IL VOLO DELL’OCA SELVATICA
INAUGURAZIONE 17 APRILE ORE 18:30
seguirà LIVE MUSIC di ONIGIRI BLU
Avendo avuto la fortuna di poter cominciare da capo, ho preferito concentrarmi sulla definizione di una pratica quotidiana. Negli anni poi mi sono dimenticato di aderire a una forma di disciplina ed ormai non ci faccio più neanche caso. Si tratta di scattare fotografie, per strada, soprattutto, ma anche ad amici, o a conoscenti che passano dallo studio, dalla mia galleria, o attraversano in qualche modo la mia vita. Sviluppare, e poi, stamparle poco a poco, cercando di ricostruire il vissuto, lenire qualche ferita, aiutare il ricordo, usando schemi narrativi sempre diversi. Questo documentare senza altro fine che la documentazione stessa, questo numero di immagini che mi accompagna nel percorso autobiografico, è ciò che io chiamo, parafrasando l’I-Ching, il volo dell’oca selvatica. Così come nel volo delle oche, che in autunno migrano verso il sud, alla ricerca di cibo, e per fuggire i venti siberiani, infatti, tutti gli elementi della pratica, scatto, editing, processing, stampa, montaggio, analisi delle immagini, e il camminare stesso per le strade e respirare l’aria che insieme respiriamo in questo mondo fuori controllo, cospirano al fine narrativo.
Mi piace testare la longevità dei singoli scatti, mettendone alla prova le qualità formali, ecco perché alcuni vengono sottoposti a uno stress atipico per la fotografia. Serigrafia, stampa ai sali d’argento, transfer acrilico, xerox, lavori su tela, servono non solo a spostare i lati della porta e mostrarsi, ancora una volta, allergici al dogma delle conventicole, ma a provare a dare nuova vita e nuove qualità narrative a immagini cui ci si è abituati. È un atto d’amore verso le metafore bidimensionali e superficiali di cui tutti quanti siamo innamorati.
Nel procedere, goffamente, a tentoni, verso un’immagine nuova, riscopriamo ancora una volta il carattere rivelatore delle nostre immagini, la loro permeabilità al cambiamento, la loro intrinseca ambiguità e flessibilità narrativa e ne concludiamo che la superficie delle cose è spesso ampiamente sottovalutata.
(Gabriele Stabile)
Biografia
Gabriele Stabile è un fotografo Italiano conosciuto internazionalmente.
Ha un Master in fotogiornalismo alla Westminster University a Londra, è stato valedictorian all’ICP di New York (’07), e nei PDN30 del 2010.
Di base a New York per oltre una decade è stato un collaboratore fisso del New Yorker, del New York Times e del Wall Street Journal, seguendo importanti storie locali e internazionali, incluse aree di conflitto e crisi umanitarie.
Con Juliet Linderman ha pubblicato Refugee Hotel, (McSweeneys, San Francisco, 2013) ed ha fondato Lucky Peach, un rivoluzionario periodico di cibo e letteratura.
La sua prima monografia, Swim till I Sank, (RVMHUB) ha il Premio Marco Bastianelli, Gibellina Photoroad e la menzione speciale a Liquida Photofestival. Insegna in Rufa, AANT, e ad Officine. È fondatore di Raw Messina, una galleria atipica, a Roma.
Gabriele Stabile is an internationally known Italian photographer.
He holds an MA in Photographic Journalism in London (with merit, University of Westminster, 2006) and was valedictorian at ICP in 2007. He was selected among the PDN 30 Photographers to Watch in 2010.
Based in New York for more than a decade, he contributed regularly to The New Yorker, The FADER, The New York Times, and The Wall Street Journal, among others.
Together with Juliet Linderman, he published an oral history book chronicling the arrival and resettlement of refugee families in America (Refugee Hotel, McSweeney’s, San Francisco, 2013), and was the recipient of a yearlong commission from Aperture and the Tisch family.
He was also among the co-founders of Lucky Peach, a groundbreaking publication about food that received numerous awards and mentions.
His first monograph, Swim Till I Sank, published by RVM Hub, was a finalist at PhotoEspaña, received the Marco Bastianelli Prize for Best Photography Book, was selected among the Gibellina Photoroad projects in 2024, and received a special mention at Liquida Photofestival.
Il progetto, promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura è vincitore dell’Avviso Pubblico Roma Creativa 365. Cultura tutto l’anno in collaborazione con Zètema Progetto Cultura.
Info mostra
Orari mostra: dal 18 aprile AL 9 maggio 2026 lunedì - venerdì: 10.00 - 13.00 | 15.30 - 19.30 sabato 10.00 - 12.30 domenica e festività: chiuso ingresso libero

