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Concorso Portfolio in mostra -- Spazio piano aule - dal 13 al 23 ottobre 2020 -

In the bubble di Simone Morelli

Un solo attimo….quello di una flashata, tanto basta a far uscire le persone dal loro mondo, dai loro pensieri, dai loro sguardi assenti, dalla costrizione di un non “luogo” inospitale e consegnarle idealmente agli occhi del fotografo prima, e dello spettatore poi, che faranno con loro un altro tipo di viaggio. Un viaggio onirico, profondo e senz’altro più affascinante di quello che può regalare una semplice corsa in bus.

(Stefano Mirabella)

Questo progetto nasce con l’intento di aprire una finestra sulle vite degli altri. Quegli “altri” che ogni giorno popolano il nostro quotidiano, ci passano accanto e sfiorano la nostra umanità senza che ce ne accorgiamo. In questi scatti ho rappresentato le persone assorte nei loro silenzi, intrappolate nella loro bolla di esistenza durante gli spostamenti sui mezzi pubblici della mia città. È un esempio di vita vissuta in un “non luogo” dove a dispetto dell’alta frequentazione è più facile isolarsi che socializzare.

Simone Morelli è nato a Roma nel 1987.
La sua passione nasce nel 2016 quando comincia a fotografare con ossessione ogni giorno la sua città natale in compagnia di una macchinetta a pellicola russa. Ha una formazione da autodidatta fino al 2018 anno nel quale frequenta i corsi di Officine Fotografiche Roma, tra i quali il corso di Street Photography tenuto da Stefano Mirabella. Attualmente lavora con materiali analogici e digitali.

Info mostra

La mostra apre martedì 13 ottobre alle 18 ed è visitabile dal 14 al 23 ottobre con orario: lunedì-venerdì 10.00 – 13.00 | 16.00 – 19.00

Si applicano restrizioni di accesso durante gli orari  di ingresso ai corsi.

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Mostra fotografica - apertura mostra venerdì 2 ottobre 2020 - Officine Fotografiche Roma

At home in Sweden, Germany and America

di Gerry Johansson
a cura di Stefania Rössl e Massimo Sordi

Apre al pubblico il 2 ottobre 2020 alle 18.30, presso Officine Fotografiche Roma, la mostra At home in Sweden, Germany and America del fotografo svedese Gerry Johansson che riunisce 60 fotografie tratte dalla nota trilogia Amerika (1998), Sverige (2005) e Deutschland (2012).

La mostra, a cura di Stefania Rössl e Massimo Sordi, è parte dell’iniziativa “Uno sguardo sul paesaggio contemporaneo” realizzata con il contributo della Regione Lazio ed in collaborazione con OMNE – Osservatorio Mobile Nord Est.

Realizzate nel corso di vent’anni di campagne fotografiche condotte in America, Svezia e Germania, le fotografie esposte propongono una selezione di paesaggi urbani che ritraggono cittadine di medie dimensioni. Pur appartenendo a luoghi geograficamente distanti, le immagini possiedono la capacità di restituire i frammenti di un universo che trova il modo di ricomporsi attraverso la dimensione autoriale del fotografo svedese, esse trasmettono un valore iconico e invitano l’osservatore a decifrare, attraverso ogni singolo dettaglio, la visione d’insieme che avvicina al presente.

Così il paesaggio contemporaneo, che sempre più spesso ostenta una contaminazione di elementi di natura globale innestati accidentalmente in ambito locale, si offre allo sguardo mostrando confini sempre più labili e l’esistenza di architetture che sembrano vivere nell’impassibilità della loro stessa esistenza. Se ‘la mappa non è il territorio’ ma offre possibilità illimitate di esplorazione, i paesaggi raffigurati da Johansson sono pronti a comunicare semplicemente l’autenticità di ciò che sono.

Senza sovrastrutture, le città, i paesi, le strade, le case, le vetrine, gli edifici pubblici, le costruzioni industriali, gli ambiti urbani e rurali, soggetti amati e ricorrenti nei paesaggi antropizzati ritratti, grazie all’atto del guardare sono democraticamente elencati e organizzati all’interno del formato quadrato delle fotografie.

L’uso del bianco e nero dai toni morbidi che, come un rituale, Johansson sviluppa e stampa personalmente in camera oscura assieme alla composizione precisa di ogni fotografia sembrano voler suggerire, nella loro combinazione, il desiderio di superamento della dimensione soggettiva dell’immagine pronta a svelare i molteplici aspetti del paesaggio contemporaneo.

In occasione della mostra è stato pubblicato l’omonimo libro At home in Sweden, Germany and America (Tiraboooks, Svezia 2020) che raccoglie venti fotografie inedite tratte dalla trilogia di Gerry Johansson Sverige, Deutschland e Amerika. A cura di Stefania Rössl e Massimo Sordi, con il progetto grafico di Damiano Fraccaro, il volume è stato prodotto con il supporto di Spazio Labo’, Officine Fotografiche Roma, Otium e il Circolo fotografico El Paveion.

La mostra è stata organizzata la prima volta in Italia nell’ambito del progetto OMNE – Osservatorio Mobile Nord Est in collaborazione con: Alma Mater Studiorum / Università di Bologna / Dipartimento di Architettura, Spazio HEA, Otium Studio, Circolo Fotografico El Paveion.

Gerry Johansson

Nato a Örebro nel 1945, vive a Höganäs in Svezia dal 1969. Si forma come grafico alla Scuola di Design e Artigianato di Göteborg in Svezia. Insieme a Yngve Neglin, Jan Olsheden e Werner Noll fonda nel 1972 la casa editrice Fyra Förläggare AB che successivamente lascerà per lavorare come fotografo indipendente. Nel 1995 pubblica Amerikabilder. Fotografa su commissione per i progetti Japan Today nell’isola di Shikoku (1999) e Dronning Maud Land in Antartide, le fotografie realizzate saranno esposte al Museum of Modern Art di Stoccolma nel 2003.

Riceve una borsa di studio dall’Istituto Svedese per fotografare Tokyo nell’inverno del 2004.

Il progetto Deutschland (Mack, 2012), che lo consacra in ambito internazionale come uno dei più importanti fotografi contemporanei chiude la trilogia iniziata con America (1998) e Sverige (2005). Tra le pubblicazioni più recenti si ricordano Tokyo (Only Photography, 2016), American Winter (Mack, 2018), America Revised (Only Photography, 2018), At Home in Sweden, Germany and America (Tirabooks, 2020), e Meloni Meloni (Johansson and Jansson, 2020). Gerry Johansson è rappresentato da GunGallery di Stoccolma.

gerryjohansson.com

Info mostra

L’ingresso è su prenotazione:
prenotazioni@officinefotografiche.org
Orari: 
Lun- ven
dalle 10 alle 13 e dalle 16 alle 19
dal 2 al 30 ottobre 2020

Per mantenere la distanza di sicurezza sarà consentito l’accesso massimo a 20 persone contemporaneamente in sala.

 

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Mostra fotografica - 20 febbraio ore 19 - Officine Fotografiche Roma

Charlie surfs on lotus flowers di Simone Sapienza

di Simone Sapienza a cura di Lina Pallotta
a cura di Lina Pallotta
La mostra è Realizzata per Fotografia Europea 2018, con il supporto di PhotoTales / Emerging Talents Festival, Spazio Labo' e Minimum".

Giovedì 20 febbraio inaugura a Officine Fotografiche Roma la mostra “Charlie surfs on lotus flowers” di Simone Sapienza a cura di Lina Pallotta.

Circa quarant’anni dopo la vittoria dei Vietcong contro gli Stati Uniti d’America, il Vietnam ha radicalmente cambiato ambizioni e progetti. Infatti, supportato da una popolazione giovanissima e piena di energia, il Vietnam è destinato a diventare la prossima Tigre Asiatica a farsi strada. Del resto quasi il 95% della popolazione è a favore di una economia a mercato libero di tipo capitalista, mentre secondo gli esperti il Vietnam è considerato uno dei paesi con l’economia più in crescita in scala mondiale fino al 2050.

Tuttavia, nonostante una libertà sempre più ampia in ambito economico ed un crescente ottimismo nella nuova generazione, il potere politico è ancora in mano al governo Comunista. Guidato da un solo partito esistente, il Partito Comunista ancora esercita un potere assoluto in Vietnam, a dispetto dell’illusoria libertà economica. “Charlie surfs on Lotus Flowers” è sin dal suo stesso titolo una rappresentazione metaforica delle società dello spettacolo in Vietnam dove, nonostante l’ordine e il controllo gravato dal potere Comunista, la nuova generazione vuole cavalcare l’onda del nuovo sviluppo economico.

Simone Sapienza è un fotografo laureato in “Documentary Photography” presso la University of South Wales a Newport (Regno Unito), recentemente selezionato tra i venti artisti internazionali del Foam Magazine Talent 2020. Nel 2018 è stato pubblicato il suo primo fotolibro, “Charlie surfs on lotus flowers”, edito da AkinaBooks.

I suoi progetti sono stati esposti in mostre personali e collettive a livello internazionale e collabora con periodici e magazine editoriali. Nel 2015 è stato tra i fondatori di Gazebook: Sicily Photobook Festival, mentre dal 2016 è tra i curatori delle attività di Minimum a Palermo.

Dal 2019, collabora con la scuola Spazio Labo’ Fotografia di Bologna come docente, con un’attenzione particolare ai linguaggi e alla progettazione fotografica. Per maggiori info: www.simonesapienza.com

Ghost
Premio Ghost 2019 – i vincitori in mostra - Dal 3 al 7 febbraio 2020 - Officine Fotografiche Roma

Bando Ghost - I vincitori in mostra

In mostra a Officine Fotografiche Roma dal 3 al 7 febbraio le immagini post prodotte dai 4 vincitori del Premio Ghost: Paolo Lecca, Martina Romano, Hugo Weber, Alessandro Zoboli.

Le immagini post prodotte sono per i fotografi: Giulio Di Sturco, Letizia Romano, Paolo Ventura, Alex Majoli .
Venerdì 7 febbraio alle 18, a Officine Fotografiche terremo un talk di presentazione del progetto da parte dei promotori del Premio e dei quattro vincitori.
Ingresso libero.

La Commissione di valutazione del Premio Ghost 2019 ha individuato i 4 post produttori vincitori dei premi di 4000 euro messi in palio nel Bando promosso dal MiBACT – Direzione Generale Creatività contemporanea e Rigenerazione urbana (già Direzione Generale Arte e Architettura Contemporanee e Periferie Urbane) in collaborazione con l’Associazione Officine Fotografiche Roma: Paolo Lecca, Martina Romano, Hugo Weber, Alessandro Zoboli.

I vincitori del Premio parteciperanno a una mostra delle immagini presentate in concorso e ad una sessione di seminari presso gli spazi di Officine Fotografiche Roma dal 30 gennaio al 7 febbraio 2020, durante la quale illustreranno il loro lavoro a giovani under 35 (tra fotografi, post-produttori della fotografia e studiosi della materia) che avranno aderito ad un’apposita selezione su tutto il territorio nazionale.

 

La Commissione del Premio Ghost 2019 è composta da: Mariella Boccadoro (Responsabile dell’editoria fotografica e tecnica digitale, Officine Fotografiche Roma), Davide Di Gianni (Stampatore e postproduttore, titolare di Digid’a – Roma), Filippo Maggia (Curatore per fotografia, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo), Alida Moltedo (Funzionario Storico dell’arte, MiBACT – Direzione Generale Creatività contemporanea e Rigenerazione urbana), Moira Ricci, Presidente (Fotografa).

Bandone Kassel finale
Incontri, mostre e workshop legate ai dummy fotografici - Dal 20 al 29 gennaio 2020 - Officine Fotografiche Roma

Kassel&Roma

in collaborazione con il FotoBookFestival Kassel

*** la mostra è prorogata fino al 29 gennaio*** 

 

Dal 20 al 29 gennaio 2020, Officine Fotografiche Roma ospita nei suoi spazi i dummy selezionati al Kassel Dummy Award, la competizione internazionale che premia il miglior prototipo di libro fotografico dell’anno, continuando la felice collaborazione iniziata nel 2014 nell’ambito del festival FotoLeggendo. In esposizione,  per cause non dipendenti dalla nostra volontà, troverete solo metà dei 53 prototipi proposti dal Festival.

Durante la settimana, la mostra sarà accompagnata da attività e appuntamenti legati al dummy fotografico e al libro d’arte, tutti ad ingresso libero e gratuito.

Programma

lunedì 20 gennaio, ore 19:
Seminario speciale dedicato al libro d’arte, del ciclo “Libri e fotografia. Teoria, arte, storia, tecnica, biografia“, a cura di Samantha Marenzi

ATTENZIONE ANNULLATO *** martedì 21 gennaio, ore 19:
3X3
Un mini percorso alla mostra attraverso tre dummy scelti da Chiara Capodici, Lina Pallotta e Fiorenza Pinna

giovedì 23 gennaio, ore 19:
Open Dummy Review
a cura di Fiorenza Pinna e Sara Palmieri
Lettura pubblica di dummy selezionati tra quelli che saranno consegnati presso la segreteria di Officine Fotografiche Roma entro il 20 gennaio

venerdì 24 gennaio, ore 19:
Dal dummy al libro
Incontro con Jean-Marc Caimi e Valentina Piccinni, menzione speciale al Kassel Dummy Award 2019

Per gli appassionati del self-publishing, Officine Fotografiche Roma ospita anche due workshop:

mercoledì 22 gennaio, dalle 19 alle 22
Realizzare un libro “con carta trovata in giro”, con Libri Finti Clandestini  

venerdì 24 gennaio, dalle 17 alle 21
Corso breve di legatoria giapponese con L’atelier de “Le Piccole Virtù”

Tutte le informazioni sono alla pagina dei Workshop.

Dopo Roma, la mostra dei dummy si trasferirà dal 6 febbraio nella sede di Officine Fotografiche a Milano! Stay tuned.

Info mostra

 

I dummy in mostra sono consultabili

  • da martedì 21 a venerdì 24 gennaio dalle 10 alle 19
  • sabato 25 gennaio dalle 10 alle 14 con ingresso entro le 12
  • da lunedì 27 a mercoledì 29 gennaio dalle 10 alle 19

Ingresso libero e gratuito

Visioni di Gruppo
Mostra dei laboratori di Officine Fotografiche - Giovedì 12 dicembre ore 18.30 - Officine Fotografiche Roma

Visioni di Gruppo#8

Giovedì 12 dicembre alle 19 inaugureremo la mostra dei gruppi di lavoro dell’a.a. 2018/2019. Come sempre sarà l’occasione per vedere il risultato finale dei laboratori portati a termine dai fotografi di Officine Fotografiche sotto la guida dei coordinatori dei vari gruppi e per festeggiare con un brindisi di Natale!

Le tematiche in mostra sono:

  • Ora ed allora, un luogo, diverse rappresentazioni, Laboratorio coordinato da Luca Remotti e Massimiliano Miotti
  • L’altro territorio,  Laboratorio coordinato da Fiammetta Carloni e Liliana Ranalletta
  • ROMA + OFFICINE FOTOGRAFICHE Laboratorio coordinato da Simone Falcomatà, Stefano Marcovaldi, Massimo Valdarchi, con la supervisione di Stefano Mirabella
  • MEMORIE DI FERRO Laboratorio coordinato da Adriana Miani e Angelo Antonelli
  • MACRO – CLOSE UP Laboratorio coordinato da Stefano Majolatesi, Achille Salerni

 

Durante la serata saranno presentate anche le attività associative per l’anno 2019/2020.

Non mancate!!

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Mostra fotografica - Inaugurazione 14 novembre ore 19 - Officine Fotografiche Roma

Over.State di Ilias Georgiadis

di Ilias Georgiadis
a cura di Michele Corleone
in collaborazione con Interzone Galleria

Giovedì 14 novembre alle 19 apre a Officine Fotografiche Roma la mostra Over.State di Ilias Georgiadis a cura di Michele Corleone. 

“Per me, la fotografia è il punto mancante che collega ciò che è profondamente dentro di noi e non possiamo capire o descrivere, con il mondo. Una connessione che trascende e si muove attraverso lo spazio-tempo, in modi imprevedibili, misteriosi e non lineari. Un legame tra realtà e amore. Credo che facciamo fotografie perché il nostro io interiore vuole riconnettersi con il cosmo.

Vogliamo sentirci vicini a persone, luoghi, oggetti e col passare del tempo riconosciamo in loro una parte di noi stessi. Con la fotografia ci riveliamo all’ignoto, pur mantenendo un legame con il reale. Il mio lavoro descrive i miei stati più intimi di paura, desiderio, affetto. Stando nel mezzo tra la vita e la morte.

In particolare, “Over.State” descrive la storia di una persona giovane e persa che cerca di sentirsi libera e di trovare l’amore. Un’esplorazione emotiva della condizione umana. Un tentativo di capire come esprimiamo la libertà, l’intimità, la vicinanza; come cerchiamo la vera connessione con l’io interiore e con l’altro. Tuttavia qui, per la prima volta, sto presentando anche opere nate prima di “Over.State” (“Archives”) e opere molto recenti (“Vialattea”).

Ciò che mi interessa è mettere in discussione la coerenza ed esplorare quei momenti cruciali di cambiamento durante il processo artistico e creativo. E nel dare vita ad un’ambientazione di zone differenti sto cercando di esprimere e visualizzare questa esperienza, trasformandola in qualcosa di illusoriamente lineare e diversificato che è come preferiamo percepire i cambiamenti nel tempo. ” I.G.


 

“Over.State”, di Grzegorz Kosmala (editore, Blow Up Press)

Ci sono molti libri che parlano della vita dei loro autori. Grazie a loro possiamo sentire la voce di tutta la loro generazione, conoscere le sue paure e speranze, preoccupazioni e gioie. Ma nessuno di questi libri ne parla in modo visivamente sofisticato come fa Ilias Georgiadis nel suo libro di debutto…

“Over.State” non contiene informazioni sul tempo e lo spazio, il che rende il libro ancora più universale. Possiamo pensare, conosciamo i suoi personaggi, li abbiamo incontrati da qualche parte lungo la strada. Inoltre, la mancanza di un’introduzione alla storia, un tentativo di spiegarlo, conferisce a questo libro una dimensione speciale: il lettore deve affrontarlo da solo, pagina per pagina, deve cercare di comprendere il significato delle parole scritte caoticamente qua e là per realizzare alla fine: “Questo riguarda me…”

Indipendentemente da ciò che rappresentano, le fotografie scattate da Ilias sono magnetiche. Ti assorbono completamente, rimangono nella memoria per ore dopo averle viste. E ogni volta che ritorni a loro, lo fanno ancora e ancora, e ancora…

Quando guardi le foto di “Over.State” puoi avere l’impressione di stare in bilico sul limite tra realtà e sogno, vita e morte, tra qualcosa di permanente e di effimero. Queste immagini sono come una poesia d’amore e Ilias Georgiadis diventa un poeta della fotografia…

 

Biografia

Nato nella Grecia settentrionale, Ilias ha iniziato a sperimentare il mezzo fotografico all’età di 19 anni. Nel 2011, dopo lunghi viaggi, interrompe gli studi universitari e inizia a fare fotografie in una maniera ossessiva.

Il suo principale interesse si focalizza su ciò che è alla base delle attuali problematiche sociali e interpersonali riguardanti la natura umana. Un approccio che è iniziato nel 2012 in Grecia e continua tutt’oggi in Europa.

Ilias mette sempre in discussione il corpo e la mente, cercando di raggiungere ed esprimere i limiti di se stesso in tutti i modi possibili.

La serie di opere di debutto di Ilias denominata “Over.State” è stata esposta in vari festival internazionali, mostre personali e collettive in tutto il mondo ed è stata presentata in pubblicazioni online e stampate. Nel 2019 “Over.State” è stato pubblicato come monografia di Blow Up Press (Varsavia). Attualmente, Ilias sta lavorando al suo nuovo libro intitolato “Vialattea”.

Info mostra

Dal 14 novembre al 6 dicembre 2019

Officine Fotografiche Roma
via Giuseppe Libetta, 1
00154 Roma
dal lunedì al venerdì
dalle 10 alle 13.30 e dalle 15.30 alle 19
of@officinefotografiche.org

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Festival della diplomazia - giovedì 17 ottobre ore 19 - officine Fotografiche Roma

Lingering Ghosts di Sam Ivin

di Sam Ivin
a cura di Daria Scolamacchia
in collaborazione con il Festival della Diplomazia

Lingering Ghosts è un progetto del fotografo inglese Sam Ivin realizzato durante la sua permanenza a Fabrica, centro di ricerca sulla comunicazione che inaugura giovedì 17 ottobre a Officine Fotografiche Roma alle ore 19

Che cosa significa essere un richiedente asilo nel Regno Unito? Questo è stato il punto di partenza della ricerca di Ivin, iniziata in un centro di prima accoglienza a Cardiff, in Galles, nel 2013 e poi continuata in tutta l’Inghilterra.

Il risultato è una serie di ritratti in cui gli occhi sono stati raschiati via manualmente dall’autore: una volta arrivati nel Regno Unito, questi migranti si trovano a vivere in una sorta di limbo, dovendo attendere notizie della loro richiesta di asilo per mesi o addirittura anni. Diventano dei lingering ghosts, delle ombre sospese.

Graffiare via i volti di queste persone è un modo per trasmettere in maniera immediata l’idea della perdita di sé e la confusione di cui sono vittime mentre aspettano di conoscere il loro destino.

Quello di Ivin è uno sguardo contemplativo, distante dai riflettori dei media. I suoi ritratti post-prodotti gettano una luce su una questione che spesso viene taciuta: l’emergenza dei richiedenti asilo. Nonostante siano presentati privi di occhi, questi individui hanno una loro identità e in loro riconosciamo madri, padri, figlie e figli: esseri umani.

 

 

Sam Ivin è nato a High Wycombe, nei pressi di Londra, nel 1992. Dopo essersi laureato in Documentary Photography alla University of Wales di Newport ha ottenuto una borsa di studio a Fabrica.

La mostra Lingering Ghosts è prodotta da Fabrica e curata da Daria Scolamacchia. Designer Marcello Piccinini.

Lingering Ghosts è anche un libro, pubblicato da Fabrica nel 2016.

 

Info mostra

Officine Fotografiche Roma
Dal 17 ottobre all’8 novembre
via Giuseppe Libetta, 1
00154 Roma

Dal lunedì al venerdì
dalle 10 alle 13.30 e dalle 15 alle 19
sabato e domenica chiuso

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Premio FotoLeggendo 2018 - Giovedì 19 settembre ore 19 - Officine Fotografiche Roma

The valley of shadows di Camillo Pasquarelli

di Camillo Pasquarelli
a cura di Emilio D'Itri

La valle del Kashmir, un territorio conteso da India e Pakistan dal 1947, è una delle zone più militarizzate al mondo. Nel 2010 il governo indiano ha dotato le forze di sicurezza, dispiegate nello stato del Jammu e Kashmir, di una nuova arma. Da allora cartucce riempite con centinaia di piccoli proiettili di piombo vengono utilizzate per mantenere il controllo durante gli scontri in città. Considerati “non- letali”, i fucili a piombini dovrebbero essere puntati verso la parte inferiore del corpo.

L’8 luglio 2016 il giovane comandante Burhan Wani del gruppo armato kashmiro Hizbul-e-Mujahideen è stato ucciso in un scontro con l’esercito indiano. Molto popolare, specialmente tra i giovani, grazie all’uso che faceva dei social network per diffondere il suo messaggio, il martirio di Wani è stato la scintilla che ha incendiato l’intera valle. Il governo ha imposto un coprifuoco alla popolazione che è durato quattro mesi, mentre i leader separatisti incitavano ad uno sciopero continuo.

Centinaia di ragazzi hanno riempito le strade del Kashmir per protestare contro “l’occupazione indiana”, scagliando pietre contro l’esercito e la polizia. A partire dal luglio 2016 le forze di sicurezza hanno risposto utilizzando in maniera massiccia i fucili a piombini.

Secondo un report delle Nazioni Unite pubblicato nel 2018, l’utilizzo di tale arma ha causato la cecità di 1000 persone e decine di morti.

Mentre molte delle vittime non erano neanche coinvolte negli scontri con le forze di sicurezza, coloro che sono stati colpiti durante le proteste tendono ad evitare di parlarne apertamente, timorosi di ritorsioni da parte della polizia.

Per i giovani che hanno perso parzialmente la vista, la lettura diventa troppo difficoltosa con la conseguenza inevitabile dell’abbandono degli studi e di ogni possibilità di ottenere un buon livello d’istruzione. Gli uomini rimasti completamente senza vista non possono più prendersi cura delle proprie famiglie.

Le vittime, che portano dentro i loro corpi dozzine di microproiettili di piombo, è probabile debbano affrontare conseguenze mediche a lungo termine.

Quelle rimaste totalmente o parzialmente non vedenti, parlano dell’oscurità che è discesa sulle loro vite e di come, ormai, siano in grado di vedere solo ombre indistinte muoversi intorno a loro.

Biografia

Camillo Pasquarelli nasce a Roma nel 1988.

Solo una volta conclusi gli studi in Scienze Politiche e Antropologia, decide di dedicarsi interamente alla fotografia. Oggi è interessato principalmente a progetti personali e a lungo termine attraverso la combinazione dell’approccio antropologico con i mezzi visivi.

Dal 2015 ha lavorato ad un progetto riguardo la valle del Kashmir, India, esplorando la nozione e l’esperienza del conflitto, della memoria, della religione e delle aspirazioni politiche.
Nel 2017 ha ricevuto uno dei grant per studenti dell’Alexia Foundation per continuare a lavorare in Kashmir.

I suoi progetti hanno ricevuto numerosi premi come 1° Premio al LensCulture B&W, Short Story at World Report Award, Feature Shoot Emerging Photographer, 1° Premio Fotoleggendo, 1° Premio al Kuala Lumpur International Photo Awards, e molti altri.

Le immagini di Camillo sono state pubblicate su Time, Der Spiegel, Polka, National Geographic, Internazionale, BuzFeed, Mashable, Il Reportage, Gazeta Wyborcza, e altri.

I suoi lavori sono stati esposti in tutto il mondo, come alla Aperture Gallery di New York, Format Festival in UK, Head On in Australia, Festival della Fotografia Etica in Italia, Getxo Photo Festival in Spagna, Indian Photography Festival, Kuala Lumpur International Photo Awards, e molti altri.

Info mostra

Camillo Pasquarelli

Premio FotoLeggendo 2018

THE VALLEY OF SHADOWS

a cura di Emilio D’Itri 

dal 19 settembre all’11 ottobre 2019

Officine Fotografiche Roma

inaugurazione giovedì 19 settembre ore 19.00

 

 

 

info

Officine Fotografiche Roma

Via G. Libetta, 1

Tel. +39 06 97274721

of@officinefotografiche.org

roma.officinefotografiche.org

 

orari di visita:

dal 20 settembre all’11 ottobre

lunedì – venerdì ore 10.00-13.30/15.30-19.00

chiuso sabato e festivi

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Concorso Portfolio in Mostra - lunedì 17 giugno dalle 18 - Spazio Piano Aule -

Blanca Y Negra di Luca Paccusse

fotografie di Luca Paccusse

Blanca y negra

L’Avana, Cuba, Febbraio 2016.

La vita scorre nelle strade della capitale cubana tra decadenti edifici coloniali, vecchie automobili americane anni ’50, melodie di son che si ascoltano lungo il Malecón, giovani e anziani che giocano a domino all’aperto.

Nonostante i lenti cambiamenti che sta vivendo il paese nel corso degli ultimi anni, il calendario della storia sembra essersi fermato all’Avana. Percorrendo le strade di questa città si viene travolti da una bellezza imperfetta e dalla solarità della gente, ma anche da un sottile velo di malinconia.

“Blanca y negra” è composta da una serie di scene di vita quotidiana catturate all’inizio del 2016 nelle strade dei quartieri di Habana Vieja, Centro Habana, Cayo Hueso. Istantanee in bianco e nero, come la pelle delle persone che abitano questa isola caraibica e come la revolución, con le sue luci e le sue ombre.

Una Cuba sospesa nel tempo, legata ad un passato fatto di conquiste e illusioni, ma in speranzosa attesa di un futuro ancora ricco di incognite.

 

Luca Paccusse

Nato a Roma nel 1986. Si dedica prevalentemente alla fotografia di strada e documentaria. Dal 2014 è socio di Officine Fotografiche dove oltre ai corsi ha frequentato laboratori (Il tram a Roma dal Tram, Roma 3.0 – Il nuovo nella città eterna, Roma + Officine Fotografiche) e presentato le sue foto in diverse edizioni del festival FotoLeggendo.

Negli ultimi anni ha partecipato  a varie pubblicazioni (Cities di Italian Street Photography, Metropolis di 14&15 Mobile Photographers, Short Street Stories di Exhibit Around) e mostre collettive, ultima delle quali Street Sans Frontières a Parigi.