PROGRESO
Mercoledì 22 Aprile alle ore 18.00
il fotografo Pietro Paolini presenta il suo ultimo lavoro “Progreso”.
Progreso è il nuovo progetto fotografico a lungo termine che indaga le nuove forme di estrattivismo nei territori del Messico, analizzandone le implicazioni ambientali, sociali e culturali.
Attraverso un approccio documentario che intreccia ricerca visiva e indagine sul campo, il lavoro attraversa contesti eterogenei — dalla turistificazione della Riviera Maya, alle monoculture industriali di avocado e agave, fino allo sviluppo di infrastrutture energetiche “green” nell’Istmo di Tehuantepec — mettendo in luce come modelli di sviluppo contemporanei, pur nella loro diversità, condividano una matrice estrattiva fondata sull’appropriazione delle risorse e sulla marginalizzazione delle comunità locali.
Nel corso dell’incontro verranno presentati materiali visivi e processi di lavoro, aprendo una riflessione critica sul concetto di “progresso” e sulle narrazioni che ne sostengono la
legittimità. Il progetto si configura come uno spazio di interrogazione sulle dinamiche di
potere che attraversano il territorio e come un tentativo di costruire contro-narrazioni a
partire dalle forme di resistenza locale.
Il progetto di ricerca è sostenuto da Strategia Fotografia 2025, promosso dalla Direzione
Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura.

PIETRO PAOLINI
(Firenze, 1981) è un fotografo documentarista. Si forma presso la
Fondazione Studio Marangoni e dal 2004 sviluppa una ricerca sui contesti sociali e politici
dell’America Latina, con particolare attenzione ai paesi del nuovo socialismo. Nel 2006 è tra i fondatori del collettivo TerraProject, con cui realizza progetti su tematiche ambientali e sociali. Il suo lavoro è stato esposto in Italia e all’estero, premiato in contesti internazionali e pubblicato su numerose testate. Nel 2019 pubblica il libro Buscando a Bolivar. La sua pratica fotografica si caratterizza per un equilibrio tra indagine documentaria e dimensione evocativa, dove uno sguardo analitico si intreccia a una componente visiva sospesa, capace di mediare tra esperienza soggettiva e realtà osservata.
