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How to Detox from your images in the editing process

workshop con Simona Ghizzoni e Nicolas Janowski

Sabato 8 e domenica 9 ottobre, dalle 10 alle 17
220 euro (più 30 euro per quota associativa 2022)
prezzo early bird 190 euro fino al 15 settembre

Per info e iscrizioni: of@officinefotografiche.org
Come disintossicarsi dalle immagini nel processo di editing
(Ovvero come uccidere il vostro ego con qualcuno di cui vi fidate)

La fotografia e le arti visive sono uno spazio creativo che richiede un processo di costruzione narrativa e di armonizzazione del proprio linguaggio.
Esistono diverse strategie possibili per scegliere e sviluppare la nostra storia in profondità.

Creare immagini significa lavorare con gli altri e con se stessi; se la fiducia è l’atto fondante del fotografare l’altro da sé,  non meno importante è la fiducia che riponiamo nelle persone con cui editiamo ed esponiamo il nostro progetto. Partendo dall’esperienza di collaborazione tra Simona Ghizzoni, fotografa, e Nicolas Janowski, fotografo e curatore, nello sviluppo della mostra Isola, vincitrice del bando Fotografia Europea 2022, racconteremo come si crea una relazione fotografo/curatore e delle scelte, a volte sofferte, di staccarsi da alcune immagini al fine di una narrazione più omogenea, profonda ed efficace.

In questo senso, il workshop non solo fornirà strumenti per pensare ad un output del proprio lavoro, sia esso una pubblicazione, una mostra, un progetto editoriale o web, ma incoraggerà anche la costruzione di reti di lavoro da parte dei partecipanti.

Programma:
-Case study: I progetti di Simona e Nicola.
– Che cos’è l’editing in termini di collaborazione. Come scegliere la persona giusta e con chi collaborare. Editori/curatori.
-Il processo di editing: l’importanza dalla prima all’ultima immagine. L’editing per il web e l’editoriale.
-Il mondo che ci circonda: Come ci connettiamo con gli altri?
-Raccontare: I sentimenti dell’immagine.
-Sviluppo di un progetto: Organizzazione e concettualizzazione di un progetto
-Revisione del portfolio dei partecipanti e della struttura dei progetti.
Il workshop sarà tenuto in lingua italiana e inglese con traduzione

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© Simona Ghizzoni
per la foto in alto © Nicolás Janowski
per la foto di copertina © Simona Ghizzoni

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Simona Ghizzoni (1977) è  fotografa e attivista visuale per i diritti delle donne. Il suo lavoro è fortemente radicato nel vissuto personale, che Ghizzoni rielabora e interpreta attraverso la fotografia. La sua produzione ruota attorno a due grandi filoni, che spesso si intersecano: la dimensione sociale della donna e la dimensione privata dell’autoritratto. Col suo primo lavoro, Odd Days, racconta in una serie di ritratti il difficile percorso di guarigione dal disturbo alimentare. Mentre le sue immagini sono spesso di ispirazione sociale, Ghizzoni tende ad impiegare una narrazione personale e partecipativa, a volte anche fantastica, che nasce dall’intimo rapporto che crea coi soggetti. Nelle serie di autoritratti l’elemento ricorrente è un viscerale rapporto con l’ambiente, che che alterna autobiografia e finzione. Due volte insignita del World Press Photo per i suoi lavori sulla condizione femminile, il suo lavoro ha ricevuto numerosi premi:  Poyi, The Aftermath Project, Burn Magazine Emerging Photographer Grant, BBC Arabic Film and Documentary Festival, Margaret Mead Film Festival, Sony World Photography Award, tra gli altri. Il suo lavoro è stato ampiamente presentato in mostre personali e collettive, tra cui il Centro Nobel per la Pace di Oslo, Paris Photo, PhotoEspana, Auditorium di Roma, Athens Photo Festival, Ex-Mattatoio Roma. Nel 2022 è presidente di giuria per l’Europa al World Press Photo. Ghizzoni è TEDX speaker e tiene regolarmente lectures e lezioni in varie scuole ed Università europee. Co-fondatrice di MAPS Images, in Italia è rappresentata da MLB Gallery.

janowski_copyright_eugeniomazzinghi-2 Nicolás Janowski, Buenos Aires, Argentina. 1980. Janowski works between art, documentary practices and curatorial processes. His work is linked to the concept of territory, the sense of belonging and hybrid identities from an intersectional perspective in Latin America. The aspect of historical context is central in his narrative as well as its diffusion through transmedial and expanded platforms. Janowski’s late projects are characterized by using different mediums to support, complement, narrate and articulate stories: Offscreen sound, narrative sound, text, cartography and archival images are some  key elements often used in Janowski’s projects to recreate the idea of territory and habitat. He is deeply committed to collaborative practices. His most recent projects, both while teaching and in his own artistic production, are based on collaborative and experimental premises. He is mainly interested in working with architects, sound engineers, philosophers, dancers and political activists. Among other awards and distinctions, Nicolas has received recognitions at FotoVisura Prize and Burn Prize in 2013 and 1st Prize at Repsol Lima Photo Award in 2014. In 2015 TIME Magazine highlighted him as one of the 9 photographers to follow in Argentina and his book Fin del Mundo copublished by Chaco & Universidad de Cadiz (Spain) has been awarded the 1st prize Latin American Photobook in 2017. The same year he has been invited as the guest curator of the San José Foto International Photography Festival (Uruguay). He has exhibited individually in most countries in Latin America, Europe and the United States. His oeuvre is part of public and private collections. Argentina’s National Beaux Art Museum, Moscow’s Contemporary Art Museum & Juan Mulder’s private Collection among others. Beside from his artistic practice, he collaborates in activities related to Consulting, Curatorship and Management for different platforms whose main activity is the development and dissemination of contemporary Latin American photography. Janowski has been invited as jury of international awards, among others the García Marquez Foundation for the new Ibero-American journalism (Colombia), the FELIFA prize of the author’s book fair (Arg), Magenta Foundation International Prize (Canada) and the Photojournalism Prize for Peace Juan Antonio Serrano (Ecuador). Since 2016 he is a nominator for the 6×6 Talent of World Press Photo and the same year he was one of the 10 × 10 CLAP Latin America Photobook nominators. Since 2018, he has been nominator for WorldPress Photo of the Joop Masterclass. (Ritratto © Eugenio Mazzinghi)