Gibellina vecchia (Trapani), febbraio 2016 - Cretto di Burri
Presentazione editoriale - Mercoledì 28 novembre ore 19 - Officine Fotografiche Roma

Il Cretto Grande - di Massimo Siragusa

di Massimo Sicracusa

Mercoledì 28 novembre alle 19 presentiamo a Officine Fotografiche Roma il libro  “Il Cretto Grande – 50 anni dopo il Terremoto del Belice, un viaggio nella memoria”

Edito da PostCart edizioni.

Pagina dopo pagina, con Siragusa si scopre e si accede a una nuova lettura del Cretto, uno studio anatomico che ne rivela la forza quanto la fragilità, la bellezza dei dettagli, lo stupore degli scorci, la magia dei labirinti. Quando le rare viste dell’insieme appaiono, la sorpresa è ancora più grande di fronte a una sorta di topografia immaginaria, di città immobile, addormentata per sempre sotto un lenzuolo di cemento bianco.
Laura Serani, in Il Cretto Grande, Postcart Edizioni, 2018

Alberto Burri fu chiamato a realizzare un’opera d’arte per ricordare l’immane tragedia che colpì la valle del Belice nel 1968. L’artista scelse di coprire le macerie del paese distrutto, mantenendone l’impianto urbanistico, con un’immensa colata di cemento bianco. Il monumento è un enorme velo di 29 acri che ha inghiottito l’intera area del centro storico. Nella sua concezione originaria era interamente bianco; oggi il Cretto è mutato: il tempo ha annerito i muri, le sterpaglie sono cresciute tra le crepe del materiale. Dall’alto appare come un insieme di fratture nel terreno. Racconta Siragusa: “Gli anni hanno creato delle ferite. La superficie si è spaccata, è uscito il ferro dell’anima interna”. È un luogo -il Cretto- in cui l’arte non è fine a se stessa ma diventa lo strumento indispensabile per la salvezza della memoria.

 

 

Biografia

Massimo Siragusa è nato a Catania e vive a Roma, dove insegna allo IED. Ha esposto in numerosi musei e gallerie in Italia e all’estero e collabora con le più importanti testate internazionali. 
Con i suoi lavori di corporate ha raccontato la realtà delle maggiori industrie italiane. Ha vinto numerosi premi tra cui quattro World Press Photo – nel 1997, 1999, 2008, 2009 – e tre Sony Awards.

Ha pubblicato i libri: Il Vaticano, Il Cerchio Magico, Credi, Teatro d’Italia, L’Emozione della vertigine e Respirano i muri. www.massimosiragusa.it

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Progetto della scuola Biennale 2016/2018 - Presentazione martedì 13 novembre ore 19 - Officine Fotografiche Roma

’GRAFIE METROPOLITANE - TRIONFALE e VALLE AURELIA

Martedì 13 novembre alle 19  a Officine Fotografiche Roma presentiamo

Grafie Metropolitane un  progetto di Alice Fiorenza, Danilo Rea, Francesco Frugoni e Giordana Citti a cura di Andrea Kunkl.

Una ricerca corale e transmediale attraverso la memoria dei quartieri Trionfale e Valle Aurelia. Topografie metropolitane parte dalla pratica della sociologia visuale, l’esplorazione del territorio e la documentazione corale. Video ritratti, video interviste, archivi fotografici e mappe mentali costruiscono una galassia della percezione della memoria.

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Proiezione - Venerdì 16 novembre ore 19 - La casa del Cinema

Le Cicale un documentario di Emiliano Mancuso e Federico Romano

a cura di Zona e Officine Fotografiche Roma

Zona in collaborazione con Officine fotografiche organizzano una serata per ricordare il regista e fotografo Emiliano Mancuso
A Roma il 16 Novembre presso La Casa del Cinema di Roma sarà proiettato il film Le Cicale, l’ultimo documentario scritto e girato da Emiliano Mancuso insieme a Federico Romano.

Quando l’estate finisce, racconta la fiaba di Esopo, la formica previdente passerà un inverno sereno, la cicala che ha sperperato tutto invece morirà al freddo. Ma che succede se anche i chicchi di grano messi da parte dalla formica non sono più sufficienti ad affrontare l’inverno ?
Le cicale è un viaggio intimo nella vita di chi, già andato in pensione o in procinto di andarci, si ritrova a lottare ancora per sopravvivere, perché lo stato sociale oggi non basta più a garantire una serena “età del riposo”. Per tutti, quando l’inverno è arrivato, i chicchi di grano messi da parte non erano sufficienti, spesso nemmeno ad avere la certezza di poter dormire con un tetto sopra la testa. Ma il destino non li ha piegati, questi pensionati ed esodati: non sono rassegnati ma pieni di energia, perché sanno che è un loro diritto arrivare vivi alla morte. Un racconto corale, dove attraverso le voci di queste ‘cicale’ loro malgrado, ci troviamo di fronte una possibile verità, che il futuro dei giovani sarà molto simile al presente dei vecchi

Intervengono:
Federico Romano, co-regista
Aline Hervé, montatrice
Giuseppe D’Amato, montatore del suono
Giulia Tornari, produttrice per Zona
Giuseppe Riccardi, uno dei protagonisti del documentario
Modera l’incontro Jacopo Zanchini, vicedirettore di Internazionale.

Si consiglia la prenotazione scrivendo all’indirizzo:
v.deberardinis@zona.org

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Visita guidata - mercoledì 24 ottobre ore 19 - Officine Fotografiche Roma

Visita Guidata alla mostra Resolution 808 - Inside The Yugoslavia Tribunal

alla presenza della curatrice Daria Scolamacchia e del fotografo Martino Lombezzi

Mercoledì 24 ottobre alle 19 alla presenza del fotografo Martino Lombezzi e Daria Scolamacchia organizziamo una visita guidata alla mostra, L’ingresso è libero e aperto a tutti.

Il Tribunale penale internazionale per l’ex Yugoslavia (ICTY) è stato creato nel 1993 dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite per indagare sui crimini di guerra che avvenivano nel conflitto balcanico: assedio, detenzione in campi di concentramento, uccisioni di massa, genocidio. Per la prima volta nella storia un tribunale è stato istituito nel mezzo di una guerra, con il compito di perseguire e giudicare i principali responsabili politici e militari delle atrocità. Non esistevano precedenti per guidare il lavoro pratico di questa istituzione, la prima corte penale internazionale dopo i processi di Norimberga e Tokyo alla fine della seconda guerra mondiale.

Il fotografo Martino Lombezzi e la giornalista Jorie Horsthuis nel corso del 2017 hanno avuto un accesso privilegiato a questa istituzione, e nella mostra “Resolution 808” ci portano dietro le quinte del tribunale, raccontandolo attraverso immagini degli interni, ritratti di molti protagonisti ed interviste esclusive. Accanto a ciò, hanno avuto la possibilità di lavorare negli archivi e fotografare oggetti provenienti dalla scena dei crimini che hanno segnato la fine della Jugoslavia.

Il Tribunale ha pronunciato la sua ultima sentenza lo scorso novembre: Ratko Mladic, ex comandante dell’esercito serbo bosniaco, accusato di genocidio e crimini contro l’umanità per il massacro di Srebrenica e molti altri crimini di guerra commessi dalle sue truppe durante la guerra del 1992-1995, è stato condannato all’ergastolo. Dopo questo giudizio lungamente atteso, l’ICTY ha chiuso i battenti, mettendo fine a venticinque anni di indagini sui crimini di guerra.

Il progetto “Resolution 808” vuole essere anche una riflessione sul senso di questa esperienza, il primo esempio pratico di giustizia penale internazionale.

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Presentazione fotografica - Giovedì 25 ottobre ore 19 - Officine Fotografiche Roma

Viaggio in Oman - dov'è possibile assistere al respiro della Terra

a cura di Giovanni Dalla Valle, Geologo di Kalias Viaggi

Giovedì 25 ottobre alle 19, Giovanni Dalla Valle, Geologo di Kalias Viaggi, presenterà a Officine Fotografiche Roma “Viaggio in Oman – dov’è possibile assistere al respiro della Terra” una selezione di immagini .

“Un viaggio in Oman ci fa scoprire un territorio ricco di paesaggi differenti, deserti, montagne e una costa selvaggia che si affaccia sull’Oceano Indiano.
Ci offre la possibilità di esplorare il suo territorio in tutta sicurezza, raggiungendo angoli silenziosi, accampandoci solitari tra le dune di sabbia del Rub Al Kali, uno dei deserti di sabbia più vasti del pianeta, camminando tra le pareti del Gran Canyon della Penisola Araba e scoprendo le comunità di pescatori che vivono sulla costa.
Con le immagini e i filmati del Geologo e Guida Kailas Giovanni Dalla Valle entreremo nel vivo di questo meraviglioso paese.”

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Presentazione editoriale - Giovedì 13 settembre ore 19 - Officine Fotografiche Roma

Il Reportage - Incontri di Fotogiornalismo

Giovedì 13 settembre alle 19 presentiamo a Officine Fotografiche Roma il numero 35 della rivista “Il Reportage”.  All’incontro interverranno: Maria Grazia Calandrone (poetessa), Andrea Di Biagio (fotografo), Malì Erotico (fotografa), Graziano Graziani (scrittore). Modera l’incontro Maria Camilla Brunetti (caporedattore Reportage).

Copertina e portfolio centrale del Reportage n.35 sono dedicate alla rivolta e alla repressione nel sangue dei palestinesi della Striscia di Gaza da parte dell’esercito israeliano in occasione dello spostamento dell’ambasciata americana a Gerusalemme. L’autore delle foto è il fotoreporter Fabio Bucciarelli, che testimonia la rabbia e la sofferenza di un popolo. Il numero si apre con una lunga e articolata intervista di Michela A.G.Iaccarino, che l’anno scorso vinse il nostro premio per il miglior reportage edito sulla stampa italiana, allo scrittore russo Edvard Limonov. Iaccarino è entrata nella sua casa di Mosca e ha parlato con Limonov, reso celebre dalla biografia di Emanuel Carrère, di politica, letteratura, storia della Russia.

   I primi due reportage riguardano due fiumi che attraversano diversi Stati (di qui i problemi), ovvero il Mekong e il Nilo. Ci è piaciuto collegarli e intitolarli “Storie fluviali”. Gli autori delle foto sono rispettivamente Andrea Di Biagio (il testo è di Angela Gennaro) e Nicola Zolin (che firma anche il pezzo). Con la poetessa Maria Grazia Calandrone ci spostiamo in Bosnia, un Paese che sembra ancora fermo all’indomani della fine della guerra civile. Calandrone racconta il paesaggio e le storie di due donne che vogliono andarsene (le foto sono di Stefano Stranges). Daniela Sala, invece, ci parla delle donne giordane, che hanno scoperto l’autodifesa, grazie alla nascita di numerosi palestre che insegnano le arti marziali.

   Lo scrittore Angelo Ferracuti, che sta scrivendo una biografia di Luigi Di Ruscio, è andato a Oslo anche per trovare la coppia di fondatori, negli anni Settanta, di un gruppo teatrale che portava in scena testi di denuncia contro il potere norvegese, ispirandosi, oltre che a Brecht, a Dario Fo e a Franca Rame. Con Graziano Graziani, invece, riscopriamo la Buenos Aires delle migliaia di  migranti italiani, i “tanos”, tra il cimitero della Cacharita e il Museo dell’Immigrazione. 

   Il problema dell’eutanasia è il tema del reportage di Francesca Del Boca e Federica Cocciro, che – attraverso la testimonianza dei parenti – raccontano otto storie di interruzione vita a partire dai casi più celebri (Welby, Englaro, dj Fabo). Nicola Rabbi e la fotografa Malì Erotico si occupano invece dell’ospitalità delle famiglie a Bologna per i malati psichici, un’esperienza pienamente riuscita. Il secondo portfolio parla delle miniere di calcare in Egitto ed è firmato dalla giovane fotografa francese Sidney Lèa Le Bour.

   Chiudono il numero, le recensioni, le rubriche “Un autore un libro” di Maria Camilla Brunetti, che intervista Gabriele Del Grande, e “Lettera aperta” di Valerio Magrelli. Il racconto è di Andrea Carraro. L’editoriale di Riccardo De Gennaro è dedicato all’insostenibile pesantezza del “governo Salvini”.

 

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Presentazione editoriale - Giovedì 24 maggio ore 19 - Officine Fotografiche Roma

Immagini di danza - Fotografia e arte del movimento nel primo Novecento

di Samantha Marenzi
Editoria & Spettacolo, Spoleto 2018.

Giovedì 24 maggio alle 19 Samantha Marenzi presenta a Officine Fotografiche Roma il suo libro Immagini di danza. Fotografia e arte del movimento nel primo Novecento

Cosa sono le immagini di danza? Scenari interiori che affiorano e modellano il corpo, forme create dai movimenti, capolavori del passato che ispirano le movenze e riempiono i gesti di significati. Ma anche raffigurazioni che documentano e conservano la memoria.

Nei primi decenni del Novecento le immagini contribuiscono alla grande rigenerazione della danza che accede al dominio dell’arte e penetra nelle opere degli artisti visivi.

Pittori, scultori, disegnatori, e, dall’inizio del secolo, anche fotografi, fondatori della fotografia artistica sulla cui scena la danza trova uno dei suoi piani di realizzazione. Una fotografia che non si limita a registrare il movimento del corpo, ma vuole evocare gli impulsi e le sorgenti della danza. Questo libro traccia i contorni della genesi della fotografia di danza, dei contorni sfumati che conservano l’idea di trasformazione che caratterizza l’inizio del secolo.

Intervengono:

Samantha Marenzi, Docente di Iconografia del teatro e della danza presso l’Università Roma Tre, fotografa e insegnante di tecniche analogiche e storia della fotografia del Novecento.

Raimondo Guarino, Storico del teatro, Professore Ordinario di Discipline dello Spettacolo presso Università degli Studi Roma Tre.

 

Samantha Marenzi insegna Iconografia del teatro e della danza al Dams dell’Università Roma Tre, dove sta concludendo il suo terzo anno da assegnista con un progetto sui rapporti tra arti visive e performative.

Specializzata in fotografia analogica e antiche tecniche di stampa, cura progetti di diffusione della cultura, della storia e delle pratiche della fotografia.

Dal 2010 collabora con Officine Fotografiche.

Presentazione numero 34 della rivista - Martedì 8 maggio ore 19 - Officine Fotografiche Roma

Il Reportage - incontri di fotogiornalismo

Martedì 8 maggio dalle ore 19 presentazione del nuovo numero di Reportage, saranno presenti alla serata:

Giulia Bosetti, giornalista di Presadiretta e autrice di “Uomini e no”, la nuova rubrica di Reportage dedicata ai diritti umani. Marco Sconocchia, che ha firmato per il nuovo numero di Reportage l’intervista a Martin Parr e il fotoreportage sulla Londra sottoproletaria.
Alice Ferranti, che ha intervistato Gabriele Lavia, uno degli ultimi maestri del palcoscenico.

A moderare Riccardo De Gennaro, direttore di Reportage

Il numero 34 di Reportage (aprile-giugno 2018) si apre con un’autentica chicca: un’intervista al grande fotografo inglese Martin Parr di Marco Sconocchia, suo amico. Il primo reportage in ordine di apparizione riguarda il leggendario cosmodromo di Bajkonur, da dove Yuri Gagarin venne lanciato nello spazio, come primo uomo, all’inizio degli anni Sessanta.

Questo reportage di Andrea Sorini ed Eliseo Acanfora anticipa un documentario che sarà realizzato nei prossimi mesi e che avrà per titolo “Bajkonur, Terra”, nonché un libro che sarà pubblicato dal Saggiatore. Segue un fotoreportage (con racconto) di un viaggio da Bucarest ai Carpazi, passando per la Transilvania, di Luciano Baccaro. Ci spostiamo poi a Londra, dove ancora Marco Sconocchia documenta la vita dei “dropouts” nei casermoni popolari della metropoli inglese. Di residenze di lusso, viceversa, ci parla Virginia Negro, che analizza il fenomeno delle “gated community” in Messico e nel Sudamerica, vere e proprie prigioni dorate per ricchi, protette da telecamere, guardie e filo spinato (le foto sono di Lidia Radwanski).

Damiano Beltrami e il fotografo Simone Perolari ci portano poi in un poligono di tiro del centro di New York, dove gli americani “giocano” con le pistole. Il portoflio centrale è firmato da Didier Bizet ed è dedicato alla ricostruzione della battaglia di Stalingrado a Minsk, sulla linea Stalin, in occasione del centenario della rivoluzione russa. Segue una sezione italiana: il fotografo Claudio Menna documenta la vita dei ragazzi non vedenti nell’istituto Colosimo di Napoli; Angelo Mastrandrea (col fotografo Piero Papa) conversa sull’isola di Pantelleria con Paolo Ponzo, il quale ispirò a Garcia Marquez un personaggio di un suo racconto, ambientato appunto a Pantelleria; il reportage di Lello Voce è un viaggio nel Vicentino con approdo a Molvena, dove sorge l’azienda tessile Bonotto, che è anche un museo di opere del Novecento, un caso di “simbiosi” tra industria e arte (le foto sono di Nicola Righetti); l’attrice e documentarista Alice Ferranti, infine, intervista l’ultimo grande attore e regista teatrale del Novecento, Gabriele Lavia, il quale parla del passato, del presente e del futuro dell’arte drammatica (le foto di Lavia sono di Tommaso Lepera).

Il portfolio di chiusura del numero è di un fotografo iraniano, Farhad Babaei, che ha fotografato i curdi nei loro momenti di svago. Seguono le consuete cinque recensioni di libri, l’intervista di Maria Camilla Brunetti a Sandra Petrignani sulla figura di Natalia Ginzburg, la rubrica di Valerio Magrelli con la sua “lettera aperta” e un racconto inedito di Veronica Raimo: “La casa di Arcopinto”. La foto vintage è dedicata ai 50 anni del Maggio francese, l’editoriale di Riccardo De Gennaro alla crisi della sinistra.

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Presentazione editoriale - Giovedì 19 aprile ore 19 - Officine Fotografiche Roma

Presentazione Yogurt magazine

Yogurt, proiezione cartacea di Yogurtmagazine.com  si discosta dai consueti paradigmi editoriali, affermandosi piuttosto come una proposta curatoriale aperiodica, la cui ambizione è coltivare l’unicità dell’approccio autoriale, proponendo narrazioni che coltivino linguaggi visuali  inaspettati.

In questa uscita ci siamo soffermati sul corpo:  involucro e catalizzatore delle nostre pulsioni.

Antimatter è  quindi l’intenso viaggio visivo di quattro autori, il cui sguardo perturbante frantuma i paradigmi stessi dell’estetica fotografica, trasmutando il corpo in un simulacro, disgregato metafisicamente, violentemente carnale, suggerito o imposto, ma sempre presente.

Autori:
Dirk Braeckman
Julie Van Der Vaart
Fosi Vegue
Tian Doan Na Champassak


Yogurtmagazine.com

La Fattoria della Piana
Il cambiamento, tutto intorno a noi - Giovedì 5 aprile ore 19 - Officine Fotografiche Roma

CONCORSO STORIE DI ECONOMIA CIRCOLARE

Giovedì 5 aprile ore 19 presentiamo a Officine Fotografiche Roma il
CONCORSO STORIE DI ECONOMIA CIRCOLARE – Il cambiamento, tutto intorno a noi
Intervengono:
Marica Di Pierri – presidente CDCA
Alessandra De Santis – coordinatrice equipe di ricerca progetto Storie di Economia Circolare
Emiliano Mancuso e Federico Romano- fotografi e autori Storia Pilota “Fattoria della Piana”
Presentazione dell’iniziativa
 
Un concorso a premi annuale per videomaker, fotografi, giornalisti e scrittori e un Atlante web che censisce e racconta le esperienze di Economia Circolare in Italia: sono i due strumenti dedicati alla cittadinanza e agli addetti ai lavori nel campo dell’informazione dal progetto Storie di Economia Circolare. L’obiettivo: stimolare coscienza diffusa sull’entità e le conseguenze della crisi ambientale attuale e l’urgenza di orientare alla sostenibilità tanto il modo di produrre che di consumare. In particolare, il Concorso a premi Storie di Economia Circolare è rivolto a giornalisti, videomaker, fotografi, scrittori, storyteller. Il concorso è uno strumento per sostenere ed incoraggiare chi è impegnato nel racconto, attraverso i vari linguaggi espressivi, di buone pratiche in campo economico e sociale. Raccontare storie di economia virtuosa è al contempo utile strumento per valorizzare l’impegno delle imprese impegnate in processi produttivi a basso impatto e per sensibilizzare il pubblico ad un consumo critico e sostenibile. Il concorso avrà cadenza annuale e prevede 4 categorie di prodotti culturali, ciascuno incentrato su una diversa forma espressiva: video, foto, radio e scrittura. Dopo una fase di votazione popolare on line, una giuria tecnica di qualità provvederà a proclamarne i vincitori. Le storie vincenti saranno proposte a testate e media nazionali.
Nel corso dell’incontro sarà presentato il progetto e saranno forniti tutti i dettagli sulle modalità di partecipazione e le finalità dell’iniziativa.

 


Il concorso è patrocinato dal Ministero dell’Ambiente e dall’Ordine Nazionale dei Giornalisti.
ISCRIZIONE GRATUITA
SCADENZA INVIO MATERIALI: 31 MAGGIO 2018