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Sulla Strada

Inizio: dal 20 novembre 2026
Docenti: Stefano Mirabella
Durata: novembre-giugno | venerdì 18:00-21:00
Ore totali: 40 (13 incontri)
Partecipanti: max. 15 allievi
Costo: 1200 euro (rateizzabili) + tessera associativa

È possibile partecipare alle lezioni in classe anche in modalità streaming.

Per candidarsi è necessario inviare un portfolio all’indirizzo of@officinefotografiche.org

Calendario: 20 novembre, 4 dicembre, 18 dicembre, 15 gennaio, 29 gennaio, 19 febbraio, 19 marzo, 16 aprile, 30 aprile, 14 maggio, 04 giugno, 18 giugno, 19 giugno (4 ore)

La strada è un luogo straordinario nel quale imparare a guardare.
Ci costringe a confrontarci con ciò che accade, con il caso, con le persone, con lo spazio e con il tempo. Ci insegna ad anticipare, scegliere, aspettare. Ma soprattutto può diventare il punto di partenza per comprendere che cosa vogliamo raccontare attraverso la fotografia.
Questo corso nasce dalla street photography ma non vuole rimanere necessariamente confinato al suo interno.
Durante sette mesi di lavoro affronteremo insieme due percorsi strettamente collegati: da una parte la costruzione e il rafforzamento del proprio linguaggio fotografico, all’altra lo sviluppo di un progetto personale, dall’idea iniziale fino alla sua forma conclusiva.
La street photography resterà un riferimento importante: per il rapporto con la realtà, per l’attenzione a ciò che accade davanti alla macchina fotografica e per quella particolare relazione tra preparazione e imprevedibilità che caratterizza il fotografare nello spazio pubblico.
Ma raccontare può significare molte cose.
Il territorio di una ricerca può essere una strada, un quartiere, una comunità, una persona, una famiglia, un luogo privato o una condizione personale. Può nascere all’osservazione del quotidiano oppure dalla necessità di affrontare un tema più ampio e complesso.
Ciò che conta è avere qualcosa da cercare e, progressivamente, qualcosa da dire.

Un percorso tra linguaggio e progetto
La prima parte del corso sarà dedicata al consolidamento degli strumenti necessari per costruire fotografie consapevoli.
Lavoreremo sulla composizione e sull’organizzazione dello spazio, sul rapporto tra soggetto e contesto, sui bordi del fotogramma, sulla stratificazione e sui diversi livelli di lettura dell’immagine.Ragioneremo sulla luce non soltanto come condizione tecnica, ma come elemento capace di trasformare ciò che abbiamo davanti.

Affronteremo il rapporto con le persone e l’attitudine del fotografo, la distanza, il punto di vista e la capacità di muoversi all’interno delle situazioni.
Una particolare attenzione sarà dedicata alla scelta tra bianco e nero e colore. Non come decisione estetica da prendere alla fine del processo, ma come parte del linguaggio attraverso il quale scegliamo di raccontare.
Studieremo il lavoro di fotografi appartenenti a esperienze e periodi differenti, cercando non tanto formule da imitare quanto domande da riportare sul nostro modo di fotografare.

Dalla fotografia singola alla ricerca
Parallelamente alle lezioni teoriche, ogni partecipante sarà accompagnato nella costruzione di un progetto personale.
Il primo passaggio sarà imparare a riconoscere un’idea fotografica.
Non sempre un progetto nasce da un grande tema. A volte può cominciare da qualcosa di apparentemente piccolo: un luogo che continuiamo a frequentare, una situazione che ritorna, una persona, un gesto, una relazione, una sensazione che non riusciamo a ignorare.
Impareremo a distinguere un’intuizione da un progetto e, soprattutto, a capire quando vale la pena continuare a seguire una direzione.
Dal perché fotografare qualcosa passeremo quindi al come fotografarlo.
Ogni partecipante sarà chiamato a fotografare con continuità tra un incontro e l’altro. Le revisioni collettive saranno parte fondamentale del percorso: osservare le immagini prodotte, riconoscere ciò che sta emergendo, individuare ripetizioni, debolezze e possibilità ancora inesplorate.
La revisione non sarà quindi soltanto un momento di selezione delle fotografie migliori, ma uno strumento per capire dove sta andando il lavoro.

Fotografare, sbagliare, tornare
Un progetto fotografico raramente procede in linea retta.
Durante i mesi del corso sarà possibile cambiare direzione, abbandonare un’idea, restringere il campo o scoprire che ciò che sembrava secondario è diventato il vero centro del lavoro.
Impareremo a considerare anche il dubbio e l’errore come parti del processo.
Tornare più volte sullo stesso luogo o sullo stesso soggetto permetterà inoltre di superare la ricerca della singola immagine riuscita e di iniziare a costruire un rapporto più profondo con ciò che stiamo fotografando.
«Ho fatto una buona fotografia?» → «Questa fotografia serve al lavoro che sto costruendo?»

Editing e sequenza
Nella fase conclusiva entreremo nel territorio dell’editing.
Una buona fotografia non è necessariamente una fotografia necessaria a una serie.
Impareremo quindi a selezionare le immagini pensando alle relazioni che possono nascere tra loro:
ritmo, pause, ripetizioni, contrasti, aperture, fotografie di passaggio e immagini capaci di sostenere l’intera struttura del racconto.
Lavoreremo sulla differenza tra selezionare immagini ed elaborare una sequenza, fino a costruire una narrazione visiva coerente.
Affronteremo infine il problema della forma: come cambia un progetto se viene pensato per una parete, una sequenza editoriale, un portfolio, una proiezione o una pubblicazione?

Obiettivo finale
Al termine delle 40 ore ogni partecipante avrà attraversato l’intero processo di costruzione di un lavoro fotografico:

IDEA → RICERCA → FOTOGRAFIA → REVISIONE → EDITING → SEQUENZA→ PRESENTAZIONE

L’obiettivo sarà portare ogni progetto verso una forma il più possibile consapevole e definita. Alcuni lavori potranno trovare una loro naturale conclusione durante il corso; altri, proprio attraverso il percorso intrapreso, potranno rivelare possibilità più ampie e richiedere ulteriore tempo per essere sviluppati.
Ciò che conta sarà acquisire gli strumenti per comprendere quando un lavoro sta prendendo forma, cosa gli manca e in quale direzione continuare a farlo crescere.
L’obiettivo non sarà produrre fotografie che assomiglino a quelle del docente, né arrivare tutti allo stesso risultato.

Al contrario.
Il percorso cercherà di aiutare ciascun partecipante a riconoscere progressivamente il proprio modo di guardare, comprendere quali temi sente realmente vicini e trovare una forma fotografica capace di restituirli.
Perché la fotografia può cominciare dalla strada.
Ma ciò che conta davvero è capire dove vogliamo portarla.

 

 

 

 

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