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Presentazione editoriale & Crowdfunding - lunedì 10 giugno ore 19 - Officine Fotografiche Roma

‘O post mio' di Francesca Leonardi

fotografie di Francesca Leonardi
interviene Rosy Santella - photoeditor di Internazionale

‘O post mio’ è un lavoro fotografico durato otto anni durante i quali ho seguito la vita di Claudia che, insieme alle sue figlie, ha occupato una casa al Parco Saraceno.

Il Parco Saraceno si trova nel Villaggio Coppola, a Castel Volturno, vicino Napoli. Negli anni 60, quando fu costruito distruggendo una ricca pineta mediterranea, era il più grande agglomerato urbano abusivo d’Europa.

La vita di Claudia assomiglia al destino di questa pineta. Sul suo corpo sono state riversate colate di violenza ed emarginazione che ne hanno trasfigurato la vita. La sua bellezza combatte contro un continuo “abbrutimento” contaminato da povertà e criminalità. L’amore verso le figlie è un chiaro tentativo di riscatto, un modo per seppellire gli abusi e far rinascere una pineta ricca di linfa com’era il Parco Saraceno.

Conobbi Claudia nel 2010 mentre fotografavo questo enorme quartiere illegale sul mare. Sono rimasta subito colpita dalla sua vitalità, dal coraggio e dalla sua forza. È stato un vero colpo di fulmine. Quando poi mi raccontò la sua storia capii che, attraverso di lei, avevo l’opportunità di raccontare il modo in cui un territorio può determinare la vita di una persona.

Claudia è stata “venduta” dalla madre all’età di 16 mesi. Ritrovata dalla nonna in una famiglia di Modena, a 14 anni finisce in una comunità per minori a rischio. Qualche anno più tardi la vita la porta a conoscere il padre delle sue due figlie un “tutto fare” della camorra che l’ha lasciata presto per il carcere.

Nel corso di questi otto anni io e Claudia abbiamo stretto uno speciale rapporto di amicizia. Questa intimità mi ha permesso di entrare nella sua vita come mai mi era successo prima nel mio lavoro, ma mi mise anche di fronte a dei dilemmi. Sono stata testimone di una relazione violenta con un uomo con il quale ha avuto il suo terzo figlio. Di fronte alle loro liti mi chiedevo cosa fosse giusto fare: documentare o intervenire?

Questo libro è un doppio viaggio: quello nella vita di Claudia, una guerriera figlia di un territorio bello ma ostile e quello di una fotografa documentarista che esplora i confini e i conflitti del documentare.

‘O post mio è anche un audio documentario mandato in onda da Radio Tre. Questo il link per ascoltarne le puntate.

Invito - Gllava 150
Presentazione editoriale - giovedì 6 giugno ore 19 - Officine Fotografiche Roma

Bulqizë di Elton Gllava

di Elton Gllava
introduce Chiara Capodici / Leporello

Giovedì 6 giugno ore 19 presentiamo a Officine Fotografiche Roma il libro Il libro Bulqizë di Elton Gllava,intervengono all’incontro Chiara Capodici e Claudio Corrivetti.

“Bulqizë” racconta la realtà di  una piccola cittadina  nel nord-est dell’Albania, conosciuta come la città dei minatori. Dopo la scoperta del cromo nel 1939 e l’apertura delle prime miniere nel 1948, la città è diventata la terza produttrice mondiale di questo minerale. Sono andato a Bulqizë per la prima volta nel 2013.

Il primo impatto mi ha riportato indietro nel tempo. Gli edifici grigi che si affacciavano sulla strada principale delineavano una città che si era fermata nel tempo, cristallizzata nell’atmosfera dell’Albania della mia infanzia.

Attraverso questo racconto la storia di una comunità che siede su una “montagna d’oro”, ma che vede le sue risorse svanire incessantemente. Bulqizë è stato definito da alcuni come un ghetto sociale. Per me rappresenta un repertorio di archetipi culturali che ho cercato di catturare.”

Elton Gllava (Albania, 1974) è un fotografo con sede a Roma. Nel 1992, dopo che il regime comunista è crollato e le frontiere sono state aperte, ha colto l’occasione per conoscere un altro mondo e come migliaia di albanesi ha raggiunto l’Italia.

Nel 2007 ha intrapreso il percorso della fotografia e si è diplomato alla Scuola Romana di Fotografia e Cinema nel 2009. I suoi progetti fotografici esplorano le questioni sociali e ambientali in Italia e in Albania attraverso un personale approccio documentario. L’ultimo progetto Bulqizë, dopo aver ricevuto diversi premi  è diventato  libro pubblicato da Postcart Edizioni nel marzo 2019.

Masaniello di Mario Spada
Presentazione editoriale - giovedì 30 maggio ore 19 - Officine Fotografiche Roma

Masaniello - presentazione editoriale

Intervengono: Mario Spada, Italo Ferraro, Michele Attianese, Alberto D'Angelo.

Giovedì 30 maggio alle 19 Masaniello è un progetto in forma di libro de Iilfilodipartenope pubblicato nella collana Operette, collana che raccoglie traduzioni di senso e non letterali di canzoni popolari.

Al poeta-scrittore è affidata la traduzione allegorica e di senso del testo del canto popolare, in questo caso ’O cunto ’e Masaniello di Roberto De Simone.

Agli artisti è chiesto di tradurre in segno le parole dello scrittore ed il testo della canzone, realizzando opere originali di piccolo formato.

Il testo è di Italo Ferraro, gli artisti a cui è stata affidata la traduzione in segno sono Michele Attianese con disegni a grafite e olio su carta e Mario Spada con fotografie originali stampate su carta fineart.

All’interno del libro anche il testo de ’O cunto ‘e Masaniello di Roberto De Simone con la riproduzione del manoscritto della struttura musicale del canto ed una nota introduttiva di Massimiliano Virgilio.

La tiratura è di 100 copie numerate e firmate con due opere originali di Michele Attianese e 100 copie numerate e firmate con due fotografie originali di Mario Spada.

 

Dalla nota introduttiva di Massimiliano Virgilio.

Masaniello è una maschera. Non a caso, nel Cunto di Roberto De Simone “A lu tiempo de ‘sti gabelle, Masaniello è Pulcinenella”. Pulcinella. La maschera eccellente e porosa che tutto assorbe della napoletanità e della napoletanità tutto riflette, come se dalle froge e dagli occhi della sua bautta ne uscissero i raggi luminosi di un’appartenenza sbilenca, di un discorso iniziato, di un cunto ininterrotto ed eterno. Sempre ammesso, in deroga alla storia e alla logica, che col termine napoletanità si riesca a indicare qualcosa di preciso e poco nocivo. Ma se Pulcinella è la maschera-ombrello della napoletanità, Masaniello è la sabbia che lo tiene fermo al calduccio, è la granaglia di cui è composta la città traviata dai suoi diavoli “cresciuti nella contraddizione”, come scrive nel suo testo d’apertura Italo Ferraro.

Lo stesso studioso che ha dato vita al monumentale Atlante della città storica, opera fondamentale per capire Partenope, o meglio, per intraprendere quel percorso di comprensione di Partenope dagli sbocchi così incerti e oscuri, simili ai fondaci senza uscite né salvezza in quella parte di città che sta tra il mare e la città greca, il Mercato dove è ambientata la breve vita del pescivendolo Masaniello. Teatro, musica, canto, urbanistica, storia, sociologia. E poi la fotografia del miglior “ghostbusters” di masanielli contemporanei che abbiamo oggi, Mario Spada.

Napoli è la città delle interferenze, dove sono esistiti i migliori teatranti-filosofi e si sprecano i poeti-cantanti, letterati un po’ santi, salumai dal bel canto, camorristi che fanno gli attori e pescivendoli-capopopolo inconsapevolmente pronti a dormire sul fondo del mare, come ci mostra l’ipnotico disegno di Michele Attianese.

Napoli è una città, insomma, dove più proficuamente che altrove i linguaggi si mischiano, si confondono e si sa – dove i confini si perdono – forte è lo smarrimento, ma nel caso di questo librini è più simile all’ebbrezza che arriva dopo il vino. Il sapore è corposo, l’effetto può inebetire. Prevista anche la doppia, schizofrenica reazione: immalinconirci o incazzarci. La risposta tocca a noi lettori. Dipende dal modo in cui approcciamo alle relazioni sotterranee che i diversi linguaggi sulla tavola intrecciano per raccontare Masaniello.

Fili invisibili che si muovono ad arte per disarcionare la maschera e sottoporla a carotaggio. Bisogna immergersi in profondità per comprendere ciò che non è dato afferrare in superficie: il vostro sguardo di lettori è la trivella.

 

 

Satantango-Bela Tarr
Presentazione editoriale - Martedì 21 maggio ore 19 - Officine Fotografiche Roma

EUFONIE - Cinque fotografi e il cinema di Béla Tarr

Gruppo di Ricerca Satantango - Luca Cappellaro, Simona Lunatici, Massimiliano Pugliese, Simona Scalas, Orith Youdovich
a cura di Maurizio Giovanni De Bonis

Martedì 21 maggio ore 19 sarà presentato a Officine Fotografiche Roma “EUFONIE – Cinque fotografi e il cinema di Béla Tarr”.  La presentazione è il risultato del Gruppo di Ricerca Satantango composto da: Luca Cappellaro, Simona Lunatici, Massimiliano Pugliese, Simona Scalas, Orith Youdovich a cura di Maurizio Giovanni De Bonis.

Intervengono alla serata: Maurizio Giovanni De Bonis e Claudio Corrivetti.

Misurarsi con l’estetica di Béla Tarr non è certo procedimento semplice da mettere in pratica. È necessario cogliere in modo preciso l’essenza degli spazi inquadrati dal cineasta ungherese, la sua capacità di far vivere tali spazi mentre sono in relazione con la figura umana e quella di cogliere la sostanza non psicologica, quanto piuttosto paesaggistico-figurativa, dei volti dei suoi attori.

In tal senso, ciò che i cinque fotografi del Gruppo di Ricerca Satantango hanno messo in atto è stato un lavorìo profondo di preparazione, di affinamento di una sensibilità espressiva soggettiva che doveva entrare in sintonia con il senso.

dilatato dello spazio-tempo presente nelle immagini di Béla Tarr, con la forza decadente e primordiale delle sue inquadrature, con le questioni pressanti nel cinema dell’autore ungherese: la tragica illusione dell’esistenza, la dolorosa delusione nei riguardi della vita e delle relazioni umane, la solitudine e l’angoscia, la decadenza della società raffigurata nel disagio individuale e nell’abbrutimento degli esseri umani incapaci di stabilire relazioni limpide.

Ingresso libero.

[Immagine in alto: Frame tratto da Satantango regia di Béla Tarr, 1994 ]

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Presentazione - Giovedì 16 maggio ore 19 - Officine Fotografiche Roma

Groenlandia Est, tra ghiacciai, fiordi e montagne - Kailas viaggi

con la guida Kailas Nicolas Martinoli

Giovedì 16 maggio alle 19 presentiamo a Officine Fotografiche Roma “Groenlandia Est, tra ghiacciai, fiordi e montagne” – con la guida Kailas Nicolas Martinoli.

Compiere un viaggio avventuroso nell’estrema Groenlandia Est ci porta a scoprire spazi incontaminati e silenziosi, visitare aree dove il turismo non è ancora arrivato, o dove si ferma molti chilometri prima; le emozioni che si possono provare in questi territori, ancora in buona parte allo stato selvaggio, sono uniche.

In Groenlandia dell’Est questo è possibile, affidandosi a guide esperte che ci accompagnano nella natura per raccontarci quello che vediamo, ma anche per permetterci di raggiungere luoghi “un po’ estremi”.
In questa serata, grazie al racconto di Nicolas Martinoli, geologo e guida del team Kailas viaggi, verremo accompagnati in questo luogo magico attraverso fotografie, video ed entusiasmanti racconti di viaggio.

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Presentazione editoriale - martedì 16 aprile ore 19 - Officine Fotografiche Roma

Presentazione Il Reportage - n. 38

Martedì 16 aprile dalle 19 a Officine Fotografiche Roma presentazione del n.38 della rivista Il Reportage.

Modera: Riccardo De Gennaro (direttore di Reportage)

Intervengono: Viviana Berti (fotografia), Emanuele Giordana (giornalista), Davide Lemmi (giornalista), @Marco Simoncelli (giornalista)

Il numero 38 di Reportage (aprile-giugno 2019) apre con una lunga intervista di Maria Camilla Brunetti a un giovane ma già pluripremiato fotografo italiano (tra gli altri suoi premi il Wpp e il Robert Capa prize), Fabio Bucciarelli. Il quale racconta la propria storia di fotoreporter di guerra, la sua “filosofia” e i suoi progetti futuri.

Segue un reportage che spiega il Brasile “dittatoriale” di Jair Bolsonaro, un Paese nel caos, anche a causa della morsa delle chiese evangeliche e dei gruppi paramilitari. Lo firma un giornalista argentino, Alejandro Brittos.

Un viaggio romantico in Argentina lo compie invece Viviana Berti, per l’esattezza nella pampa. Sue le foto e il testo. Con Raùl Moreno voliamo a Chernobyl per verificare le condizioni del territorio dopo l’incidente della centrale nucleare nel 1986.

Qui Moreno ha incontrato – tra gli altri – il vigile del fuoco bielorusso Ivan Shavrei che si trovava nella centrale al momento dell’incidente e che è sopravvissuto salvando altre vite.

Continua a leggere sul sito de “Il Reportage”.

 

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Presentazione editoriale - Giovedì 11 aprile ore 19 - Officine Fotografiche Roma

Alberto Selvestrel presenta Link

di Alberto Selvestrel

Giovedì 11 aprile alle 19 Alberto Selvestrel presenta a Officine Fotografiche Roma il suo nuovo libro “LINK” una raccolta di fotografie scattate negli ultimi tre anni in Europa.
L’introduzione del libro è scritta da Giovanni Gastel. L’incontro è moderato da Stefano Mirabella.

La ricerca di Selvestrel è focalizza sul paesaggio antropico e le sue modificazioni ed è volta a condensare il massimo della sua espressione concettuale nel minimo della forma, questo grazie ad un approccio geometrico e minimale.

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Proiezione e Incontro con il pubblico - Venerdì 12 aprile ore 19.00 - Officine Fotografiche Roma

Mare Amarum

un documentario di Philippe Fontana con le immagini di Stefano De Luigi
Con il patrocinio del Municipio Roma VIII

Venerdì 12 aprile alle 19 presentiamo a Officine Fotografiche Roma

Mare Amarum 

un documentario di Philippe Fontana con le immagini di Stefano De Luigi. 

Insieme al regista e al fotografo/videographer ne parleranno: Riccardo Travaglini, Sindaco di Castelnuovo di Porto, Annalisa Camilli, Giornalista Internazionale, Eric Jozsef, Giornalista Libération

Darà il saluto agli ospiti: Amedeo Ciaccheri, Presidente Municipio Roma VIII

A inizio 2018 il fotografo italiano Stefano De Luigi è salito a bordo dell’Aquarius per seguire una missione di salvataggio di profughi provenienti dalla Libia. In questo documentario ci offre il suo sguardo sul Mediterraneo, le sue emozioni e il suo sentimento di impotenza di fronte alla tragedia umana. E ci lascia con un interrogativo: l’Europa è ancora un luogo di speranza?

 

Regia : Philippe Fontana

Fotografia : Stefano De Luigi

Suono : Mélissa Petitjean

Musica : Quentin Sirjacq

Montaggio : Philippe Fontana / Solveig Risacher

Produzione : Quark Productions

Produttrice / Produttore : Juliette Guigon / Patrick Winocour

Foto Musacchio & Ianniello
Presentazione dell'attività espositiva - giovedì 28 marzo ore 19 - Officine Fotografiche Roma

Incontro con Fondazione MAXXI

a cura di Giulia Pedace e Simona Antonacci

Il 28 marzo 2019, alle ore 19, Fondazione MAXXI presenta a Officine Fotografiche Roma il proprio calendario espositivo per l’anno in corso.

Ricco di fotografia il calendario delle mostre verrà presentato da Giulia Pedace, responsabile servizio iconografico e documentazione e da Simona Antonacci, responsabile della collezione di fotografia della sezione Architettura.

Il 3 aprile apre al pubblico il focus dedicato a  ELISABETTA CATALANO. Tra immagine e performance, che indaga il rapporto tra la sua fotografia e la performance proponendo ritratti di artisti (Joseph Beuys, Fabio Mauri, Vettor Pisani, Cesare Tacchi) nella fase gestionale del processo performativo (in collaborazione con Archivio Catalano, a cura di Aldo Enrico Ponis, 3 aprile – dicembre 2019).

Seconda monografica importante quella dedicata a PAOLO DI PAOLO. Mondo Perduto, in collaborazione con Gucci, è la grande monografica dedicata a uno straordinario cantore dell’Italia tra gli anni Cinquanta e Sessanta, che ha pubblicato sul settimanale Il Mondo di Pannunzio più di 500 fotografie, ritraendo protagonisti del mondo dell’arte, della cultura, della moda, del cinema, accanto a gente comune. Tra le sue foto, riscoperte dopo più di 50 anni di oblio, quelle di Pier Paolo Pasolini, Tennesse Williams, Anna Magnani, Kim Novak, Sofia Loren e Marcello Mastroianni (a cura di Giovanna Calvenzi, 17 aprile-30 giugno 2019)

Il focus TERRE IN MOVIMENTO racconta attraverso gli occhi di 3 grandi fotografi – Olivo Barbieri, Paola De Pietri e Petra Noordkamp – il paesaggio marchigiano dopo il terremoto (a cura di Pippo Ciorra, Carlo Birrozzi, in collaborazione con Cristiana Colli, 10 maggio– agosto 2019).

La fotografia e i suoi linguaggi sono, inoltre, presenti nel nuovo allestimento della collezione Lo Spazio dell’Immagine che ospita , tra le altre nuove acquisizioni, fotografie di Paolo Di Paolo, Hassan Hajjaj e il suggestivo polittico di Paolo Pellegrin costruito assemblando immagini de l’Aquila e prima parte della committenza del MAXXI al grande fotografo romano che prevede la realizzazione di altri scatti che andranno a arricchire, prossimamente, la collezione di MAXXI l’Aquila.

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Visita Guidata - giovedì 4 aprile ore 19 - Officine Fotografiche Roma

Rhome - visita guidata

a cura di Jean-Marc Caimi e Vantina Piccinni

Giovedì 4 aprile alle 19 i fotografi Jean-Marc Caimi e Valentina Piccinni saranno presenti a Officine Fotografiche per una visita guidata alla mostra Rhome curata da Lorenzo Castore. 

La vita alla mostra è gratuita e riservata ai soci di Officine Fotografiche Roma.