì 24 maggio alle 19 Samantha Marenzi presenta a Officine Fotografiche Roma il suo libro Immagini di danza. Fotografia e arte del movimento nel primo Novecento

Cosa sono le immagini di danza? Scenari interiori che affiorano e modellano il corpo, forme create dai movimenti, capolavori del passato che ispirano le movenze e riempiono i gesti di significati. Ma anche raffigurazioni che documentano e conservano la memoria.

Nei primi decenni del Novecento le immagini contribuiscono alla grande rigenerazione della danza che accede al dominio dell’arte e penetra nelle opere degli artisti visivi.

Pittori, scultori, disegnatori, e, dall’inizio del secolo, anche fotografi, fondatori della fotografia artistica sulla cui scena la danza trova uno dei suoi piani di realizzazione. Una fotografia che non si limita a registrare il movimento del corpo, ma vuole evocare gli impulsi e le sorgenti della danza. Questo libro traccia i contorni della genesi della fotografia di danza, dei contorni sfumati che conservano l’idea di trasformazione che caratterizza l’inizio del secolo.

Intervengono:

Samantha Marenzi, Docente di Iconografia del teatro e della danza presso l’Università Roma Tre, fotografa e insegnante di tecniche analogiche e storia della fotografia del Novecento.

Raimondo Guarino, Storico del teatro, Professore Ordinario di Discipline dello Spettacolo presso Università degli Studi Roma Tre.

 

Samantha Marenzi insegna Iconografia del teatro e della danza al Dams dell’Università Roma Tre, dove sta concludendo il suo terzo anno da assegnista con un progetto sui rapporti tra arti visive e performative.

Specializzata in fotografia analogica e antiche tecniche di stampa, cura progetti di diffusione della cultura, della storia e delle pratiche della fotografia.

Dal 2010 collabora con Officine Fotografiche.

Presentazione numero 34 della rivista - Martedì 8 maggio ore 19 - Officine Fotografiche Roma

Il Reportage - incontri di fotogiornalismo

Martedì 8 maggio dalle ore 19 presentazione del nuovo numero di Reportage, saranno presenti alla serata:

Giulia Bosetti, giornalista di Presadiretta e autrice di “Uomini e no”, la nuova rubrica di Reportage dedicata ai diritti umani. Marco Sconocchia, che ha firmato per il nuovo numero di Reportage l’intervista a Martin Parr e il fotoreportage sulla Londra sottoproletaria.
Alice Ferranti, che ha intervistato Gabriele Lavia, uno degli ultimi maestri del palcoscenico.

A moderare Riccardo De Gennaro, direttore di Reportage

Il numero 34 di Reportage (aprile-giugno 2018) si apre con un’autentica chicca: un’intervista al grande fotografo inglese Martin Parr di Marco Sconocchia, suo amico. Il primo reportage in ordine di apparizione riguarda il leggendario cosmodromo di Bajkonur, da dove Yuri Gagarin venne lanciato nello spazio, come primo uomo, all’inizio degli anni Sessanta.

Questo reportage di Andrea Sorini ed Eliseo Acanfora anticipa un documentario che sarà realizzato nei prossimi mesi e che avrà per titolo “Bajkonur, Terra”, nonché un libro che sarà pubblicato dal Saggiatore. Segue un fotoreportage (con racconto) di un viaggio da Bucarest ai Carpazi, passando per la Transilvania, di Luciano Baccaro. Ci spostiamo poi a Londra, dove ancora Marco Sconocchia documenta la vita dei “dropouts” nei casermoni popolari della metropoli inglese. Di residenze di lusso, viceversa, ci parla Virginia Negro, che analizza il fenomeno delle “gated community” in Messico e nel Sudamerica, vere e proprie prigioni dorate per ricchi, protette da telecamere, guardie e filo spinato (le foto sono di Lidia Radwanski).

Damiano Beltrami e il fotografo Simone Perolari ci portano poi in un poligono di tiro del centro di New York, dove gli americani “giocano” con le pistole. Il portoflio centrale è firmato da Didier Bizet ed è dedicato alla ricostruzione della battaglia di Stalingrado a Minsk, sulla linea Stalin, in occasione del centenario della rivoluzione russa. Segue una sezione italiana: il fotografo Claudio Menna documenta la vita dei ragazzi non vedenti nell’istituto Colosimo di Napoli; Angelo Mastrandrea (col fotografo Piero Papa) conversa sull’isola di Pantelleria con Paolo Ponzo, il quale ispirò a Garcia Marquez un personaggio di un suo racconto, ambientato appunto a Pantelleria; il reportage di Lello Voce è un viaggio nel Vicentino con approdo a Molvena, dove sorge l’azienda tessile Bonotto, che è anche un museo di opere del Novecento, un caso di “simbiosi” tra industria e arte (le foto sono di Nicola Righetti); l’attrice e documentarista Alice Ferranti, infine, intervista l’ultimo grande attore e regista teatrale del Novecento, Gabriele Lavia, il quale parla del passato, del presente e del futuro dell’arte drammatica (le foto di Lavia sono di Tommaso Lepera).

Il portfolio di chiusura del numero è di un fotografo iraniano, Farhad Babaei, che ha fotografato i curdi nei loro momenti di svago. Seguono le consuete cinque recensioni di libri, l’intervista di Maria Camilla Brunetti a Sandra Petrignani sulla figura di Natalia Ginzburg, la rubrica di Valerio Magrelli con la sua “lettera aperta” e un racconto inedito di Veronica Raimo: “La casa di Arcopinto”. La foto vintage è dedicata ai 50 anni del Maggio francese, l’editoriale di Riccardo De Gennaro alla crisi della sinistra.

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Presentazione editoriale - Giovedì 19 aprile ore 19 - Officine Fotografiche Roma

Presentazione Yogurt magazine

Yogurt, proiezione cartacea di Yogurtmagazine.com  si discosta dai consueti paradigmi editoriali, affermandosi piuttosto come una proposta curatoriale aperiodica, la cui ambizione è coltivare l’unicità dell’approccio autoriale, proponendo narrazioni che coltivino linguaggi visuali  inaspettati.

In questa uscita ci siamo soffermati sul corpo:  involucro e catalizzatore delle nostre pulsioni.

Antimatter è  quindi l’intenso viaggio visivo di quattro autori, il cui sguardo perturbante frantuma i paradigmi stessi dell’estetica fotografica, trasmutando il corpo in un simulacro, disgregato metafisicamente, violentemente carnale, suggerito o imposto, ma sempre presente.

Autori:
Dirk Braeckman
Julie Van Der Vaart
Fosi Vegue
Tian Doan Na Champassak


Yogurtmagazine.com

La Fattoria della Piana
Il cambiamento, tutto intorno a noi - Giovedì 5 aprile ore 19 - Officine Fotografiche Roma

CONCORSO STORIE DI ECONOMIA CIRCOLARE

Giovedì 5 aprile ore 19 presentiamo a Officine Fotografiche Roma il
CONCORSO STORIE DI ECONOMIA CIRCOLARE – Il cambiamento, tutto intorno a noi
Intervengono:
Marica Di Pierri – presidente CDCA
Alessandra De Santis – coordinatrice equipe di ricerca progetto Storie di Economia Circolare
Emiliano Mancuso e Federico Romano- fotografi e autori Storia Pilota “Fattoria della Piana”
Presentazione dell’iniziativa
 
Un concorso a premi annuale per videomaker, fotografi, giornalisti e scrittori e un Atlante web che censisce e racconta le esperienze di Economia Circolare in Italia: sono i due strumenti dedicati alla cittadinanza e agli addetti ai lavori nel campo dell’informazione dal progetto Storie di Economia Circolare. L’obiettivo: stimolare coscienza diffusa sull’entità e le conseguenze della crisi ambientale attuale e l’urgenza di orientare alla sostenibilità tanto il modo di produrre che di consumare. In particolare, il Concorso a premi Storie di Economia Circolare è rivolto a giornalisti, videomaker, fotografi, scrittori, storyteller. Il concorso è uno strumento per sostenere ed incoraggiare chi è impegnato nel racconto, attraverso i vari linguaggi espressivi, di buone pratiche in campo economico e sociale. Raccontare storie di economia virtuosa è al contempo utile strumento per valorizzare l’impegno delle imprese impegnate in processi produttivi a basso impatto e per sensibilizzare il pubblico ad un consumo critico e sostenibile. Il concorso avrà cadenza annuale e prevede 4 categorie di prodotti culturali, ciascuno incentrato su una diversa forma espressiva: video, foto, radio e scrittura. Dopo una fase di votazione popolare on line, una giuria tecnica di qualità provvederà a proclamarne i vincitori. Le storie vincenti saranno proposte a testate e media nazionali.
Nel corso dell’incontro sarà presentato il progetto e saranno forniti tutti i dettagli sulle modalità di partecipazione e le finalità dell’iniziativa.

 


Il concorso è patrocinato dal Ministero dell’Ambiente e dall’Ordine Nazionale dei Giornalisti.
ISCRIZIONE GRATUITA
SCADENZA INVIO MATERIALI: 31 MAGGIO 2018

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Presentazione editoriale - Giovedì 22 marzo ore 19 - Officine Fotografiche Roma

Il Vento e Il Melograno

un libro di Maurizio G. De Bonis e Orith Youdovich
interverrà Claudio Corrivetti/Postcart

Giovedì 22 marzo ore 19 presentiamo a Officine Fotografiche Roma il libro Il vento e il melograno – fotografia contemporanea israeliana di Maurizio G. De Bonis e Orith Youdovich.

All’appuntamento interverrà Claudio Corrivetti della casa editrice Postcart edizioni.

L’evento sarà basato su un percorso analitico e divulgativo (con visione di numerose immagini), comparazioni e approfondimenti sui singoli artisti e sull’intero movimento fotografico israeliano.

Il vento e il melograno. Fotografia Contemporanea Israeliana rappresenta un approfondimento critico relativo ai maggiori fotografi israeliani attivi negli ultimi trent’anni e costantemente presenti in numerose manifestazioni internazionali. Si tratta di una selezione di artisti, tra i molti che hanno contribuito allo sviluppo della scena di Israele, in grado di evidenziare un fenomeno creativo che oltrepassa, a causa del suo spessore culturale, della varietà di stili e di poetiche, i confini nazionali. Il risultato di questa ricerca sul campo durata alcuni anni, basata su ripetuti incontri nonché su lunghe visite agli studi dei fotografi, ha così evidenziato la vivacità e le innumerevoli sfaccettature di un movimento fotografico tra i più prolifici, stimolanti e moderni del panorama contemporaneo.

 

I fotografi presenti nel libro: Ilit Azoulay, Oded Balilty, Yair Barak, Deganit Berest, Yossi Breger, Elinor Carucci, Michal Chelbin, Barry Frydlender, Ori Gersht, Uri Gershuni, Pesi Girsch, Gaston Zvi Ickowicz, Vardi Kahana, Shai Kremer, Naomi Leshem, Ohad Matalon, Adi Nes, Gilad Ophir, Orit Raff, Simcha Shirman, Tal Shochat, Yanai Toister, Orit Siman-Tov, Pavel Wolberg, Sharon Ya’ari, Anna Yam, Lee Yanor

 

Danakil

Visita guidata alla mostra "Dancalia"

con il geologo guida Kailas Nicolas Martinoli

Il 16 marzo alle 18 negli spazi di Officine Fotografiche, il geologo – guida Kailas, Nicolas Martinoli, proporrà la visita guidata della mostra, raccontando le esperienze di viaggio, le sensazioni, le emozioni di un territorio in continua trasformazione. 

Nel febbraio 2016, Kailas Viaggi e Trekking ha organizzato e accompagnato il viaggio in Dancalia del fotografo Andrea Frazzetta.

Le fotografie di Andrea Frazzetta commissionate e pubblicate sul New York Times, vengono esposte nell’estate 2017 al Cortona On TheMove il festival internazionale di fotografia, per poi essere ospitate negli spazi di Officine Fotografiche in autunno a Milano e dal 23 febbraio 2018 a Roma.

Situata nel Nord Est dell’Etiopia, la vasta depressione della Dancalia è l’anello di congiunzione di tre placche tettoniche in costante espansione. Nell’attraversarla si scoprono aree geotermiche con sorgenti di acque calde a diverse temperature e fortemente mineralizzate, numerosi vulcani caratterizzati da lave molto liquide e ricche di gas.

Le fotografie testimoniano la meraviglia del luogo con le infinite distese di sale, i laghi dai mille colori sempre diversi e in continua trasformazione.

Un ambiente tra i più vulnerabili ed inospitali del pianeta – terra degli Afar, un popolo nomande, capace di  sopravvivere alla quasi totale mancanza di vegetazione e a temperature che possono raggiungere i 48 gradi.

©Lina Pallotta
Ciclo di incontri - martedì 13, lunedì 19 martedì 20 marzo 2018 ore 19 - Officine Fotografiche Roma

IMPARI OPPORTUNITÁ. Riflessione sul rapporto tra fotografie e genere

a cura di Lina Pallotta
Tre appuntamenti con: Raffaella Perna, Samantha Marenzi, Simona Filippini e Lina Pallotta.

In occasione del mese della donna, OF propone 3 incontri che confrontano il problema della paritá, di rappresentazione ed equitá, nel mondo della fotografia. Obiettivo è superare la cosiddetta sensibilizzazione, ma ampliare la comprensione della problematica e aumentare la conoscenza di figure fuori dalla comunicazione mainstream.

Femminismo per definizione è la convinzione che uomini e donne debbano avere pari diritti e opportunità: è la teoria dell’uguaglianza tra i sessi – politica, economica e sociale.

In un momento in cui le domande sui diritti, le responsabilità e i pericoli insiti nell’essere rappresentati e nel rappresentare gli altri, sono oggetto di riflessione in tutto il mondo, é necessario innescare una conversazione sul gap di presenza delle donne, abitualmente escluse o marginalinalizzate, sia nelle organizzazioni fotografiche, artistiche ed editoriali, sessisti nella loro selezione, che nella diffusione e divulgazione del lavoro stesso.

Il problema intrinseco nell’analizzare l’esclusione sulla base di genere, razza, sessualità e possibili categorie “altro” è che automaticamente si relega il gruppo in uno spazio separato, specchio della narrazione dominante che spesso esclude o ghettizza la molteplicitá di voci ed esperienze. Ma é dall’analisi di questa rapporto di potere che bisogna partire per costruire un inclusione culturale, lavorativa e sociale equa.

Per esempio, nel rapporto del WPP, The State of News Photography 2016 –

https://www.worldpressphoto.org/sites/default/files/upload/The%20State%20of%20News%20Photography%202016.pdf

Il sondaggio ha rilevato che, il gap di genere è pari all’incirca all’85% maschile e al 15% femminile.

James Estrin, fotografo e editore di Lens Blog del The New York Times osserva nell’articolo “Highlighting Women in Photojournalism”, https://lens.blogs.nytimes.com/2017/02/01/highlighting-women-in-photojournalism/ , che “le donne costituiscono la maggioranza degli studenti nei programmi di fotografia universitari e post-laurea e che molti dei migliori foto-editor sono donne”. Daniella Zalcman fondatrice di “Women Photograph,” dice “non c’è carenza di donne fotografe, solo una mancanza di un equa assunzione”. I numeri non mentono!

 

Martedì 13 Marzo, ore 19
Raffaella Perna

Riflessioni attorno a una mostra: la fotografia delle donne nella Collezione Donata Pizzi

L’incontro propone una riflessione sulla fotografia delle donne in Italia a partire dall’esperienza della mostra L’altro sguardo. Fotografe italiane 1965-2015, tenutasi tra il 5 ottobre 2016 e l’8 gennaio 2017 alla Triennale di Milano, in cui è stata presentata per la prima volta la Collezione Donata Pizzi, costituita con lo scopo di valorizzare e promuovere la ricerca fotografica di alcune tra le più significative interpreti nel panorama italiano dalla metà degli anni Sessanta a oggi. Nell’incontro verranno presi in esame i criteri storico-critici che hanno guidato la selezione delle opere, l’allestimento, la cura del catalogo e la comunicazione dell’evento, mettendo a fuoco le metodologie e le questioni di carattere teorico e pratico emerse durante l’organizzazione della mostra. Qual è il significato di operare, oggi, una selezione in base al sesso? Quali ricadute ha sul piano culturale, estetico e politico una scelta siffatta? Da questi interrogativi muove l’incontro, che intende riflettere sul rapporto tra fotografia e genere, e sulla formazione di un racconto della storia fotografica alternativo a quello dominante, che tuttora marginalizza la presenza femminile.

Raffaella Perna è dottore di ricerca in storia dell’arte. Dal 2016 è professore a contratto di storia dell’arte contemporanea all’Università di Macerata. I suoi studi si sono concentrati sull’arte italiana degli anni Sessanta e Settanta e sui rapporti tra arte, fotografia e femminismo, argomenti a cui ha dedicato diversi saggi, conferenze e i libri: Piero Manzoni e Roma (Electa, 2017); Pablo Echaurren. Il movimento del ’77 e gli indiani metropolitani (Postmedia Books, 2016); Arte, fotografia e femminismo in Italia negli anni Settanta (Postmedia Books, 2013); In forma di fotografia. Ricerche artistiche in Italia tra il 1960 e il 1970 (DeriveApprodi 2009). È inoltre curatrice dei volumi: Ketty La Rocca. Nuovi studi (con F. Gallo, 2015); Etica e fotografia. Potere, ideologia e violenza dell’immagine fotografica (con I. Schiaffini, 2015); Il gesto femminista. La rivolta delle donne: nel corpo, nel lavoro, nell’arte (con I. Bussoni, 2014) e Le polaroid di Moro (con S. Bianchi, 2012). Ha curato mostre in gallerie e spazi pubblici (Triennale di Milano, Istituto Italiano di Cultura di Lisbona, Auditorium Parco della Musica di Roma, Scala Contarini del Bovolo di Venezia, Museo Laboratorio d’Arte Contemporanea dell Sapienza di Roma). 

Lunedì 19 Marzo, ore 19
Samantha Marenzi

Donne che ritraggono le donne: tre esempi celebri dalla storia profonda della fotografia

Nell’ambito dei seminari Storie della fotografia per Fotografia e donna, aperto in via eccezionale al pubblico 

Un piccolo seminario sul meccanismo del ritratto al femminile che usa l’immagine come uno specchio e trasforma muse e celebrità dei primi decenni del secolo in fragili e meravigliosi esseri umani. Tre esempi bastano a disegnare la mappa di intere storie della fotografia del Novecento venate dalla presenza femminile. I ritratti di Lotte Jakobi a Valeska Gert (ca. 1930), di Dora Maar a Nusch Eluard (1935), e di Martine Franck a Lily Brik (1976).

Samantha Marenzi è docente di Iconografia del teatro e della danza al Dams dell’Università Roma Tre, dove sta concludendo il suo terzo anno da assegnista con un progetto di ricerca sui rapporti tra arti visive e performative.  Specializzata in fotografia analogica e antiche tecniche di stampa, realizza e organizza mostre, cura progetti di diffusione della cultura e delle pratiche della fotografia. Insegna stampa analogica in bianco e nero, fotografia di scena, storia della fotografia del Novecento.

 

Martedì 20 Marzo, ore 19                 

Simona Filippini
Istantanee dall’Iran – Il possibile incontro con una cultura altra attraverso le immagini pubblicate su Instagram dalle giovani fotografe iraniane

 

Lina Pallotta
Fotografe afro-americane

 

Istantanee dall’Iran  – Il percorso proposto da Simona Filippini nasce dalla visione e selezione di diversi profili di Instagramers iraniane presenti nel progetto #1415IRAN della piattaforma 1415mobilephotographers.com, un percorso guidato dalla curiosità di scoprire un luogo mai visitato, ma non sconosciuto, attraverso lo sguardo delle giovani donne che vi vivono in un momento storico cruciale a livello globale sui temi delle libertà individuali delle donne e della parità di genere.

 

Fotografe afro-americane – Pioniere dell’esplorazione e critica culturale, sociale, relazionale e politica, il lavoro delle fotografe-artiste afro-americane è lo spazio dove critica e riflessione sullo stato del mondo e le problematiche legate alla rappresentazione visiva diventano resistenza attiva.

Raccontare le storie e produrre immagini in prima persona, è la priorità che sfida la lunga eredità di rappresentazioni razziste e sessiste del mondo afro-americano. Un riappropiarsi del discorso che ri-costruisce identità e autoaffermazione.

Simona Filippini si occupa di fotografia dal 1986. Pubblica i suoi ritratti, reportage e testi su riviste italiane e straniere, partecipa a mostre collettive e personali in Italia e all’estero. Fonda nel 2008 l’Associazione Culturale “Camera21, fotografia contemporanea”.

Collabora con numerosi istituti scolastici sul territorio nazionale, organizzando laboratori di educazione all’immagine e corsi di fotografia. E’curatrice di mostre e ideatrice di progetti fotografici e co-regista di cortometraggi.

www.simonafilippini.it

Lina Pallotta, classe 1955, fotografa campana, vive tra NY e Roma. Nel 1990 si diploma in Fotogiornalismo e Documentario Fotografico all’ICP-International Center of Photography di New York. Ha lavorato per l’agenzia Impact Visuals Agency (NY) e dal 1992 al 2002 per l’Agenzia Grazia Neri di Milano.
Ha pubblicato per varie riviste nazionali e internazionali. Numerose le mostre personali e collettive, in Europa e America, tra le quali al Queens Museum of Art (New York) e a L’Atelier de Visu (Marsiglia). Tra i premi ottenuti The Catalogue Project 1998 della New York Foundation for the Arts.
Ha pubblicato “Shattering Myths And Claiming The Futur” (2002); “Piedras Negras” (1999); “ImmaginAction-poesia in movimento” (1999); “I’m from Lower East Side” (1998). Dal 1990 ha insegnato e tenuto stage per diversi istituti come l’ICP e l’Empire State College di New York.

immagine utilizzata in copertina è di ©Lina Pallotta.

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Presentazione editoriale - Giovedì 15 marzo ore 19 - Officine Fotografiche Roma

STILL EUROPE di Luca Nizzoli Toetti

Interviene all'incontro Claudio Corrivetti

 L’uniformità e il vuoto culturale.  E contro tali due orchi che è necessario dichiarare e condurre in maniera netta una guerra all’ultimo sangue, per salvare la “ricchezza della differenza” che caratterizza tutto quanto c’è di importante nella cultura umana.

Zygmunt Bauman

Dopo “ALMOST EUROPE”, il primo libro di Luca Nizzoli Toetti, un viaggio alla ricerca dell’Europa, da Kaliningrad a Istanbul, lungo la “Cortina blu”, il nuovo confine disegnato dopo l’allargamento a est della Comunità Europea.

Postcart Edizioni è lieta di presentare “STILL EUROPE”, il secondo volume della trilogia sull’Europa di LNT, un viaggio alla riscoperta dell’Europa, alla ricerca del minimo comune denominatore che definisce il Vecchio Continente.

Con un testo di Francesco Acerbis e di Zygmunt Bauman, 128 fotografie che ci accompagnano nella straordinaria normalità di un’Europa fatta prima di tutto di persone che si muovono, si incontrano, dialogano e imparano a conoscersi. 3 primavere, 3 viaggi, 16000 km in treno, 39 città a piedi, un fotografo.

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Presentazione editoriale e incontro - giovedì 1 marzo ore 19 - Officine Fotografiche Roma

Selfie&cibo - La grande abbuffata 3.0

di Loredana De pace
Editore: emuse

TUTTO PER UNA RAGIONE. DIECI RIFLESSIONI SULLA FOTOGRAFIA

di Loredana De Pace

Di fronte al titolo di questo libro viene spontaneo domandarsi: qual è questa ragione?

La prima risposta è strettamente connessa alla meravigliosa duttilità dell’immagine fotografica.

Le altre ragioni che hanno portato l’autrice, Loredana De Pace, a riflettere sulla fotografia, sono raccontate in ciascuno dei dieci capitoli attraverso le immagini, le considerazioni, gli interrogativi, gli approfondimenti, pagina dopo pagina.

Dieci i capitoli, dieci i ragionamenti su altrettanti temi che la fotografia sfiora, tocca, attraversa.

Nate anche attraverso il lavoro corale di autorevoli menti (sociologi, psicologi, filosofi, direttori di festival e di musei, esperti di fotografia) che, a vario titolo, hanno partecipato alla riflessione, le pagine si sono riempite di considerazioni, domande e forse anche di qualche risposta.

Ma soprattutto, della possibilità di sviluppare una personale visione e coltivare senso critico, partendo ciascuno dalla propria ragione.

Loredana De Pace è giornalista pubblicista, curatrice indipendente e, quando sente di avere qualcosa da dire, anche fotografa. Scrive da quattordici anni per la testata FOTO Cult – Tecnica e Cultura della Fotografia. Ha collaborato con vari media on line dedicati alla cultura e alla fotografia. Cura l’archivio dell’autrice Gina “Alessandra” Sangermano; partecipa a giurie di premi nazionali e internazionali e letture portfolio.

Collabora con associazioni culturali nell’organizzazione di eventi e conferenze sulla fotografia e partecipa alla realizzazione di progetti editoriali.

Come fotografa, ha esposto il reportage El pueblo de Salinas, Ecuador: il piccolo gigante (2011) che è anche un libro con introduzione di Luis Sepúlveda, Sono un cielo nuvoloso (2014, Galleria Interzone-Roma), Qualcosa è cambiato (Priverno, 2017).

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Presentazione editoriale - martedì 23 gennaio ore 19 - Officine Fotografiche Roma

The fabulous destiny of Dainaly

Fotografie di Liliana Ranalletta
progetto a cura di DER*LAB
book project: Irene Alison
art direction Alessandra Pasquarelli
production: Antonella Sava
communication: Francesca Avallone

Martedì 23 gennaio alle 19 a Officine Fotografiche Roma presenteremo il libro The fabulous destiny of Dainaly di Liliana Ranalletta a cura di DER*LAB. 

Dainaly ha 24 anni, ama gli elefanti e la sua “casa” è il circo. Dainaly è speciale. È speciale perché il suo cielo è un tendone a strisce, la sua stanza è in una roulotte, e suo fratello è un supereroe. Ma è speciale anche perché è autistica. Per il mondo di fuori, Dainaly è “diversa”. Ma che significa essere “diversi” nel confine del circo, dove Dainaly da sempre vive, circondata dall’amore di sua madre e dei suoi nonni, felicemente sospesa sul filo di un’immaginazione che la fa volare insieme agli acrobati e che non le fa temere i leoni, chiusa nel suo universo interiore ma integrata in un mondo nomade in cui la diversità non fa paura?

Il Favoloso Mondo di Dainaly di Liliana Ranalletta, nuovo photobook curato da DER*LAB, è il racconto del suo quotidiano in questo reame di meraviglia e stupore, in bilico tra luce e ombra, segatura e polvere di stelle.