Life_Framer
Inaugurazione - giovedì 19 maggio ore 19 - Officine Fotografiche Roma

Life Framer

Giovedì 19 maggio ore 19 apre la settima edizione della mostra collettiva “Life Framer” arriva negli spazi di Officine Fotografiche Roma. 
Life Framer è un concorso fotografico unico e una piattaforma rinomata per scoprire ed esporre la fotografia contemporanea che organizza mensilmente bandi di concorso, ognuno con un tema e alla fine di ogni 12 mesi espone i vincitori in gallerie di tutto il mondo.

La mostra arriva a Roma dopo essere stata a Londra e a Rotterdam, per poi proseguire per Seoul.

Fondata a Londra nel 2013 da un team di appassionati di fotografia, ha trovato spazio per qualcosa di innovativo e coinvolgente: un premio accessibile ai fotografi emergenti.

Info mostra

Info

LIFE FRAMER
Dal 19 maggio al 10 giugno 2022
via Giuseppe Libetta, 1 Roma
Ingresso libero
orari: lun-ven. 10-13.30 15.30-19.00

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Portfolio in mostra - collettiva

Venerdì 6 maggio ore 19 a Officine Fotografiche Roma inaugura la mostra collettiva Portfolio in Mostra, i portfolio erano stati selezionati nel 2020, ma purtroppo causa emergenza sanitaria il calendario delle esposizioni era stato rimandato.

Celebriamo così con una grande collettiva tutti i portfolio selezionati che resteranno esposti nella sala espositiva di Officine Fotografiche dal 6 al 13 maggio 2022. 

I portfolio sono stati scelti da una giuria di membri interni ed esterni all’associazione, invitati da Alberto Placidoli responsabile del Concorso Portfolio in mostra.

La giuria ha selezionato 11 lavori sui 35 pervenuti, che parteciperanno alla selezione finale per l’elezione del Miglior Portfolio 2020.

In mostra:

  • “Mare di vita”, di Patrizia Di Nola
  • “in the bubble”, di Simone Morelli
  • “iPhonopatia”. di Andrea Taschin
  • “Nulla di nuovo sotto questo sole”, di Claudio Imperi
  • “Una donna”, di Tiziana Pennacchi
  • “Delitti eccellenti romani”, di Camillo Granchelli
  • “Summertime”, di Laura Pierangeli
  • “I Ragazzi del Bilancione”, di Giuseppe Marsoner
  • “Se una notte d’inverno un viaggiatore”, di Laura Bussotti
  • “Cuba di fuori”, di Salvatore Franco
  • “Io ti ricordo!”, di Stefano Majolatesi

To the left of the Christ
mostra fotografica - visita guidata alla mostra 22 aprile ore 18 - Officine Fotografiche Roma

Alla sinistra di Cristo

di Dario De Dominicis

Visita guidata della mostra con l’autore: 22 aprile alle ore 18 a Officine Fotografiche

Nell’area già economicamente depressa della baia di Guanabara, porto naturale di Rio de Janeiro, lo sviluppo industriale si sta accaparrando il territorio a discapito della pesca tradizionale, lasciando solo il 12% dell’intera area alle comunità degli 8.000 pescatori artigianali.

Le limitazioni nell’uso degli spazi di mare sono dovute, in parte, alle attività della Marina militare e alle rotte marittime congestionate, ma ancor di più alle restrizioni sempre maggiori imposte dalle compagnie petrolifere.

La Petrobras, Compagnia di Stato del petrolio, e altri colossi del settore hanno colonizzato la baia sopra e sotto la superficie dell’acqua, costruendo una grande quantità di impianti e piattaforme offshore e installando sul fondo marino una fitta rete di oleodotti e gasdotti. Oltre a possibili contaminazioni da parte dell’industria petrolifera, stimate a 0,3 tonnellate di metalli pesanti come piombo, zinco e mercurio fuoriusciti ogni giorno, la baia è anche minacciata dall’inquinamento urbano.

La metropoli scarica nella baia 17 tonnellate al secondo di acque reflue provenienti dagli scarichi domestici non trattati. Secondo recenti studi dell’Università Statale di Rio, l’acqua della baia presenta un’alta concentrazione di composti che alterano il sistema endocrino. I micro-inquinanti recentemente scoperti sembrano causare disfunzioni nei pesci, come la diminuzione della percentuale di uova da cova e la femminilizzazione dei maschi.

Negli esseri umani, gli effetti dei micro-inquinanti favoriscono invece la formazione di diverse tipologie di cancro, come quello della prostata, del seno e dei testicoli. 

Questi attacchi all’ecosistema sono ancora più aggressivi a causa della mancanza di controllo istituzionale sul territorio e del business criminale dei rifiuti tossici, controllato da alcune fazioni del narco-traffico e dalle milizie.

Negli ultimi cinque anni, il fotografo ha documentato le conseguenze che l’inquinamento sta producendo sull’economia e sulla salute dei pescatori artigianali di Guanabara.

Con la volontà di sensibilizzare le coscienze su un emergenza che non è più esclusivamente ambientale ma che  si colloca all’interno del delicato dibattito sulla sicurezza alimentare. Come affermato in una delle recenti risoluzioni internazionali delle Nazioni Unite, la pesca artigianale rappresenta oltre il 90% della pesca estrattiva mondiale.

Proteggere le piccole comunità di pescatori significa proteggere gli habitat la cui biodiversità è fondamentale per garantire l’equilibrio alimentare del nostro pianeta. 

Dario De Dominicis (Roma 1965) lavora come fotografo professionista dal 1993, e ha pubblicato i suoi lavori su diverse riviste italiane e internazionali.  Dal 1998 ha rivolto sempre di più la sua attenzione alla fotografia documentaria realizzando diversi progetti personali. Nel 2001 ha pubblicato sul Corriere della Sera Magazine un’inchiesta, durata quattro anni, sui movimenti monarchici in Italia.

Dal 2002 al 2009 ha insegnato fotogiornalismo presso l’Istituto Statale del Cinema e Televisione Roberto Rossellini di Roma. Dal 2003 al 2009 ha tenuto corsi di foto-reportage a Officine Fotografiche e in altre scuole della capitale. Nel 2004, ha pubblicato il suo primo libro in bianco e nero “Una storia cubana”, edito da Postcart. Questo progetto a lungo termine riassume un’indagine di dieci anni sulla trasformazione in atto a Cuba dopo la caduta del blocco socialista europeo.

Nel 2009 si trasferisce a Rio de Janeiro. Dal 2011 al 2016 ha collaborato con le principali testate giornalistiche europee per le quali ha seguito le vicende socio-politiche brasiliane in preparazione dei Mondiali FIFA e delle Olimpiadi.

Tra il 2012 e il 2013 realizza diversi viaggi in Amazzonia per la documentazione fotografica del libro “Soldati di Gomma”, pubblicato nel 2015 da Escrituras Editrice. Tra il 2013 e il 2017 ha seguito un importante pellegrinaggio dedicato alla figura di San Francesco, che si svolge nel nord-est brasiliano.

Il lavoro è stato esposto a Roma e a Rio de Janeiro e fa parte di un film-documentario sulla fotografia, prodotto dalla Globo Film. Dal 2014 documenta le gravi conseguenze che l’inquinamento marino sta provocando sull’economia e sulla salute della comunità di pescatori artigianali della baia di Guanabara.

Questo progetto fotografico nel 2020 ha ottenuto il primo premio nella sezione “Madre Terra” del Festival della Fotografia Etica di Lodi e nel 2021 è stato finalista al W. Eugene Smith Fund Grant.

Info mostra

Alla sinistra di Cristo
di Dario De Dominicis
Inaugurazione venerdì 1 aprile ore 19
via Giuseppe Libetta, 1
Dal 1 al 22 aprile 2022
Orari di apertura
dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 13 e dalle 15.30 alle 19

sabato dalle 10 alle 12
Ingresso gratuito

 

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mostra fotografica - giovedì 10 marzo alle 19 - Officine Fotografiche Roma

A sensitive education

di Francesca Todde
a cura di Chiara Oggioni Tiepolo

Giovedì 10 marzo alle 19 inauguriamo  a Officine Fotografiche la mostra “A Sensitive Education” di Francesca Todde a cura di Chiara Oggioni Tiepolo.

Sabato 26 marzo ore 11 visita guidata alla mostra alla presenza dell’autrice.

Alcune delle stampe della mostra sono in vendita, metà del ricavato della vendita sarà devoluto in beneficienza alla Croce Rossa Ucraina.  Per vedere le stampe  Cliccate QUI

La mostra esplora, attraverso la figura dell’educatore di uccelli Tristan Plot, le possibilità di empatia tra diverse specie naturali. La narrazione, lungi dall’essere una documentazione naturalistica, è piuttosto incentrata sulla sfera emotiva e sulla sensibilità di uccelli e umani. La ricerca fotografica si sviluppa in risonanza con la delicatezza di un dialogo senza parole.

Tristan è un educatore di uccelli specializzato in metodi dolci; li prepara alla partecipazione a spettacoli di teatro e danza o documentari cinematografici. Lavora anche sul nuovo concetto di ornitoterapia e di mediazione attraverso l’animale, creando un contatto tra gli uccelli e le persone con disabilità, gli anziani, i detenuti, al fine di promuovere nuove sensazioni e creare una profonda riconciliazione tra gli uccelli e gli umani.

Quando era bambino, nella foresta dietro la casa dei suoi genitori in Touraine, Tristan si accorse che, se rimaneva fermo a lungo, gli animali uscivano dalla vegetazione ed era possibile osservarli. Ancora oggi, questa pratica di avvicinamento lento, nel rispetto dei ritmi della natura, rimane essenziale al suo metodo educativo.

Avendo studiato ecologia, biologia ed etologia all’università, ha sviluppato una tecnica educativa all’intersezione tra l’imprinting, l’addestramento tradizionale e l’addestramento positivo.

Il suo metodo è un insieme di osservazione e predisposizione della mente in armonia con l’ambiente, secondo la sensibilità dell’altro e in relazione a codici di espressione e comportamento diversi da quelli umani.

La sua ricerca si basa sul potenziamento delle capacità di attenzione e osservazione applicate alla comprensione della sensibilità degli uccelli e mira a recuperare quella capacità, che abbiamo perso nel corso dell’evoluzione, di percepire le variazioni minime e i micro movimenti che costituiscono il mondo espressivo degli animali. Tristan, attraverso l’intuizione dell’animalità come qualcosa di delicato, definisce il rapporto con gli uccelli come un legame esclusivo capace di conciliare il ritmo della specie con quello individuale e di mettere in luce una diversa posizione dell’umano nell’universo naturale.

Francesca Todde è una fotografa ed editrice, vive a Milano e lavora tra Italia e Francia.

La sua ricerca si concentra sugli elementi invisibili delle relazioni, a volte incrociando storie di condivisione con gli animali. Il suo lavoro è distribuito da Contrasto.

Tra le sue pubblicazioni: The British Journal of Photography, 6Mois, Le Monde, M le Magazine du Monde, DLui di Repubblica, Fisheye, Zadig, Granta, Yet magazine, Phases Magazine, Domus.

Tra le sue esposizioni: Cortona on the Move (IT), Circulation(s) (FR), Les Boutographies (FR), PVF Festival of Political Photography Helsinki (FI), 10×10 Photofestival (IT), SiFest (IT), Officine Fotografiche Milano (IT), BYOPaper! Arles Les Rencontres de la Photographie (FR), Looking On MAR di Ravenna (IT), Reflexions, CAMERA, Torino (IT), In_Cadaques Festival (ES); Les Nuits de Pierrevert Festival (FR).

Il suo primo libro A Sensitive Education, una ricerca sulle possibilità d’empatia tra specie differenti, è stato pubblicato nel Gennaio 2020.

Premio Ponchielli per il miglior libro fotografico 2020/21.

Menzione speciale al Premio Marco Bastianelli per il miglior libro fotografico italiano del 2020.

Insieme all’artista Luca Reffo è co-fondatrice della casa editrice Départ Pour l’Image, che si occupa di pubblicazioni sperimentali al confine tra fotografia ed arte contemporanea.

www.francescatodde.com | www.departpourlimage.com

Info mostra

A Sensitive Education
di Francesca Todde
a cura di Chiara Oggioni Tiepolo

Dal 10 al 29 marzo 2022
Inaugurazione 10 marzo ore 19
Ingresso libero
con green pass rafforzato
Orari visita
dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 19
sabato dalle 9.30 alle 12.30

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Mostra fotografica - venerdì 4 febbraio ore 19 - Officine Fotografiche Roma

DOM di Stefano Mirabella

di Stefano Mirabella
a cura di Emilio D'Itri

Apre dal 4 al 27 febbraio a Officine Fotografiche Roma la mostra DOM di Stefano Mirabella a cura di Emilio D’Itri.  La visita guidata è prevista per mercoledì 23 febbraio ore 17.30 prenotabile a questo link: https://forms.gle/kqJh9WJ6GhXfBs5n8

L’abbaiare dei cani in lontananza, lo strano verso delle cicogne al sicuro nei loro grandissimi nidi, l’odore pungente dei campi e il rumore lontano di qualche vecchio trattore che fa ancora il proprio dovere, poi l’inconfondibile e rassicurante sibilo del vento che si fa strada tra le foglie degli alberi.

E’ una giornata qualunque qui a Cieszęta, un remoto e minuscolo paesino nel nord della Polonia, da queste parti il tempo scorre lento, con un ritmo dettato esclusivamente dalla natura e dal lavoro dell’uomo, poi ci sono loro, i bambini, che crescono con le cose semplici di tutti i giorni e che regalano gioia e vitalità alle loro fattorie che altrimenti sarebbero calme e silenziose fino a sera.

L’ ultima fattoria del paesino, in fondo alla strada, è quella dove è nata e ha trascorso l’ infanzia la mia compagna e dove torniamo insieme a nostra figlia una volta l’anno. Per noi tutti un luogo magico, quasi onirico, dove rifugiarsi e dove veder crescere e rafforzarsi legami di famiglia destinati alla lontananza per tutto il resto del tempo.

Da queste parti le giornate si susseguono le une uguali alle altre, il tempo sembra essersi fermato e sarebbe davvero difficile percepirne i minimi cambiamenti se non vivessi con loro solo per un breve periodo dell’anno.  Durante questo breve arco di tempo mi è naturale raccogliere frammenti, attimi e situazioni nel tentativo di scrivere un personalissimo diario di famiglia.

L’ingresso alla mostra è libero, ma necessita del green pass rafforzato.

 

Info mostra

DOM
di Stefano Mirabella
a cura di Emilio D’Itri

Inaugurazione venerdì 4 febbraio ore 19
Dal 4 al 25 febbraio 2022
Orari mostra
dal lunedì al venerdì
dalle 10 alle 13.30 e dalle 15.30 alle 19

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mostra fotografica - venerdì 10 dicembre ore 19 - Officine Fotografiche Roma

L'ombra della città

di Stefano Cioffi
a cura di Maurizio Giovanni De Bonis

Nelle immagini realizzate nell’area del fiume Aniene a Roma, Stefano Cioffi evita accuratamente il pericolo delle preesistenze e si dedica all’esplorazione sensoriale  delle pieghe che si incuneano in un’area della città fatta di interstizi e spazi “altri”.

Strade interrotte da inquietanti inondazioni, orti improvvisati e disordinati, manufatti abbandonati e distrutti, catapecchie pericolosamente abbarbicate sul bordo  del fiume, improvvise e vertiginose esplosioni di una natura incredibilmente selvaggia, luoghi vuoti e abbandonati, barriere invalicabili, radure inquietanti, sentieri nascosti che non portano da nessuna parte.

Sullo sfondo si stagliano, come fossero imperiosi guardiani della civilizzazione, enormi palazzi medio-borghesi collocati graniticamente nello spazio, simulacri di un benessere generalizzato che nascondono al loro interno angoscia esistenziale e autentica solitudine.

Stefano Cioffi si è mosso in questa realtà alternativa, fortunatamente, con lo sguardo dello straniero nonché mutando in continuazione il punto di vista.

Il suo percorso in questa “città invisibile” è stato, dunque, dinamico e problematico, lontano dalla nefasta concezione della spettacolarizzazione della marginalità e del disagio.  Allo stesso tempo, nelle sue inquadrature si palesa una vitalità oscura e scomposta che pone molti interrogativi sul concetto di civilizzazione, sviluppo e crescita.

Le zone intorno al fiume Aniene divengono, così, per l’autore territorio onirico-poetico, manifestazioni più del suo inconscio che documentazioni realistiche.

Per questo motivo, ci troviamo propriamente nel campo dell’estetica, cioè del riemergere di un sentimento percettivo inevitabile e irrefrenabile che spazza via in modo netto luoghi comuni, banalità, ovvietà.

(Maurizio G. De Bonis)

Mostra realizzata con:
il contributo di Roma Culture
in collaborazione con Siae e
Officine Fotografiche

Mostra prodotta da
Accademia Italiana del Flauto

Info mostra

Officine Fotografiche Roma
via Libetta, 1
00154 Roma
Dal 10 al 21 dicembre 2021
Orari: dal lunedì al venerdì
dalle 10 alle 13 e dalle 15.30 alle 19

Il 28, 29 e 30 dicembre dalle 15.30 alle 19.00
Ingresso libero

 

NY Jazz Stories
Mostra Fotografica - giovedì 11 novembre ore 19 - Officine Fotografiche Roma

NY Jazz Stories

di Andrea Boccalini
a cura di Emilio D'itri

NY Jazz stories di Andrea Boccalini inaugura giovedì 11 novembre alle 19 a Officine Fotografiche Roma a cura di Emilio D’Itri.

Eugene Smith all’apice della sua carriera nel 1957 si ritirò a vivere in un loft all’821 della Sixth Avenue nel quartiere dei fiori di NewYork, un quartiere povero, dove negli scantinati i jazzisti più importanti dell’epoca si incontravano per delle jam session che, oltre ad essere eventi musicali, mettevano in musica le istanze sociali e politiche dell’America di quei tempi.

Eugene Smith scattò in quasi nove anni 40 000 immagini. Dai grandi musicisti come Monk, Rollins e molti altri si passa a migliaia di immagini che Smith scattò direttamente dalla finestra riprendendo le attività di quella via frenetica e ai margini. Registrò anche 4000 ore di musica perché Smith era certo che l’anima più profonda degli Stati Uniti si rivelasse visivamente nel ritmo di quel quartiere popolare, e visivamente attraverso il ritmo del jazz.

Ne nacque un’opera geniale e complessa”jazz loft project”. Ho trascorso circa due anni a Ny e coadiuvato dal giornalista Enzo Capua ho compiuto un viaggio musicale e umano straordinario, che, nonostante fotografassi il jazz già da tempo, mi ha fatto scoprire l’essenza di questa musica e dei suoi musicisti più importanti lontani dai palchi dove siamo abituati a vederli. Ed ho capito in questa stagione per me fondamentale che sebbene le istanze siano cambiate il jazz, che lo si suoni nei club, nelle strade e nelle jam session, sia ancora la musica che riveli più di tutte l’identità di questa città, e che sia la colonna sonora dell’America che sogniamo e che vorremmo fosse.

 

Bio

Andrea Boccalini, ha iniziato la propria attività da professionista con il reportage lavorando in diversi progetti in Guatemala.

Dopo il reportage è subentrata la passione per la per la ritrattistica, che insieme alla passione per il jazz lo ha condotto a scattare le immagini di oltre 200 dischi e a collaborare con alcuni degli artisti più importanti del panorama jazz mondiale. Il readers pool di Jazzit lo ha decretato per sei anni consecutivi miglior fotografo jazz italiano.

 

 

Negli ultimi anni ha collaborato con riviste nazionali e internazionali (New York Times, New York Post, Jazztimes, Downbeat, Rolling Stones, Musica Jazz e molte altre)

 

Da anni segue con la fotografia storie ai margini, riportando al centro la dignità delle persone che vivono in contesti periferici, periferia urbana e periferia sociale.

 

Attivo come fotografo per campagne pubblicitarie e di corporate tutte declinate nella ritrattistica, ha avuto tra i suoi clienti; Huawei, Samsung, Pirelli, Galbani Francia, Ducati, Lavazza, Bim produzione.

 

Docente della Leica AkademieE’ stato ospite con Workshop, seminari e mostre di alcuni tra i più importanti festival di fotografia. E’ stato il primo fotografo coinvolto nel progetto arte nelle scuole per la fondazione MAXXI.

Consulente scientifico per le ultime tre stagioni del programma di di Sky Arte “Master of Photography”.

Ha illustrato l’ultimo numero del libro “The passenger” dedicato a Roma.

 

 

Info mostra

NY Jazz Stories

di Andrea Boccalini

Dall’11 novembre al 3 dicembre  2021

via Giuseppe Libetta, 1
orari visite
dal lun- al ven.
dalle 10 alle 13 e dalle 15.30 alle 19
Ingresso gratuito

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Mostra - venerdì 8 ottobre ore 19 - Officine Fotografiche Roma

Quarantined - storie di resistenza (e disagio) digitale

Simone D’Angelo, Davide Bertuccio, Karim El Maktafi, Camilla Ferrari, Fabio Itri, Gianmarco Maraviglia, Sara Rossatelli, Elisabetta Zavoli,
a cura di Chiara Oggioni Tiepolo, Teodora Malavenda, Laura Tota, Federico Graziani
in collaborazione con Rassegnally e Canon

Venerdì 8 ottobre alle 19 inauguriamo la mostra ” Quarantined – storie di resistenza (e disagio) digitale. Una collettiva con in mostra le fotografie dei fotografi:  Simone D’Angelo, Davide Bertuccio, Karim El Maktafi, Camilla Ferrari, Fabio Itri, Gianmarco Maraviglia, Sara Rossatelli, Elisabetta Zavoli.

A cura di Chiara Oggioni Tiepolo, Teodora Malavenda, Laura Tota e Federico Graziani.

L’emergenza Covid ha stravolto le vite di ciascuno di noi e ci ha costretti a rivedere molti dei progetti che avevamo pianificato e nei quali eravamo coinvolti. Con le regole imposte dal lockdown abbiamo vissuto per più di due mesi in isolamento, lontani dagli affetti e costretti a una routine casalinga innaturale e a tratti surreale.

Le mura domestiche si sono fatte confini oltre i quali era vietato andare. In questo spazio, rassicurante roccaforte di protezione e certezze ma anche contenitore di ansia e costrizione, abbiamo imparato a ridefinire le nostre abitudini.

La tecnologia e i social network ci hanno consentito di lavorare, di incontrare gli amici, di fare aperitivi, di partecipare ai compleanni dei nostri cari. Quasi tutto è stato possibile seppur in modalità surrogate.

E’ stato durante questo periodo paradossale, di reclusione in un’epoca di libertà e di paura in un’epoca di benessere, che abbiamo accolto il senso di smarrimento e abbiamo deciso di lasciare segni di noi. Di come l’abbiamo vissuta, di come l’abbiamo subita mentre l’unico affaccio, spesso, era solo quello su un monitor.

 

Nasce così QUARANTINED. Il progetto, ideato e curato da: Chiara Oggioni Tiepolo ,Teodora Malavenda, Laura Tota e Federico Graziani, ha voluto scrutare e indagare lo spazio virtuale, per tante settimane unica e affollata agorà entro la quale sono state sperimentate le più svariate forme di espressione/aggregazione.

A partire dalle finestre digitali dello smart working, dalla condivisione di immagini, video, fake news e status per arrivare alle forme più spinte di esibizionismo e protagonismo, ai deliri complottistici e alle analisi geopolitiche in pieno stile “uno vale uno”.

 

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Concorso Portfolio in mostra - Apertura mostra 27 ottobre 2020 - Spazio Piano Aule - Officine Fotografiche Roma

IPHONOPATIA - di Andrea Taschin

Martedì 27 ottobre apre la mostra selezionata all’intewrno del concorso Portfolio in mostra “iPhonopatia di Andrea Taschin”

iPhonopatia: patologia degenerativa del sistema cognitivo umano causata da un intenso e prolungato uso dello smartphone. Ne è affetta la maggior parte degli individui, indipendentemente dalla loro età e genere, a causa del suo carattere epidemico e contagioso.

La malattia porta l’individuo a identificare lo smartphone con una necessità vitale primaria, inserendolo così alla base della piramide dei bisogni umani di Maslow. All’esigenza di utilizzo compulsivo del mezzo si aggiunge l’irrefrenabile necessità di elevare la propria autostima mediante la ricerca ossessiva di consensi sui social networks. Ha come effetti collaterali altre due patologie molto gravi, la dialegopatia (incapacità di colloquiare con i propri simili attraverso la comunicazione verbale) e la liberlegopatia (incapacità di leggere supporti cartacei).

Se protratta nel tempo, l’iPhonopatia può portare l’individuo all’isolamento e alla totale schiavitù.

Biografia

Andrea Taschin nasce a Venezia nel 1971 e vive a Firenze da lungo tempo. La sua profonda passione lo ha portato alla pratica fotografica ormai da molti anni; di professione fisico, è per questo esperto di scienza del colore e di gestione digitale del colore.

Ha acquisito conoscenze avanzate di fotografia e post produzione partecipando ad incontri e workshop tenuti da fotografi professionisti.

Da grande appassionato, si mantiene costantemente aggiornato grazie a libri, riviste, siti internet, forum fotografici.

La sua fotografia è di tipo creativa e concettuale. È membro del circolo fotografico Rifredi Immagine di Firenze

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Concorso Portfolio in mostra -- Spazio piano aule - dal 13 al 23 ottobre 2020 -

In the bubble di Simone Morelli

Un solo attimo….quello di una flashata, tanto basta a far uscire le persone dal loro mondo, dai loro pensieri, dai loro sguardi assenti, dalla costrizione di un non “luogo” inospitale e consegnarle idealmente agli occhi del fotografo prima, e dello spettatore poi, che faranno con loro un altro tipo di viaggio. Un viaggio onirico, profondo e senz’altro più affascinante di quello che può regalare una semplice corsa in bus.

(Stefano Mirabella)

Questo progetto nasce con l’intento di aprire una finestra sulle vite degli altri. Quegli “altri” che ogni giorno popolano il nostro quotidiano, ci passano accanto e sfiorano la nostra umanità senza che ce ne accorgiamo. In questi scatti ho rappresentato le persone assorte nei loro silenzi, intrappolate nella loro bolla di esistenza durante gli spostamenti sui mezzi pubblici della mia città. È un esempio di vita vissuta in un “non luogo” dove a dispetto dell’alta frequentazione è più facile isolarsi che socializzare.

Simone Morelli è nato a Roma nel 1987.
La sua passione nasce nel 2016 quando comincia a fotografare con ossessione ogni giorno la sua città natale in compagnia di una macchinetta a pellicola russa. Ha una formazione da autodidatta fino al 2018 anno nel quale frequenta i corsi di Officine Fotografiche Roma, tra i quali il corso di Street Photography tenuto da Stefano Mirabella. Attualmente lavora con materiali analogici e digitali.

Info mostra

La mostra apre martedì 13 ottobre alle 18 ed è visitabile dal 14 al 23 ottobre con orario: lunedì-venerdì 10.00 – 13.00 | 16.00 – 19.00

Si applicano restrizioni di accesso durante gli orari  di ingresso ai corsi.