OFLabs

OF Labs

I OFLabs sono laboratori fotografici tematici pensati per favorire la crescita formativa di tutti gli associati, attraverso la realizzazione completa di un progetto fotografico: dalla ripresa all’editing, dalla stampa fino alla destinazione finale delle immagini.

I temi vengono proposti dai soci che fanno parte del Comitato Organizzativo e sono coordinati da altri soci che si offrono come referenti, accompagnando il gruppo di partecipanti nello sviluppo della tematica scelta.

I OFLabs hanno durata annuale, prevedono un impegno massimo di uno/due incontri al mese e la partecipazione è gratuita.
Da quest’anno è possibile iscriversi a un massimo di due laboratori.

Per informazioni e iscrizioni, rivolgersi alla segreteria: of@officinefotografiche.org.

Al termine dell’anno, nel mese di dicembre, viene allestita una mostra collettiva che rappresenta il risultato del percorso svolto durante tutto l’anno.

 

OFLABS  2026

 

** LA FESTA È IN STRADA. LA STRADA È UNA FESTA

Raccontare gli eventi collettivi attraverso la street photography

Coordinatrici: Simona Galletti, Arianna Speranza e Serena Urbinati

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Un percorso di osservazione e racconto fotografico degli eventi pubblici che rappresentano momenti di espressione collettiva, identitaria, celebrativa, con lo scopo di indagare e raccontare la relazione tra individuo e comunità, ma anche esplorare il rapporto che c’è tra noi fotografi e la vita che accade per strada.
L’approccio sarà quello della Street Photography.

Gli eventi privilegiati saranno feste, processioni, parate, cortei, manifestazioni che si svolgono in luoghi aperti e pubblici. I partecipanti potranno eventualmente anche restringere l’area di interesse e concentrarsi su un ambito o una comunità particolare, avendo così la possibilità di creare un progetto fotografico personale.

Verranno proposte delle uscite di gruppo in occasione di eventi che emergeranno durante il percorso del LAB in modo da condividere anche il momento dello “scatto sul campo”.

Bisognerà allenare lo sguardo a cogliere la spontaneità e l’energia del momento, cercando di evitare per quanto possibile foto in posa o scatti che riprendano solo rappresentazioni performative.

Sarà interessante riflettere sul ruolo del fotografo come testimone e interprete degli eventi del proprio tempo: Ferdinando Scianna cominciò a fotografare le feste e le processioni della sua Sicilia in giovanissima età, con poche competenze tecniche, documentando un senso di comunità che stava fortemente cambiando; diceva infatti “La fotografia è memoria e racconto, è il tentativo di dare senso alle cose che accadono

 

** LA FOTOGRAFIA STENOPEICA

Coordinatore: Stefano Marcovaldi

Gelataio

LABORATORIO DI FOTOGRAFIA CREATIVA E SPERIMENTALE
Tecniche creative e processi fotografici alternativi
“La fotografia stenopeica”

Il laboratorio proposto invita alla sperimentazione di idee attraverso l’utilizzo di uno strumento specifico: la fotocamera stenopeica.
La fotografia priva di obiettivo si configura come un processo intuitivo capace di generare risultati costantemente sorprendenti.
Le immagini, prodotte mediante fotocamere realizzate con materiali essenziali, presentano qualità e caratteristiche uniche, proprie della tecnica stenopeica.
Il laboratorio consente di sviluppare e potenziare le capacità individuali di pensiero, visualizzazione e realizzazione creativa, attraverso la manipolazione dell’immagine in fase di ripresa, finalizzata alla creazione di progetti fotografici originali.

 

** I GUARDIANI DELLA TERRA

Coordinatori:  Marco ValenteGianpiero Vezzi

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“All’alba, quando la luce scivola lenta sui pascoli e il respiro della terra si
mescola a quello degli animali, prende forma un equilibrio antico e fragile.”

I pascoli sani non sono solo spazi produttivi, ma ecosistemi vivi, custodi di biodiversità, cultura e relazioni profonde tra l’essere umano e l’ambiente. In questi luoghi, il Pastoralismo sostenibile diventa un atto di cura: un sapere tramandato, capace di rigenerare il suolo, garantire cibo di qualità e preservare i paesaggi rurali.
Al centro di questo sistema vitale emergono le donne, spesso invisibili ma fondamentali nei sistemi alimentari agricoli. Attraverso il loro lavoro, la loro conoscenza e la loro capacità di innovare, contribuiscono alla resilienza delle comunità pastorali, all’agricoltura e alla sicurezza alimentare.
A tal fine nel 2026 la FAO sotto il patrocinio dell’ONU ha lanciato due importanti iniziative:
* L’ANNO INTERNAZIONALE DEI PASCOLI E DEI PASTORI
* L’ANNO INTERNAZIONALE DELLE DONNE AGRICOLTRICI
Questo progetto di laboratorio fotografico nasce per dare voce e volto a queste storie: raccontare pascoli che vivono, mani che lavorano, sguardi che resistono e trasformano. Le immagini diventano così uno strumento di valorizzazione e consapevolezza, capace di sostenere politiche inclusive e di rivendicare un maggiore accesso alle risorse, alla terra, al sapere e alle opportunità.
Fotografare significa scegliere di vedere: riconoscere il valore dei pascoli sani, del pastoralismo sostenibile e del ruolo centrale delle donne come protagoniste di un futuro agricolo più equo e sostenibile.

 

** MACRO

Coordinatore: Stefano Majolatesi

Lab MACRO

 

Ehi…… guarda come è piccolo !!! Neanche si vede !! Se fai attenzione, invece, ogni piccola cosa nasconde immensi dettagli che neanche immagini.

La macrofotografia può aiutarti a scoprire questi dettagli e a catapultarti in un mondo incredibile, fatto di sorprese che non avresti mai immaginato.

 

** MARGINI VIVI

Laboratorio di fotografia sul presente urbano

coordinatori: Luca Andriani e Antonio Crialesi

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Margini Vivi è un laboratorio per chi sente che la fotografia non sia solo linguaggio, ma posizione. Un percorso pensato per chi vuole lavorare sul presente, sulle trasformazioni sociali della città e sul proprio sguardo, investendo tempo, attenzione e disponibilità a mettersi in gioco.
Mettersi in gioco, in questo laboratorio, significa progettare e realizzare un reportage fotografico personale, scelto dai partecipanti e sviluppato nel tempo attraverso il confronto continuo con il gruppo.
Un lavoro che non si limita alla descrizione del reale, ma che cerca una chiave di lettura non scontata, capace di tenere insieme rigore progettuale, interpretazione personale e una dimensione creativa e artistica dello sguardo.
Roma è il campo di lavoro. Non come sfondo, ma come spazio vivo e complesso, attraversato da processi, mutamenti e relazioni che ridisegnano continuamente il modo di vivere e partecipare la città, mettendo in gioco lo sguardo di chi la attraversa. Margini Vivi invita a osservare questi processi attraverso una fotografia che richiede tempo, continuità e responsabilità: tornare sui luoghi, affinare la capacità di osservazione, imparare a leggere i contesti e costruire immagini che non consumano il reale, ma lo interrogano.
Il laboratorio non è un corso tecnico né un progetto di denuncia. È un percorso di ricerca fotografica che mette al centro il reportage come processo: dalla costruzione concettuale del lavoro alla sua evoluzione nel tempo, dalla relazione con i contesti alla costruzione di una narrazione coerente. Gli approcci sono liberi e integrabili – fotografia urbana, reportage, ritratto, lavoro per tracce, dettagli e assenze – purché il progetto tenga insieme intenzione, forma e sviluppo.

 

** (NOTHING BUT) FLOWERS

Coordinatori: Laura Bussotti e Mauro Cittadini

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Questo era un terreno edificabile.
Ora sono solo campi e alberi.
Dove? Dov’è la città?
Ora non ci sono altro che fiori.
Talking Heads – (Nothing but)Flowers

Se non esistessero i fiori, riusciresti ad immaginarli?
Blu Vertigo – Altre Forme di Vita

Dormi sepolto in un campo di grano
Non è la rosa, non è il tulipano
Che ti fan veglia dall’ombra dei fossi
Ma son mille papaveri rossi
Fabrizio De Andrè – La guerra di Piero

Il tema di questo laboratorio sono i fiori in tutti i loro aspetti, con l’intento non di farne un semplice ritratto botanico o ornamentale, ma di esplorarne i mille risvolti storici, sociali e culturali.

I fiori compaiono nei miti, come in quello di Narciso, e sono carichi di antiche simbologie religiose. E i “figli dei fiori”? Un’espressione nata all’interno del movimento hippy, tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio dei Settanta, per indicare l’adesione a un’ideologia non violenta. Inoltre i fiori veicolano messaggi emotivi e sociali come prescritto dalla “floriologia” (il cosiddetto “linguaggio dei fiori”) e hanno ispirato molte opere d’arte figurative, musicali e letterarie. I fioristi li dispongono con sapienza, i vivaisti li incrociano per ottenere nuove varietà, i profumieri ne estraggono le essenze. Sono protagonisti nei mercati dei fiori e nelle “infiorate”, accompagnano sposi e defunti. Insomma, rappresentano un mondo ricco e variegato che offre infinite possibilità di indagine fotografica in termini tematici, tecnici e stilistici. Unitevi a noi nell’esplorarlo, naturalmente all’insegna del “Flower power”!


OF LABS 2025

** Giubileo: echi del sacro, segni del presente
** Questa città non è un albergo
** Regina Viarium
** MACROLAB

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