Alberto Sed (famiglia)
Documentario - venerdì 25 gennaio ore 19 - Officine Fotografiche Roma

Finché avrò voce - Storia di Alberto Sed

Alessandro Martinelli e Andrea Quattrini
in occasione della giorno della momoria

In occasione del Giorno della Memoria, venerdì 25 gennaio alle ore 19.00 verrà proiettato il documentario “Finché avrò voce. Storia di Alberto Sed” realizzato da Alessandro Martinelli ed Andrea Quattrini. Il film racconta la vita di Alberto Sed, ebreo romano ora novantenne sopravvissuto all’inferno di Auschwitz e testimone della Shoà.

Negli anni della guerra, Alberto è un bambino orfano di padre, cresciuto in collegio fino a quando le leggi razziali del 1938 gli impediscono di proseguire gli studi. Sfuggito alla retata del 16 ottobre 1943 nel ghetto di Roma da parte delle truppe tedesche, Alberto viene catturato dopo qualche mese, probabilmente per una soffiata, insieme alla madre e alle tre sorelle, Angelica, Fatina ed Emma. Transitando per il campo di Fossoli, vicino Modena, la famiglia giunge ad Auschwitz su un carro bestiame.

Emma di soli sei anni e la madre appena arrivate vengono giudicate inabili al lavoro e condotte alle camere a gas. La sorella Angelica, invece, riesce a sopravvivere nel campo sino a che, un mese prima della fine della guerra, viene sbranata dai cani per il divertimento delle SS. L’altra sorella, Fatina, riesce a tornare a Roma ma rimarrà per sempre segnata da ferite profonde anche per aver assistito alla terribile morte di Angelica e per essere stata sottoposta agli esperimenti dello spietato dottor Mengele.

Alberto, nonostante sia solo un ragazzino, marchiato con il numero A 5491, riesce a sopravvive per 13 mesi a varie selezioni, alla fame, ai lavori forzati, alle malattie, alle torture, al rigido inverno polacco, alla marcia della morte e allo sfinimento. Durante la prigionia partecipa per un pezzo di pane ad incontri di pugilato fra prigionieri organizzati per lo svago domenicale delle SS e delle loro donne. Nell’aprile del 1945, dopo essere scampato a un bombardamento, viene liberato dalle truppe americane a Dora, riuscendo a tornare a Roma nel settembre successivo ancora sedicenne.

Per più di 60 anni Alberto non ha mai raccontato del suo inferno nel campo di sterminio, un po’ per il timore di non essere creduto e un po’ per tentare di lasciare tutto alle spalle e concentrarsi sulla nuova vita. Giovanissimo sposa Renata, “la prima cosa bella avuta dalla vita”, con cui mette al mondo tre figlie che lo rendono nonno di molti nipoti e pronipoti. Anche alla sua famiglia nasconde a lungo le violenze e gli orrori di Auschwitz fino a che nel 2007 incontra Roberto Riccardi che lo convince con “parole dolci” ad aprirsi. Alberto così inizia a raccontare la sua storia, che Riccardi raccoglie nel libro “Sono Stato un Numero.

Alberto Sed racconta” (ed. La Giuntina), ed ad andare nelle scuole per testimoniare. Questa opera di testimonianza e l’affetto spontaneo che i giovani gli dimostrano in ogni occasione di incontro, sono per Alberto la vera rivincita sull’orrore di Auschwitz.

Grazie all’impegno assunto come testimone delle atrocità compiutesi nei campi di sterminio, nel 2015 il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella conferisce ad Alberto l’onorificenza di Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana.

Alessandro Martinelli ed Andrea Quattrini, appassionati fotografi (Alessandro è anche uno storico iscritto di Officine), dopo aver conosciuto Alberto, hanno sentito forte il dovere di raccoglierne la testimonianza documentando la sua storia e realizzando un film che aiutasse a mantenere viva la memoria delle violenze accadute nei lager nazisti, quale monito per la generazione attuale a non dimenticare ed indelebile memoria per le generazioni future.

Info

Proiezione Film documentario: “Finché avrò voce. Storia di Alberto Sed”

Titolo: “Finché avrò voce. Storia di Alberto Sed”

Autori/Regia: Alessandro Martinelli e Andrea Quattrini

Musica: “Sad Song” di Tristan Norton e Martin Kottmeier

Durata: 40 minuti

Ringraziamenti: Si ringrazia Alberto Sed e la sua famiglia; Roberto Riccardi, autore del libro “Sono stato un numero. Alberto Sed racconta” (ed. La Giuntina, Firenze 2009) e Roberto Olla, per la gentile concessione delle immagini di repertorio.

Roma, novembre 2009. Via dei Fori Imperiali.
vendita straordinaria di libri e stampe - Martedì 18 dicembre 2018 ore 19.00 - Officine Fotografiche Roma

Una serata in ricordo di Emiliano Mancuso

in collaborazione con Zona, Postcart e PCM Studio

Martedì 18 dicembre alle 19.00 siete invitati ad Officine Fotografiche per una serata in ricordo di Emiliano.
Vi aspettiamo con un aperitivo e un po’ di musica, accompagnati da clip video e immagini dei suoi lavori.

Durante la serata sarà possibile acquistare a prezzo di copertina i libri Terre di Sud e Stato d’Italia, quest’ultimo disponibile anche in una versione limitata di 50 copie arricchite da una stampa 12×18 cm su carta Hahnemühle FineArt al prezzo di 45 euro.
Potrete anche ordinare alcune foto tratte da Stato d’Italia in formato 20×30 cm, che saranno stampate da Digid’a su carta Hahnemühle FineArt, al costo di 35 euro.

Pre-ordini sono possibili fino alle ore 12.00 del 14 dicembre 2018, scrivendo alla mail: servizi@officinefotografiche.org, specificando la/le foto scelte e il numero di stampe per tipo. In questo modo le stampe saranno consegnate il 18 dicembre.
Tutti i proventi della serata saranno devoluti alla famiglia di Emiliano.

Scarica l’invito

Le foto in vendita sono le seguenti:
Roma, novembre 2009. Via dei Fori Imperiali.
Roma, novembre 2009. Via dei Fori Imperiali.
Roma, novembre 2008. Studenti universitari in protesta davanti a Montecitorio contro la riforma Gelmini
Roma, novembre 2008. Studenti universitari in protesta davanti a Montecitorio contro la riforma Gelmini
Roma, novembre 2008. Assemblea generale del movimento studentesco "Onda Anomala" all'Università di Roma La Sapienza contro i tagli all'istruzione pubblica voluti dal ministro Gelmini.
Roma, novembre 2008. Assemblea generale del movimento studentesco “Onda Anomala” all’Università di Roma La Sapienza contro i tagli all’istruzione pubblica voluti dal ministro Gelmini.
Taranto, novembre 2009. La nipote di Antonello, giovane operaio delle Acciaierie Ilva, gioca vestita da principessa in una casa alla periferia di Taranto.
Taranto, novembre 2009. La nipote di Antonello, giovane operaio delle Acciaierie Ilva, gioca vestita da principessa in una casa alla periferia di Taranto.
Asinara, Porto Torres, giugno 2010. Un operaio in cassa integrazione della Vinyls fa il bagno in un momento di relax
Asinara, Porto Torres, giugno 2010. Un operaio in cassa integrazione della Vinyls fa il bagno in un momento di relax

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Presentazione del progetto fotografico - venerdì 30 novembre ore 19 - Officine Fotografiche Roma

Monsanto® : a phographic investigation

di Mathieu Asselin

Venerdì 30 novembre alle 19 il fotografo Mathieu Asselin presenterà negli spazi di Officine Fotografiche Roma il suo progetto fotografico: Monsanto® : a photographic investigation. Ingresso libero.

Dozzine di siti Superfund della Monsanto® (ampi siti contaminati ad alta criticità, secondo l’agenzia statunitense Environmental Protection) negli Stati Uniti stanno colpendo centinaia di comunità e il loro territorio con terribili conseguenze sanitarie ed ecologiche. Monsanto® ha forti legami con il governo degli Stati Uniti e in particolare con la FDA (United States Food and Drugs Administration).

L’azienda mantiene rapporti ravvicinati con numerose altre potenze economiche e politiche in tutto il mondo, si impegna in campagne di disinformazione e nell’osteggiare istituzioni e singoli individui, come scienziati, agricoltori e attivisti che osano rivelare i suoi crimini. Monsanto® sta aprendo la strada a nuove tecnologie e nuovi prodotti, mentre scienziati, istituzioni ambientaliste e organizzazioni per i diritti umani stanno lanciando allarmi su temi come salute pubblica, sicurezza alimentare e sostenibilità ecologica, temi da cui dipende il nostro futuro su questo pianeta.

Questo è particolarmente inquietante dal momento che Monsanto® sta iniziando una nuova fase di non curanza nei confronti del nostro pianeta, attraverso la creazione e la commercializzazione di OGM.

Guardando il passato e il presente dell’azienda, questo progetto mira a immaginare a cosa assomiglierà il futuro sviluppo di Monsanto®.

Evento realizzato con il contributo della Fondazione Primoli.

Logo Fondazione Primoli alta ris

Mathieu Asselin (FR/VEN, 1973) vive e lavora tra Arles, Francia e New York. Ha iniziato la sua carriera lavorando nell’ambiente cinematografico a Caracas, in Venezuela, ma ha plasmato la sua pratica fotografica negli Stati Uniti.

Il suo lavoro consiste principalmente in progetti documentaristici a lungo termine, come il suo ultimo libro “Monsanto: A Photographic Investigation”, che ha ricevuto il plauso internazionale, vincendo il Kassel FotoBook Festival Dummy Award nel 2016, l’Aperture Foundation First Book Award nel 2017 ed è stato selezionato per il Deutsche Börse Photography Foundation Prize nel 2018.

Les Rencontre d’Arles in Francia, Photographer’s Gallery a Londra, il Fotomuseum Antwerp in Belgio e il Parlamento Europeo a Strasburgo sono tra le sedi più recenti in cui il suo lavoro è stato esposto.

©ClaudioImperi_3
Passeggiate fotografiche per i soci - domenica 25 novembre dalle 10.00 -

Passeggiata per Garbatella

Vi aspettiamo numerosi alle ripresa delle uscite fotografiche, in programma la mattina di domenica 25 novembre a Garbatella, a partire dalle 10.

L’uscita sarà coordinata da Claudio Imperi, e prevede un percorso circolare intorno ai famosi Lotti, che toccherà le piazze più caratteristiche del Rione.
Chi volesse partecipare deve inviare una mail alla segreteria.
A ridosso dell’appuntamento, in base anche alle condizioni meteo, verrà inviata agli iscritti una mail con il punto esatto dell’appuntamento.
In caso di maltempo la passeggiata slitterà automaticamente alla domenica successiva.
La partecipazione all’attività è gratuita, ma riservata ai Soci in regola col pagamento della quota associativa annuale.

Gibellina vecchia (Trapani), febbraio 2016 - Cretto di Burri
Presentazione editoriale - Mercoledì 28 novembre ore 19 - Officine Fotografiche Roma

Il Cretto Grande - di Massimo Siragusa

di Massimo Sicracusa

Mercoledì 28 novembre alle 19 presentiamo a Officine Fotografiche Roma il libro  “Il Cretto Grande – 50 anni dopo il Terremoto del Belice, un viaggio nella memoria”

Edito da PostCart edizioni.

Pagina dopo pagina, con Siragusa si scopre e si accede a una nuova lettura del Cretto, uno studio anatomico che ne rivela la forza quanto la fragilità, la bellezza dei dettagli, lo stupore degli scorci, la magia dei labirinti. Quando le rare viste dell’insieme appaiono, la sorpresa è ancora più grande di fronte a una sorta di topografia immaginaria, di città immobile, addormentata per sempre sotto un lenzuolo di cemento bianco.
Laura Serani, in Il Cretto Grande, Postcart Edizioni, 2018

Alberto Burri fu chiamato a realizzare un’opera d’arte per ricordare l’immane tragedia che colpì la valle del Belice nel 1968. L’artista scelse di coprire le macerie del paese distrutto, mantenendone l’impianto urbanistico, con un’immensa colata di cemento bianco. Il monumento è un enorme velo di 29 acri che ha inghiottito l’intera area del centro storico. Nella sua concezione originaria era interamente bianco; oggi il Cretto è mutato: il tempo ha annerito i muri, le sterpaglie sono cresciute tra le crepe del materiale. Dall’alto appare come un insieme di fratture nel terreno. Racconta Siragusa: “Gli anni hanno creato delle ferite. La superficie si è spaccata, è uscito il ferro dell’anima interna”. È un luogo -il Cretto- in cui l’arte non è fine a se stessa ma diventa lo strumento indispensabile per la salvezza della memoria.

 

 

Biografia

Massimo Siragusa è nato a Catania e vive a Roma, dove insegna allo IED. Ha esposto in numerosi musei e gallerie in Italia e all’estero e collabora con le più importanti testate internazionali. 
Con i suoi lavori di corporate ha raccontato la realtà delle maggiori industrie italiane. Ha vinto numerosi premi tra cui quattro World Press Photo – nel 1997, 1999, 2008, 2009 – e tre Sony Awards.

Ha pubblicato i libri: Il Vaticano, Il Cerchio Magico, Credi, Teatro d’Italia, L’Emozione della vertigine e Respirano i muri. www.massimosiragusa.it

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Progetto della scuola Biennale 2016/2018 - Presentazione martedì 13 novembre ore 19 - Officine Fotografiche Roma

’GRAFIE METROPOLITANE - TRIONFALE e VALLE AURELIA

Martedì 13 novembre alle 19  a Officine Fotografiche Roma presentiamo

Grafie Metropolitane un  progetto di Alice Fiorenza, Danilo Rea, Francesco Frugoni e Giordana Citti a cura di Andrea Kunkl.

Una ricerca corale e transmediale attraverso la memoria dei quartieri Trionfale e Valle Aurelia. Topografie metropolitane parte dalla pratica della sociologia visuale, l’esplorazione del territorio e la documentazione corale. Video ritratti, video interviste, archivi fotografici e mappe mentali costruiscono una galassia della percezione della memoria.

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Proiezione - Venerdì 16 novembre ore 19 - La casa del Cinema

Le Cicale un documentario di Emiliano Mancuso e Federico Romano

a cura di Zona e Officine Fotografiche Roma

Zona in collaborazione con Officine fotografiche organizzano una serata per ricordare il regista e fotografo Emiliano Mancuso
A Roma il 16 Novembre presso La Casa del Cinema di Roma sarà proiettato il film Le Cicale, l’ultimo documentario scritto e girato da Emiliano Mancuso insieme a Federico Romano.

Quando l’estate finisce, racconta la fiaba di Esopo, la formica previdente passerà un inverno sereno, la cicala che ha sperperato tutto invece morirà al freddo. Ma che succede se anche i chicchi di grano messi da parte dalla formica non sono più sufficienti ad affrontare l’inverno ?
Le cicale è un viaggio intimo nella vita di chi, già andato in pensione o in procinto di andarci, si ritrova a lottare ancora per sopravvivere, perché lo stato sociale oggi non basta più a garantire una serena “età del riposo”. Per tutti, quando l’inverno è arrivato, i chicchi di grano messi da parte non erano sufficienti, spesso nemmeno ad avere la certezza di poter dormire con un tetto sopra la testa. Ma il destino non li ha piegati, questi pensionati ed esodati: non sono rassegnati ma pieni di energia, perché sanno che è un loro diritto arrivare vivi alla morte. Un racconto corale, dove attraverso le voci di queste ‘cicale’ loro malgrado, ci troviamo di fronte una possibile verità, che il futuro dei giovani sarà molto simile al presente dei vecchi

Intervengono:
Federico Romano, co-regista
Aline Hervé, montatrice
Giuseppe D’Amato, montatore del suono
Giulia Tornari, produttrice per Zona
Giuseppe Riccardi, uno dei protagonisti del documentario
Modera l’incontro Jacopo Zanchini, vicedirettore di Internazionale.

Si consiglia la prenotazione scrivendo all’indirizzo:
v.deberardinis@zona.org

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Visita guidata - mercoledì 24 ottobre ore 19 - Officine Fotografiche Roma

Visita Guidata alla mostra Resolution 808 - Inside The Yugoslavia Tribunal

alla presenza della curatrice Daria Scolamacchia e del fotografo Martino Lombezzi

Mercoledì 24 ottobre alle 19 alla presenza del fotografo Martino Lombezzi e Daria Scolamacchia organizziamo una visita guidata alla mostra, L’ingresso è libero e aperto a tutti.

Il Tribunale penale internazionale per l’ex Yugoslavia (ICTY) è stato creato nel 1993 dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite per indagare sui crimini di guerra che avvenivano nel conflitto balcanico: assedio, detenzione in campi di concentramento, uccisioni di massa, genocidio. Per la prima volta nella storia un tribunale è stato istituito nel mezzo di una guerra, con il compito di perseguire e giudicare i principali responsabili politici e militari delle atrocità. Non esistevano precedenti per guidare il lavoro pratico di questa istituzione, la prima corte penale internazionale dopo i processi di Norimberga e Tokyo alla fine della seconda guerra mondiale.

Il fotografo Martino Lombezzi e la giornalista Jorie Horsthuis nel corso del 2017 hanno avuto un accesso privilegiato a questa istituzione, e nella mostra “Resolution 808” ci portano dietro le quinte del tribunale, raccontandolo attraverso immagini degli interni, ritratti di molti protagonisti ed interviste esclusive. Accanto a ciò, hanno avuto la possibilità di lavorare negli archivi e fotografare oggetti provenienti dalla scena dei crimini che hanno segnato la fine della Jugoslavia.

Il Tribunale ha pronunciato la sua ultima sentenza lo scorso novembre: Ratko Mladic, ex comandante dell’esercito serbo bosniaco, accusato di genocidio e crimini contro l’umanità per il massacro di Srebrenica e molti altri crimini di guerra commessi dalle sue truppe durante la guerra del 1992-1995, è stato condannato all’ergastolo. Dopo questo giudizio lungamente atteso, l’ICTY ha chiuso i battenti, mettendo fine a venticinque anni di indagini sui crimini di guerra.

Il progetto “Resolution 808” vuole essere anche una riflessione sul senso di questa esperienza, il primo esempio pratico di giustizia penale internazionale.

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Presentazione fotografica - Giovedì 25 ottobre ore 19 - Officine Fotografiche Roma

Viaggio in Oman - dov'è possibile assistere al respiro della Terra

a cura di Giovanni Dalla Valle, Geologo di Kalias Viaggi

Giovedì 25 ottobre alle 19, Giovanni Dalla Valle, Geologo di Kalias Viaggi, presenterà a Officine Fotografiche Roma “Viaggio in Oman – dov’è possibile assistere al respiro della Terra” una selezione di immagini .

“Un viaggio in Oman ci fa scoprire un territorio ricco di paesaggi differenti, deserti, montagne e una costa selvaggia che si affaccia sull’Oceano Indiano.
Ci offre la possibilità di esplorare il suo territorio in tutta sicurezza, raggiungendo angoli silenziosi, accampandoci solitari tra le dune di sabbia del Rub Al Kali, uno dei deserti di sabbia più vasti del pianeta, camminando tra le pareti del Gran Canyon della Penisola Araba e scoprendo le comunità di pescatori che vivono sulla costa.
Con le immagini e i filmati del Geologo e Guida Kailas Giovanni Dalla Valle entreremo nel vivo di questo meraviglioso paese.”

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Presentazione editoriale - Giovedì 13 settembre ore 19 - Officine Fotografiche Roma

Il Reportage - Incontri di Fotogiornalismo

Giovedì 13 settembre alle 19 presentiamo a Officine Fotografiche Roma il numero 35 della rivista “Il Reportage”.  All’incontro interverranno: Maria Grazia Calandrone (poetessa), Andrea Di Biagio (fotografo), Malì Erotico (fotografa), Graziano Graziani (scrittore). Modera l’incontro Maria Camilla Brunetti (caporedattore Reportage).

Copertina e portfolio centrale del Reportage n.35 sono dedicate alla rivolta e alla repressione nel sangue dei palestinesi della Striscia di Gaza da parte dell’esercito israeliano in occasione dello spostamento dell’ambasciata americana a Gerusalemme. L’autore delle foto è il fotoreporter Fabio Bucciarelli, che testimonia la rabbia e la sofferenza di un popolo. Il numero si apre con una lunga e articolata intervista di Michela A.G.Iaccarino, che l’anno scorso vinse il nostro premio per il miglior reportage edito sulla stampa italiana, allo scrittore russo Edvard Limonov. Iaccarino è entrata nella sua casa di Mosca e ha parlato con Limonov, reso celebre dalla biografia di Emanuel Carrère, di politica, letteratura, storia della Russia.

   I primi due reportage riguardano due fiumi che attraversano diversi Stati (di qui i problemi), ovvero il Mekong e il Nilo. Ci è piaciuto collegarli e intitolarli “Storie fluviali”. Gli autori delle foto sono rispettivamente Andrea Di Biagio (il testo è di Angela Gennaro) e Nicola Zolin (che firma anche il pezzo). Con la poetessa Maria Grazia Calandrone ci spostiamo in Bosnia, un Paese che sembra ancora fermo all’indomani della fine della guerra civile. Calandrone racconta il paesaggio e le storie di due donne che vogliono andarsene (le foto sono di Stefano Stranges). Daniela Sala, invece, ci parla delle donne giordane, che hanno scoperto l’autodifesa, grazie alla nascita di numerosi palestre che insegnano le arti marziali.

   Lo scrittore Angelo Ferracuti, che sta scrivendo una biografia di Luigi Di Ruscio, è andato a Oslo anche per trovare la coppia di fondatori, negli anni Settanta, di un gruppo teatrale che portava in scena testi di denuncia contro il potere norvegese, ispirandosi, oltre che a Brecht, a Dario Fo e a Franca Rame. Con Graziano Graziani, invece, riscopriamo la Buenos Aires delle migliaia di  migranti italiani, i “tanos”, tra il cimitero della Cacharita e il Museo dell’Immigrazione. 

   Il problema dell’eutanasia è il tema del reportage di Francesca Del Boca e Federica Cocciro, che – attraverso la testimonianza dei parenti – raccontano otto storie di interruzione vita a partire dai casi più celebri (Welby, Englaro, dj Fabo). Nicola Rabbi e la fotografa Malì Erotico si occupano invece dell’ospitalità delle famiglie a Bologna per i malati psichici, un’esperienza pienamente riuscita. Il secondo portfolio parla delle miniere di calcare in Egitto ed è firmato dalla giovane fotografa francese Sidney Lèa Le Bour.

   Chiudono il numero, le recensioni, le rubriche “Un autore un libro” di Maria Camilla Brunetti, che intervista Gabriele Del Grande, e “Lettera aperta” di Valerio Magrelli. Il racconto è di Andrea Carraro. L’editoriale di Riccardo De Gennaro è dedicato all’insostenibile pesantezza del “governo Salvini”.