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Arte e Fotografia: tra miti, riti e inconscio

Aby Warburg, con il suo approccio innovativo agli studi storico-artistici, si è rivelato un ispiratore per nuove prospettive di analisi ed è proprio a partire dalle sue intuizioni, seguendo la traccia de “Il rituale del serpente”, che il corso prende avvio.

Ci soffermeremo, inizialmente, sulla “necessità biologica” della produzione artistica, per considerare poi come l’invenzione tecnica della fotografia si è inserita nella storia dell’arte. Walter Benjamin sarà, a questo punto, il nostro secondo riferimento per la sua definizione di “inconscio ottico” che, come vedremo, ha attraversato il Novecento, ripreso da Rosalind Krauss per definire l’opera di alcuni artisti, come Jackson Pollock e Cy Twombly. Questi ultimi saranno presi in esame insieme ad altre figure chiave come Pablo Picasso, Francis Bacon e Giuseppe Penone, e a movimenti artistici come il surrealismo e l’arte concettuale.

Vedremo così come la fotografia è andata via via scardinando una tradizione ben definita, fino ad arrivare alla pratica contemporanea di artisti come Jeff Wall che, a partire dalla sintesi di questi percorsi, ha definito la propria poetica.

Arte e Fotografia: tra miti, riti ed inconscio di Sveva Taverna è un corso che si concentra sulla relazione tra arte e fotografia, approfondendo le dinamiche che hanno portato la fotografia a inserirsi nella Storia dell’arte, scardinandone parametri e confini.

Se vuoi scoprire di più sul corso visita il nostro sito oppure scrivici a: of@officinefotografiche.org

[Giuseppe Penone, “Rovesciare i propri occhi” (1970). Fotografia di Paolo Pellion. Collezione dell’artista]