Warsaw 2016 low-res
FotoLeggendo 2017 - Giovedì 22 giugno ore 19 - Officine Fotografiche Roma

Watermark di Michael Ackerman

di Michael Ackerman
a cura di Lina Pallotta

Giovedì 22 giugno alle 19 apre all’interno di FotoLeggendo negli spazi espositivi di Officine Fotografiche Roma la mostra Watermark di Michael Ackerman a cura di Lina Pallotta. La mostra sarà visitabile gratuitamente fino al 15 luglio.Nome: Sospensione,

Verbo: Sospendere: “Provocare un’interruzione temporanea, tenere in sospeso; sospendere il giudizio”.

Nel lavoro di Michael Ackerman, documentario e autobiografia concorrono alla finzione, e tutto si dissolve in allucinazione. La sua fotografia è sempre stata attraversata da tematiche ordinarie, al contempo grandiose e senza pretese. Tempo e atemporalità, storia personale e storia dei luoghi. Immagini deteriorate e danneggiate, non come scelta stilistica ma come rimando analogico all’esperienza, che non è mai incontaminata.

I particolari viaggi racchiusi nel suo libro Half Life abbracciano New York, L’Avana, Berlino, Napoli, Parigi, Varsavia e Cracovia, ma i luoghi non sono necessariamente riconoscibili. Già da tempo, nelle sue fotografie, Michael muove verso la cancellazione delle distinzioni geografiche e di altra natura. La traiettoria è chiara: allontanarsi dalle restrizioni del metodo documentario tradizionale per arrivare a una forma del tutto diversa di approdare al mondo.

Se il lavoro di Michael è a volte duro, i paesaggi ci riportano a una delicatezza equilibrata, a una fiducia nella bellezza. Michael ha un amore profondo per gli arcaici treni coperti di neve che attraversano l’Europa, soprattutto l’Europa Orientale, specialmente per i treni notturni, mezzo di trasporto preferito di entrambi. Su questi treni si percorrono centinaia di chilometri, ma durante il viaggio non si è in nessun luogo e, d’inverno, si fluttua in mezzo al biancore. Questo nulla in cui le cose fluttuano si riverbera nelle sue stampe, sebbene il bianco sia a volte fortemente vignettato, quasi fosse l’oscurità a imporlo. A tratti, invece, gli sfondi possono essere totalmente neri, e allora il soggetto irradia come una candela.

Negli ultimi anni Michael ha esplorato i cambiamenti concreti e la dimensione sognante della propria famiglia ristretta, moglie e figlia. Queste immagini, amorosissime e inevitabilmente audaci, riecheggiano di sincerità, calore, shock, di semplice erotismo e naturalmente d’amore che, quando lo si considera con onestà, comprende un baule di contraddizioni. La paura si mescola dunque all’audacia, la gioia comporta un po’ di trepidazione, l’innocenza è assolutamente reale, ma intricata e fugace.

Tuttavia, riflettendo sull’opera di Michael nel suo complesso, mi viene da pensare che una delle grandi sfide con cui gli artisti si misurano è capire quando fermarsi di fronte al proverbiale limite. Chi  cerca costantemente di superare il limite a volte cade in una trappola negativa che ha un proprio compiacimento. Un’immagine garbata o discreta o puramente bella può in realtà essere il rischio che non vogliono correre. Camminare sul filo è sempre stato parte integrante del lavoro di Michael, tuttavia non lo vedo cadere in questo tranello oscuro, ed è per questo che la sua opera è scabrosa ma mai cinica, forte ma anche dolce.

Estratti da “Sospensione” – un testo di Jem Cohen su Michael Ackerman

Biografia

Nato nel 1967 a Tel Aviv. Vive a Berlino.

Dalla sua prima mostra, nel 1999, Michael Ackerman ha lasciato la sua impronta per il suo approccio nuovo, radicale e unico. Il suo lavoro su Varanasi, intitolato End Time City sfugge ogni sorta di esotismo o qualsiasi tentativo di descrizione aneddotica per interrogare il tempo e la morte con una libertà che gli è concessa dall’uso di formati diversi, da quello panoramico – il cui utilizzo ha rinnovato – al quadrato e al rettangolare.

In bianco e nero, con un rischio permanente che lo ha portato ad esplorare illuminazioni impossibili, ha permesso alle immagini granulose di creare visioni enigmatiche e pregne. Michael Ackerman cerca – e trova – nel mondo che percorre, riflessi del suo personale malessere, dubbi e angoscia. Ha ricevuto il Premio Nadar per il suo libro “End Time City” nel 1999 e il Premio Infinity per Young Photographer dell’International Center of Photography nel 1998. Nel 2009 ha vinto il premio SCAM Roger Pic per la sua serie ““Departure, Poland “. Il suo ultimo libro “Half Life” è stato pubblicato nel 2010 da Robert Delpire. Nel 2014 ha collaborato con Vincent Courtois, violoncellista e Christian Caujolle, curatore, in uno spettacolo “L’intuition” che propone un dialogo tra fotografia e creazione musicale.

Questo spettacolo è stato presentato, tra l’altro, al festival Banlieues Bleues e al Rencontres d’Arles 2014. Il lavoro di Michael Ackerman è stato esposto negli Stati Uniti, in Europa e in Asia, e recentemente alla Galleria Tete di Berlino.

E’ rappresentato dalla Galerie Camera Obscura, Parigi, e dalla Galleria MC2 di Milano.

Info mostra
Inaugurazione

Giovedì 22 giugno, ore 19.00

Officine Fotografiche Roma

Via Giuseppe Libetta 1, 00154 – Roma

Orari

dal 22 giugno al 15 luglio
dal lunedì al venerdì 10-13 / 14.30-19
sabato e domenica chiuso