IlReportage 50
Incontri di fotogiornalismo - martedì 17 maggio ore 19 - Officine Fotografiche Roma

Il Reportage - Incontri di fotogiornalismo #50

Martedì 17 maggio alle 19 presentiamo il 50 numero de Il Reportage a Officine Fotografiche Roma. A moderare l’incontro ci sarà: Riccardo De Gennaro, direttore de Il reportage, Maria Camilla Brunetti, caporedattrice, Jean-Marc Caimi e Valentina Piccinni, fotografi, Guido Guglielminotti, fotografo.

La copertina del nuovo numero è dedicata al portfolio del fotografo praghese Michal Novotny, che documenta lo sport più crudele del mondo, lo sport nazionale del Kirghizistan, una sorta di rugby a cavallo, giocato con la pelle di una capra al posto della palla ovale. Il numero, tuttavia, non poteva non essere aperto da un reportage dall’Ucraina, dove si parla della resistenza degli abitanti all’invasione russa: da un lato attraverso l’organizzazione di numerosi corsi di addestramento militare e di tiro al bersaglio, dall’altro con l’evacuazione dal Paese delle donne e dei bambini. Il servizio è di Jean Marc Caimi e Valentina Piccinni, che sono stati a Kiev e al confine con la Polonia. 

Il secondo reportage è della fotografa Violeta Santos Moura ed è stato realizzato nelle aree rurali del Portogallo, aree sempre più isolate e svuotate per i problemi di natalità, emigrazione e pandemia. In Uganda, invece, il caso è inverso: al contrario della crisi delle nascite si è verificato un boom anagrafico, basti pensare che – come racconta Riccardo Bononi – la metà della popolazione ha meno di 15 anni. Filippo Venturi ci porta invece a Dubai durante l’Esposizione universale per scoprire che la città-baraccone degli Emirati arabi uniti ha due volti: quello dei milionari, degli uomini d’affari e dei turisti e quello degli “schiavi”, che con il loro lavoro sottopagato contribuiscono all’ostentazione della ricchezza e al perfetto funzionamento delle più sbalorditive tecnologie. 

Se nel Golfo abbiamo una città in pieno sviluppo, dall’altra parte del mondo, negli Usa, ce n’è un’altra che rinasce dopo una fragorosa caduta. È il caso di Detroit, l’ex capitale dell’auto, diventata negli anni Novanta una “città fantasma”, la prima metropoli americana ad aver dichiarato bancarotta: oggi ha cambiato vocazione e punta sugli investimenti immobiliari, l’industria discografica, la cultura, l’economia green (il reportage è di Mauro Guglielminotti, che l’ha frequentata spesso nel corso degli ultimi trent’anni).

Il secondo portfolio è del fotografo Pietro Magnani, che è andato a Pyramiden, l’ex città mineraria di proprietà sovietica, ora completamente abbandonata, situata su di un’isola della Norvegia.

Non manca, naturalmente, la consueta e approfondita intervista: a raccontarsi a Maria Camilla Brunetti è, questa volta, lo scrittore, giornalista e “camminatore” Paolo Rumiz, il quale parla dei suoi libri e dei suoi viaggi. Anche nel numero 50, infine, ci sono la rubrica con le cinque recensioni librarie, nonché quella intitolata “Un autore un libro” ancora di Maria Camilla Brunetti (dedicata all’ultimo romanzo di Alessandro Bertante) e quella con la poesia inedita e commentata di Valerio Magrelli.

Il racconto inedito è di Riccardo De Gennaro, mentre la foto vintage ricorda il processo e l’esecuzione del criminale nazista Adolf Eichmann, sessant’anni fa, in Israele, dopo la sua cattura in Argentina.

Info

Ingresso libero

temporary life
Presentazione editoriale - martedì 26 aprile ore 19 - Officine Fotografiche Roma

Temporary Life di Francesca Cao

di Francesca Cao
a cura di Irene Alison edito da PostCart

Martedì 26 aprile alle 19 presentiamo il libro “Temporary Life” di Francesca Cao a cura di Irene Alison, edito da PostCart.

La presentazione è libera, ma su prenotazione a questo link: https://forms.gle/awkP5EJDaSdf4k7g6

I terremoti hanno aperto nel fragile tessuto geologico e sociale dell’Italia strappi spesso mai ricuciti, lasciando sul territorio tracce profonde. Dopo il sisma che ha colpito l’Abruzzo nel 2009, la fotografa Francesca Cao ha intrapreso un percorso di mappatura del paese, alla ricerca dei residui dei terremoti passati e delle architetture dell’emergenza che hanno segnato il paesaggio post-sismico anche nei modi e nelle forme del vivere delle comunità colpite. Balsorano, Montevago, Sant’Angelo a Scala, Messina, Poggioreale, L’Aquila.

Ognuno, nella quiete dei luoghi fotografati da Francesca Cao, ha il suo terremoto in testa. Ognuno coltiva in un modo diverso la memoria di un evento che ha cambiato – con modi, conseguenze e intensità diverse, ma sempre dirompenti – la storia di uomini, cose, città.

Dopo che la polvere si è posata, che è scemata l’eco delle grida dei sopravvissuti, delle sirene delle ambulanze e delle edizioni straordinarie dei telegiornali, dopo che l’italia ha rivolto altrove la sua attenzione, ricominciando a guardare avanti, Francesca ha scelto di tornare indietro. Con la pazienza e la cura di chi vuole cucire insieme una storia di fantasmi e di silenziose resistenze, di paesaggi e di vite interrotte.

Una storia che oggi, si dischiude dalle pagine del libro Temporary Life curato da DER*LAB e pubblicato da Postcart – a evocare l’idea di una vita “temporanea”, rimasta in sospeso, in attesa di un trasloco verso un futuro migliore.

Per assistere alla presentazione è necessario avere il green pass rafforzato. 

# 0741 Genova Pegli West
Presentazione editoriale - 7 aprile ore 19 - Officine Fotografiche Roma

Massimo Vitali - Una storia italiana

di Noemi Pittaluga

Il volume Massimo Vitali. Una storia italiana di Noemi Pittaluga, pubblicato dalla casa editrice Ledizioni di Milano, intende analizzare per la prima volta l’intero excursus artistico dell’autore, riconoscibile e famoso a livello internazionale soprattutto grazie alla sua Beach series.

Intervengono:
Noemi Pittaluga, autrice
Massimo Vitali, fotografo (diretta online)
Nicola Cavalli, editore Ledizioni di Milano (diretta online)
modera:
Anna Maria Monteverdi, Università degli Studi Statale di Milano

——- seguirà proiezione video intervista Photography for me is everything ——-

Evento in collaborazione con il Dipartimento di Beni Culturali e Ambientali dell’Università degli Studi Statale di Milano.

Il libro ripercorre gli anni di formazione di Massimo Vitali e individua le fonti testuali e iconografiche (in particolare il legame con la tradizione della fotografia oggettiva, con l’arte rinascimentale e la storia del teatro) in connessione con la produzione delle ultime tre decadi.
Il testo, che presenta una cinquantina di scatti significativi dal 1994 ad oggi e rare immagini del primo periodo di attività del fotografo, mette in evidenza come la poetica dell’autore abbia una salda relazione anche con la grande tradizione della pittura di paesaggio e quella fiamminga del Cinquecento e Seicento e sottolinea come l’opera dell’artista sia orientata ad indagare le dinamiche relazionali che si instaurano tra le persone.

L’interesse di Massimo Vitali per i cambiamenti sociali e politici emerge nell’intervista esclusiva che, insieme con il testo critico, individua un chiaro fil rouge con gli scatti giovanili in bianco e nero del fotografo.
Lontano dall’evento spettacolare e traumatico, l’artista oggi osserva dalla sua alta pedana i cambiamenti degli usi e dei costumi prediligendo come set fotografico la spiaggia, ma non disprezzando altri luoghi come la montagna, la discoteca e la piazza.

Con una visione mediterranea che si coniuga con uno sguardo sottile e imparziale, il lavoro di Massimo Vitali, maturato negli anni ’90, mette al centro della sua ricerca l’uomo, presentato sempre come protagonista e mai come un segno grafico.

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Presentazione editoriale - mercoledì 30 marzo ore 19 - Officine Fotografiche Roma

EN GARDE

di Fabio Renzi

Mercoledì 30 marzo alle 19 presentiamo a Officine Fotografiche roma il progetto En Garde con le fotografie  Fabio Renzi e i testi di Diana Pintus. Andrea Pellegrini è un atleta, è un simbolo dello sport, nel senso più puro del termine, quello dell’allenamento quotidiano e del gesto atletico straordinario, capace di fare la storia della Scherma e del Basket, in una carriera lunga venticinque anni.

Per partecipare alla presentazione che si terrà solo in presenza registratevi qui: https://forms.gle/oEEa5HKiTEwkNnjm6

Con la prima ha partecipato a sei edizioni dei Giochi Paralimpici, vincendo complessivamente nove medaglie, di cui un oro conquistato ad Atene nel 2004. Con il secondo può vantare ventidue anni di carriera nella squadra del Santa Lucia, dove tutto è cominciato nell’estate del 1992, proprio quando non l’avrebbe più creduto possibile.

Il 24 novembre 1991 Andrea ha un incidente ferroviario alla stazione di Ladispoli. Lo trasportano d’urgenza all’Aurelia Hospital, dove subisce vari interventi, ma nonostante gli sforzi dei medici gli viene amputata una gamba. In ospedale Andrea fa la conoscenza di alcuni ragazzi che gli cambieranno la vita, aiutandolo a recuperare la speranza, consigliandogli di rivolgersi all’Istituto Santa Lucia per la riabilitazione.

Andrea è stato capace, grazie allo sport, di riprendersi la sua vita a trecentosessanta gradi. E’ un uomo convinto che le barriere fisiche non contino niente e che l’unica barriera è la capacità di accettarsi.

“Se uno si accetta allora va incontro al futuro. È lì che nasce la forza. Questo è quello che vorrei insegnare ai ragazzi: la possibilità, grazie allo sport, di tornare a sorridere e di regalare sorrisi.”

Chi fa sport sogna sempre di vincere, ma Andrea con il tempo si è accorto che c’è molto più di quello. Aver fatto sport con passione e dedizione, è la più affilata arma che abbia mai avuto in mano, e riuscire a trasmettere questa passione è il suo sogno per il futuro.

Fabio Renzi

è un fotografo documentarista. Vive a Roma, ha frequentato corsi di formazione di fotografia documentaria e reportage fotografico presso Officine fotografiche.

Concentra le sue ricerche personali e i suoi progetti documentaristici su tematiche sociali e antropologiche.

Nel 2011 ha partecipato al progetto collettivo promosso da Officine Fotografiche “Dio Altrove”. Un viaggio attraverso i diversi luoghi di culto nella città di Roma, con l’obiettivo di documentare alcune comunità straniere di confessioni anche molto lontane tra loro, la cui immigrazione in Italia ha differenti ragioni storiche e sociali.

Dal 2012 lavora al progetto “En Garde” sul tema della disabilità, con l’obiettivo di raccontare la storia dell’atleta paralimpico Andrea Pellegrini.

 

Diana Pintus

Scrittrice e sceneggiatrice, dal 2013 si occupa di comunicazione sociale. Dal settembre 2014 lavora al progetto Storie Paralimpiche, tramite il quale ha costruito una rete solida di organizzazioni e istituzioni che si occupano di sport e disabilità in Italia,  Brasile e Argentina, in particolare a Roma, Buenos Aires e a Rio de Janeiro, sede delle Paralimpiadi 2016.

Nel 2012 ha svolto Servizio Civile in Brasile (Foz Do Iguaçu) con il CESC Project, realizzando fra l’altro laboratori di video, giornalismo e narrazione.. Nel 2013-2014 ha svolto attività con persone disabili nei Laboratori Socio – Occupazionali della Comunità Capodarco di Roma e nel 2015 con il Grupo Luar Sem Limites e con la Cooperativa Sociale Integrata Matrioska.

Nel 2018 ha pubblicato il romanzo “Due Rimbalzi”, un romanzo ambientato durante le Paralimpiadi di Rio de Janeiro. Dall’incontro, nell’ambito di Storie Paralimpiche, con Andrea Pellegrini e Fabio Renzi è nato il progetto “EN GARDE”, per il quale ha scritto i testi.

SolargarphyLago di Mezzano, dal 23.12.14 al 20.01.15
Presentazione editoriale - Giovedì 24 marzo ore 19 - Officine Fotografiche Roma

FotoSintesi di Marco Scataglini

di Marco Scataglini

Giovedì 24 marzo ore 19 presentazione del libro FotoSintesi di Marco Scataglini a Officine Fotografiche Roma.

Questo progetto celebra la bellezza e potenza del Sole e della sua capacità di generare la vita grazie a un alleato straordinario: le piante (e le foglie in particolare).

Naturalmente, per realizzare delle foto che rappresentassero in modo non “letterale”questi aspetti, avevo bisogno di tecniche diverse del solito.

Alcune erano già disponibili (Antotipia, Lumenprinting, Lumigrafia, Fotogrammi…) altre sono frutto di riadattamento “invenzioni” personali (Oxydolumenprinting, Lumenphoto).

Si tratta di tecniche“cameraless”, ma per una parte del progetto ho utilizzato fotocamere stenopeiche ricavate da barattoli per ottenere delle Solargrafie, mentre una sezione è stata realizzata in digitale sfruttando tecniche come il mosso intenzionale (ICM, Intentional CameraMovement) o le esposizioni multiplein-camera.

Il libro tratto dal progetto fotografico è organizzato in tre sezioni: la prima racconta la bellezza del sole, il “motore” della vita planetaria, la seconda mostra l’armonia delle forme delle foglie, la terza è dedicata agli alberi, ai boschi, al popolo delle piante.

 

Biografia

MARCO SCATAGLINI

Fotografo e un autore di saggi sulla fotografia e sui territori (sinora ha pubblicato 13 titoli) la sua formazione è avvenuta sul campo, collaborando per oltre 15 anni con le più importanti riviste di viaggi e turismo (“I Viaggi di Repubblica”, “Gente Viaggi”, “Tuttorismo”, “Qui Touring”, “Plein Air“, “Viaggi del Gusto”, ecc.), pubblicando oltre 200 reportage. Oggi si occupa di fotografia creativa, alternativa e irregolare, sia analogica che digitale, ed è un ricercatore di “cose interessanti” da raccontare, soprattutto nel campo della fotografia, dei luoghi, della natura e dei paesaggi, anche grazie alle tecniche dello Storytelling. E’ docente di fotografia e tiene corsi online e in presenza. Pubblica libri fotografici e libri sulla fotografia. I suoi ultimi due lavori sono “Una Momentanea Eternità” (2019), “La Sapienza delle Rocce” (2020) e “FOTO | SINTESI” (2021). Vive e lavora a Tuscania.

Sito Internet: www.marcoscataglini.eu

blog: www.kelidon.eu

bispuri
Presentazione editoriale - venerdì 18 marzo ore 18.30 - Officine Fotografiche Roma

Dentro una Storia - appunti sulla fotografia

con Valerio Bispuri
Mimesis editore

Venerdì 18 marzo ore 18.30  Valerio Bispuri presenta a Officine Fotografiche ” Dentro una Storia – appunti sulla fotografia” edito da Mimesis. Interverranno alla serata:

Stefano Cipolla, Art director de L’Espresso
Angelo Rinaldi, Art director e vicedirettore de La Repubblica
Francesca Adamo,  dirigente della collana e caporedattore di Mimesis
Valerio Bispuri,  fotografo

L’evento si terrà solo in presenza, per partecipare registrarsi qui: https://forms.gle/kaTjvhLBYsWRMn8q9

“In fondo credo che la fotografia unisca la possibilità di rimanere bambini e di essere uomini forti, coraggiosi e incoscienti, dove le emozioni si rispecchiano allo stesso tempo nella velocità dello scatto e nella lentezza di saper guardare oltre, dove l’attimo può rimanere in superficie e allo stesso tempo toccare grandi profondità e dove l’istinto funziona solo quando si muove nel recinto della ragione”. Dentro una storia è il viaggio di un fotoreporter all’interno delle sue immagini.

Valerio Bispuri ci porta nel mondo degli ultimi, dei dimenticati e ci racconta il suo percorso fotografico e umano attraverso gli sguardi, i gesti di chi ha fotografato.

Un mondo osservato o meglio scrutato con pazienza e coraggio, due parole ricorrenti nel suo lavoro. Un fotoreporter controcorrente che usa il tempo per conoscere e raccontare, che ama le storie lunghe e che riesce a unire le proprie emozioni con la realtà.

Tra gli occhi di chi vive dietro le sbarre di una prigione, nel mondo della droga in Sudamerica, nell’universo di chi è sordo e nella realtà della malattia mentale, le storie di Bispuri nascono sempre osservando gli altri e la propria interiorità: “Ho sempre visto la fotografia come un guardare attraverso il mondo con la lente d’ingrandimento delle nostre emozioni. Un gesto che diventa forma, uno spazio che si interpone agli angoli remoti delle nostre linee interiori”.

 

Ingresso in sala con green pass rafforzato, la presentazione è gratuita e aperta a tutti.

Info

portrait_bispuriValerio Bispuri è nato a Roma e lavora come fotoreporter dal 2001. Il suo lavoro è incentrato sulle storie degli emargina­ti e degli invisibili. Ha prodotto reportage in Africa e Asia, ma è in America Latina che ha trascorso gran parte della sua vita, scegliendo l’Argentina come suo secondo Paese. Collabora inoltre con diverse riviste italiane e internazionali.

Oshare village. Mari-El Republic
Presentazione editoriale - giovedì 3 marzo 2022 ore 19 - Officine Fotografiche Roma

Mari El - A Pagan Beauty di Raffaele Petralla

Raffaele Petralla
a cura di Annalisa D'Angelo e Anna Lavezzoli

Giovedì 3 marzo alle 19 presentiamo a Officine Fotogrfaiche Roma l’ultimo libro di Raffaele Petralla  Mari El – A pagan beauty. All’incontro parteciperanno anche Annalisa D’Angelo, editor e curatrice indipendente e Anna Lavezzoli, grafica. Per partecipare è necessario essere in possesso del green pass rafforzato.<

Nei dintorni di Yoshkar-Ola, nella Repubblica di Mari El, una sperduta area rurale dellaRussia centrale, vive una popolazione attualmente di circa 650.000 abitanti, di origine finnica. Si chiamano Mari, parlano una lingua appartenente al ceppo ugro- finnico e usano una versione modificata dell’alfabeto cirillico. Si sono insediati in questo territorio attorno al V secolo d.C.

I Mari sono l’ultima popolazione pagana d’occidente. Vivono in rapporto simbiotico con la Natura, che viene celebrata come base della loro esistenza ed esercita una religiosità magica sulle persone. Essa è la madre benefica che protegge l’essere umano. La ciclicità della terra si fonde con le antiche pratiche pagane. La fede dei Mari venera le divinità dei quattro elementi naturali.

Nel sedicesimo secolo venne imposta loro la cristianità da Ivan il terribile e il loro territorio fu annesso all’ impero Russo. L’assoggettamento religioso non fu mai accettato completamente, essi infatti conservano ancora nel proprio credo una quantità significativa di elementi pre-cristiani. Nel XX secolo, con la nascita dell’Unione Sovietica, ai Mari fu proibito ufficialmente di celebrare rituali e sacrifici.

Negli anni della guerra fredda, molti personaggi di spicco dell’ Armata Rossa si rivolgevano in segreto alla guida spirituale Mari – Alexandr Tanygyn- , ponendo quesiti sui possibili esiti di strategie militari, perché affascinati dal loro potere magico.

Negli anni ’90, l’economia dei Mari, basata su agricoltura e allevamento, in linea con i dettami dei Soviet, entra in forte crisi con il dissolversi dell’ Unione Sovietica. La popolazione attuale è di circa 650.000 persone che vive sparsa in migliaia di piccolissimi villaggi nella regione di Mari El.

Nonostante le difficoltà legate all’impoverimento generale delle aree rurali che ha interessato tutta la Russia dopo il crollo dell’Unione Sovietica, i Mari sono rimasti ancorati alle proprie tradizioni in un luogo in cui il tempo sembra esser rimasto sospeso.

Il lavoro è stato pubblicato su Internazionale, GEO, The New Yorker, The Washington Post, Days Japan, De Morgen, La Nuova Ecologia, Trajectoire Magazine, Jyllands Polsten, Wu Magazine.

Premi e riconoscimenti: Premio Fotografia Etica di Lodi, PDN Storyteller, Lugano Photo Days, Siena International Photography Award, Organ Vida, Angkor Photo Festival, Burn Emerging Fund, Fotoleggendo, Verzasca foto festival,Umbria World Fest, Premio Voglino Best Dummy Photobook.

Bio

Raffaele Petralla, è un fotoreporter, documentarista e docente di fotografia. Si è diplo- mato presso la Scuola Romana di Fotografia nel 2007.
Dopo aver lavorato per qualche anno sui set cinematografici in qualità di assistente alle luci, focus puller e operatore, decide di dedicarsi interamente alla fotografia di reportage e al video documentario, con particolare attenzione a tematiche sociali ed antropologiche.

I suoi lavori sono stati pubblicati sulle principali testate internazionali tra le quali: New York Times, National Geographic U.S.A., Geo Magazine, Bloomberg Businessweek, The Washington Post, The New Yorker, Internazionale, L’Espresso, Days Japan, CNN photos, Der Spiegel, Terra Mater, D La Repubblica, La Repubblica, Corriere della Sera, De Morgen, VICE, De Morgen e molti altri.

Negli ultimi anni Petralla ha ricevuto molti riconoscimenti internazionali e nominees tra cui: PDN Storytellers, Burn Emerging Fund, Premio Fotografia Etica, Premio Voglino, Lugano Photo Days, Fotoleggendo, Siena International Photography Awards, Verzasca foto festi- val, New Visions COTM, Kolga Tblisi, miglior autore – Portfolio Italia 2019.

Dal 2015 è membro dell’agenzia Prospekt Photographers.
E’ docente fotografia di reportage presso il Centro Romano di Fotografia di Roma e la Scuola Spazio Tempo di Bari.
Nel 2021 ha pubblicato il libro Mari people, a pagan beauty edito da Voglino Editrice. www.raffaelepetralla.com - www.instagram.com/raffaelepetralla

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Presentazione editoriale - venerdì 18 febbraio ore 19 - Officine Fotografiche Roma

Pornoland Redux di Stefano De Luigi

di Stefano De Luigi
modera Tiziana Faraoni

Venerdì 18 febbraio alle 19 Stefano De Luigi presenta a Officine Fotografiche Roma “Pornoland Redux”, nuova versione di uno dei suoi lavori più celebrati. Sarà l’occasione per capire come sia possibile, a distanza di tempo e con occhi nuovi, rileggere la propria esperienza e reinterpretare la propria visione.

Prenotazioni obbligatorie qui: https://forms.gle/ZvojMBVkUfnyLbhH7

Stefano De Luigi è un fotografo italiano che attualmente vive tra Roma, Milano e Parigi. Ha iniziato la sua carriera lavorando per il Museo del Louvre come fotografo dal 1989 al 1996. Nel 2000 ho ricevuto la Menzione d’Onore del Leica Oskar Barnack Award .

I suoi numerosi premi includono quattro premi World Press Photo (1998, 2007, 2010, 2011), la borsa di studio Eugene Smith (2008), il Getty Grant for Editorial Photography, il Days Japan International Photojournalism Award (2010) e il Syngenta Photography Award (2015).

Durante il suo percorso fotografico, ha pubblicato 4 libri: Pornoland (Contrasto 2004), Blanco (Trolley Books, 2010), iDyssey (Editions Bessard, 2017), Babel con Michela Battaglia (Postcart Edizioni, 2018).

Attualmente lavora regolarmente con diverse riviste internazionali tra cui The New Yorker, Geo, Paris Match e Stern.

Dal 2008, Stefano De Luigi è membro della VII Agency.

www.stefanodeluigi.com

Per accedere è necessario essere in possesso del green pass rafforzato.

IlReportage 49
presentazione editoriale - mercoledì 2 febbraio ore 19 - Officine Fotografiche Roma

Il Reportage - incontri di fotogiornalismo

Mercoledì 02 febbraio 2021 alle 19.00 presentiamo l’ultimo numero de IL REPORTAGE – Trimestrale di scrittura, giornalismo e fotografia. Per partecipare all’incontro è necessario registrarsi a questo form: https://forms.gle/UaZ1bp8gkdUimHZk6

Modera: Maria Camilla Brunetti (caporedattrice Reportage)

Intervengono:

Giuliano Battiston (giornalista)
Maria Camilla Brunetti (caporedattrice Reportage)
Raffaele Petralla (fotografo)

Numero massimo di partecipante a questo evento: 30 Per partecipare è obbligatorio possedere il GREEN PASS rafforzato. La registrazione è necessaria per accedere all’evento in presenza.

Reportage n.49, il primo numero del 2022, anno XIII del trimestrale, si apre con una lunga intervista allo scrittore e giornalista olandese Jan Brokken, che – intervistato a Torino da Maria Camilla Brunetti – parla della sua infanzia e svela i segreti di ognuno dei suoi libri.

Il servizio successivo è un viaggio per i paesini alle pendici dell’Etna, che gli abitanti chiamano ‘A Muntagna, dalla quale si sentono più protetti che minacciati (il lavoro è di Emanuele Occhipinti). Segue un reportage di Ines Della Valle dall’India, in particolare dalla città di Palani, dove ha sede un tempio dedicato al dio Murugan, al quale le donne donano le loro lunghe chiome, che andranno ad arricchire l’industria dei capelli.

Il fotografo spagnolo Oscar Espinosa ci porta invece alla scoperta della miniera d’oro della Rinconada, in Perù, dove le condizioni di lavoro sono molto vicine alla schiavitù e i minatori vengono pagati soltanto con le pepite che riescono (forse) a estrarre negli ultimi cinque giorni del mese lavorativo.

La “guerra segreta” degli Stati Uniti nel Laos è il tema del portfolio di Raffaele Petralla, una serie continua di bombardamenti che il mondo ha potuto conoscere soltanto a partire dal ’91 quando sono stati desecretati i relativi documenti della Cia.

Il dramma, oggi, è quello delle bombe inesplose, che si stima abbiano fatto 50mila vittime, 20mila delle quali dopo la fine del conflitto.

Segue, quasi inevitabilmente, un reportage dall’Afghanistan dopo la presa del potere dei talebani: Giuliano Battiston è andato nella Valle dei melograni e ha parlato con i lavoratori che raccolgono e smistano un frutto importantissimo per l’economia della zona. Gianluca Uda, invece, ci porta in Kenya, per l’esattezza a Dandora, dove sorge la più grande discarica a cielo aperto dell’Africa. Qui uomini, donne e bambini rovistano ogni giorno nei rifiuti in cerca di cibo e materiali riciclabili. Il secondo portfolio è della fotografa georgiana Natela Grigalashvili, che con le sue foto testimonia la vita della comunità nomade sui monti Adjara.

Non mancano la rubrica con le cinque recensioni librarie, nonché quella che ha per titolo “un autore, un libro”, che in questo caso ha per protagonista Gaia Manzini (l’intervista è, come di consueto, di Maria Camilla Brunetti). Una novità d questo numero è il cambiamento della rubrica curata da Valerio Magrelli, che – al posto della “lettera aperta” – d’ora in avanti pubblicherà una sua poesia inedita corredata dal suo commento personale. L’editoriale del direttore Riccardo De Gennaro è dedicato al caso del giovane egiziano Patrick Zaki. La foto vintage ricorda la morte di Giangiacomo Feltrinelli.

Invito Phaos
Progetto editoriale - Lunedì 29 novembre ore 19 - Officine Fotografiche Roma

Phaos - Presentazione casa editrice

a cura di Massimo Siragusa e Giuseppe Rosalia

Lunedì 29 novembre alle 19 presentiamo il progetto Phaos Edizioni che nasce dalla volontà di due amici – Giuseppe Rosalia, grafico e Massimo Siragusa, fotografo – e dalla loro passione per i libri.

Per partecipare prenotatevi qui: https://forms.gle/T8FgJy3NQL4PCfWs6

E’ una piccola casa editrice artigianale, che crede che i libri siano oggetti preziosi, contenitori di sensibilità e bellezza. Rilegature fatte a mano, utilizzo di carte particolari, attenzione all’ambiente e al territorio e, al centro di tutto, la fotografia. Questi sono i principi e i valori fondanti di Phaos.

Il legame con la propria terra, la Sicilia, è un punto di forza identitario che caratterizza la casa editrice. Per questo con Phaos collaborano le migliori professionalità artigianali locali, in modo da dare vita ad un prodotto editoriale che abbia alle spalle tutta la ricchezza culturale e visiva che questa terra sa esprimere. Da qui, però, noi di Phaos vogliamo che i nostri libri partano alla scoperta del mondo, per conoscere per farsi conoscere.

Crediamo nel potere narrativo di progetti che pongano al centro un luogo e che sappiano raccontare identità, trasformazioni ed emozioni. Non importa se il punto di partenza sia un territorio fisico, geografico o, al contrario, un luogo dell’anima. Crediamo nei progetti autoriali, che diano una visione del mondo personale e profonda. Crediamo, infine, nella necessità di valorizzare i nuovi talenti.

Per chi avrà qualcosa da dire, le porte di Phaos non saranno mai chiuse.