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Concorso Portfolio in Mostra - lunedì 17 giugno dalle 18 - Spazio Piano Aule -

Blanca Y Negra di Luca Paccusse

fotografie di Luca Paccusse

Blanca y negra

L’Avana, Cuba, Febbraio 2016.

La vita scorre nelle strade della capitale cubana tra decadenti edifici coloniali, vecchie automobili americane anni ’50, melodie di son che si ascoltano lungo il Malecón, giovani e anziani che giocano a domino all’aperto.

Nonostante i lenti cambiamenti che sta vivendo il paese nel corso degli ultimi anni, il calendario della storia sembra essersi fermato all’Avana. Percorrendo le strade di questa città si viene travolti da una bellezza imperfetta e dalla solarità della gente, ma anche da un sottile velo di malinconia.

“Blanca y negra” è composta da una serie di scene di vita quotidiana catturate all’inizio del 2016 nelle strade dei quartieri di Habana Vieja, Centro Habana, Cayo Hueso. Istantanee in bianco e nero, come la pelle delle persone che abitano questa isola caraibica e come la revolución, con le sue luci e le sue ombre.

Una Cuba sospesa nel tempo, legata ad un passato fatto di conquiste e illusioni, ma in speranzosa attesa di un futuro ancora ricco di incognite.

 

Luca Paccusse

Nato a Roma nel 1986. Si dedica prevalentemente alla fotografia di strada e documentaria. Dal 2014 è socio di Officine Fotografiche dove oltre ai corsi ha frequentato laboratori (Il tram a Roma dal Tram, Roma 3.0 – Il nuovo nella città eterna, Roma + Officine Fotografiche) e presentato le sue foto in diverse edizioni del festival FotoLeggendo.

Negli ultimi anni ha partecipato  a varie pubblicazioni (Cities di Italian Street Photography, Metropolis di 14&15 Mobile Photographers, Short Street Stories di Exhibit Around) e mostre collettive, ultima delle quali Street Sans Frontières a Parigi.

Southern Italy
Mostra fotografica - giovedì 13 giugno 2019 - Museo di Roma in Trastevere

Una diversa bellezza - Italia 2003 - 2018

fotografie di Emiliano Mancuso
a cura di Renata Ferri

“Una diversa bellezza – Italia 2003-2018” è la mostra dedicata al lavoro di Emiliano Mancuso.

Curata da Renata Ferri,  presenta quattro differenti corpi di lavoro realizzati lungo l’arco di quindici anni in cui emerge un’Italia dolente, senza illusioni, in perenne oscillare tra la conferma dello stereotipo e la cartolina malinconica.

Emiliano Mancuso ha usato tecniche e linguaggi diversi: bianco e nero, colore, immagini digitali o analogiche. E anche polaroid, importanti perché nella loro immediatezza accompagnano il passaggio dell’autore dall’immagine fissa a quella in movimento, che lo renderà, nell’ultima parte della sua vita, precocemente interrotta, regista.  Senza abbandonare il suo terreno d’indagine, semmai amplificandolo grazie all’audio e al video, Emiliano Mancuso traccia un Paese intessuto di microstorie, di esperienze che ci appaiono nude nella loro sincerità.

In mostra saranno esposte un’importante selezione di fotografie tratte da Terre di Sud, Stato d’Italia,Il diario di Felix e Le Cicale, insieme alla proiezione dei due documentari Il diario di Felixe Le Cicalee di un blob di video realizzati dall’autore durante tutti i suoi viaggi: spezzoni, frammenti, interviste e monologhi.

La mostra è prodotta e organizzata da Officine Fotografiche Roma con Zona, PCM Studio e Postcart edizioni, e con la collaborazione della famiglia di Emiliano Mancuso.

Mostra promossa da:

Roma Capitale, Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali
ORGANIZZAZIONE E PRODUZIONE
Officine Fotografiche Roma con Zona, PCM Studio e Postcart Edizioni

DIGITAL IMAGING PARTNER
Canon

MOSTRA A CURA DI
Renata Ferri

TESTI
Lucia Annunziata
Renata Ferri
Mimmo Lombezzi
Domenico Starnone

TRADUZIONI IN INGLESE
Francesca Povoledo

UFFICIO STAMPA
Roberta De Fabritiis

STAMPE
Digid’a di Davide Di Gianni

CORNICI
Ditta Fiammeri di Francesco Cardini

GRAFICA
Anna Lavezzoli

Info mostra

Emiliano Mancuso
Una diversa bellezza – Italia 2003–2018
A cura di Renata Ferri

Museo di Roma in Trastevere
Piazza S. Egidio 1/b Roma

Apertura al pubblico
14 Giugno – 6 ottobre 2019
Orario
Da martedì a domenica ore 10.00 – 20.00
La biglietteria chiude alle ore 19.00
Chiuso lunedì

Biglietti
Tariffe non residenti: Intero € 6,00 Ridotto € 5,00
Tariffe residenti: Intero € 5,00 Ridotto € 4,0
Ingresso gratuito con la MIC card e per le categorie previste dalla tariffazione vigente

Ulteriori info                                
060608 (tutti i giorni ore 9:00 – 19:00)
www.museodiromaintrastevere.it
www.museiincomune.it

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Portfolio in mostra - lunedì 3 giugno 2019 - Officine Fotografiche Roma - spazio piano aule

Gabriella di Claudio Imperi

di Claudio Imperi

“Gabriella” è il mondo. Lo è per Cristian, Giuseppe e Nasir, che ogni notte alle 2.30 partono dal porto di Anzio per farvi ritorno solo il pomeriggio seguente.

È un mondo composto da un italiano, un tunisino ed un egiziano. Litigano sì, ma solo perché la vita sopra Gabriella è dura, non certo perché sono di nazionalità diverse. Anzi, qui ogni differenza è azzerata. Perché qui devi lavorare per te e per gli altri, qui ci sono solo le braccia, le mani, le gambe e il cervello. Il resto non conta. Perché a bordo di Gabriella sale prima di tutto la fatica che ti concedi di guardare solo verso una direzione, verso l’unico obiettivo comune: la pesca.

Ed è la pesca che detta le regole, che ti insegna il rispetto per la natura, per i suoi tempi e le sue esigenze.

Gabriella è una donna, una moglie, un’amante, una madre. E’ il micro mondo su cui tutti noi dovremmo vivere almeno una volta, per farci le domande che la terra ferma, con la sua tranquillità, non ci permette di fare.

Il mare è l’universo da affrontare, se si vuol cambiare il proprio animo.

CLAUDIO IMPERI

Sono nato e vivo a Roma.

Appassionato di fotografia inizio i miei primi scatti in analogico negli anni ’80, con i primi approcci alla camera oscura e uso prevalente di pellicola Kodachrome.

Nel 2009 ho iniziato a frequentare Officine Fotografiche, e lì ho trovato finalmente un ambiente e gli stimoli adatti per dedicarmi con più consapevolezza alla fotografia, affrontando e sviluppando attraverso il Reportage temi di indagine sociale e di analisi del  paesaggio urbano in generale.

Ho fatto parte del pool di fotografi che ha realizzato il progetto:“RhOME Sguardi e memorie migranti”, presentato con una mostra nel Febbraio 2014 al Museo di Roma a Palazzo Braschi.

Durante il Festival di Fotoleggendo 2014 e 2015 ho esposto rispettivamente :

Giardini Urbani” e “Uomini dell’Asta”(Anzio).

Fra il 2017-18 ho prodotto e curato il mio progetto personale sul quartiere  Garbatella

“Là dove vivono i ricordi”.

 

Info mostra

Info mostra
dal 3 al 14 giugno 2019
Spazio Piano Aule
Officine Fotografiche Roma
via Giuseppe Libetta,1
00154 – Roma

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mostra fotografica - Giovedì 20 giugno ore 19 - Officine Fotografiche Roma

Wor - Walls of Rome

di Ernesto Notarantonio
a cura di Cecilia Cicci

WOR – Walls Of Rome è un progetto fotografico che ha avuto inizio nel 2017,  attraverso il quale l’autore esplora in modo quasi investigativo le opere di Street Art presenti a Roma.

La capitale negli ultimi anni vanta di un’importante presenza di murales che hanno cambiato l’aspetto della città, non solo da un punto di vista urbanistico, piuttosto ne è nato un nuovo linguaggio artistico e comunicativo, integrato nel tessuto sociale, soprattutto nelle zone periferiche e industriali dove veri e propri ‘musei a cielo aperto’ hanno disegnato uno strato culturale nel panorama urbano, in grado di raccontarne memorie, caratteristiche e identità del quartiere che li ospita. L’Arte Contemporanea interagisce quotidianamente coi cittadini, diventando un dono pubblico.

L’autore nutre un forte interesse per questa forma d’arte: “Quello che conta per me sono solo le vibrazioni e le emozioni che percepisco e che mi mettono in relazione con l’opera, e che mi fanno decidere di fotografarla”. Il suo non è un classico approccio fotografico, con l’idea esclusivamente documentaristica, piuttosto è una nuova forma di interpretazione personale, visiva ed immaginaria, rielaborata nella composizione del lavoro finale.

Notarantonio scatta usando esclusivamente pellicole istantanee – Polaroid e Fuji – realizzando molteplici scatti, accompagnati da un movimento fisico, seguendo un ritmo in base alla dimensione dell’opera che ha davanti, raccogliendo così tanti tasselli quadrati e rettangolari che verranno poi uniti componendo il murale con una sequenza immaginata e vista precedentemente nella sua mente.

 

L’opera sul muro da lui scelta viene ripresentata al pubblico come una sorta di mosaico che richiama l’animazione cinematografica, con un tocco pop. Negli ultimi lavori interviene anche manualmente sulle pellicole, con colori acrilici, nastri adesivi, combustioni e manipolazioni con spatole (intervento che predilige), aggiungendo così una firma artistica e artigianale; il suo sogno da bambino era diventare un fumettista e il disegno era la sua attività preferita. Un chiaro riferimento artistico e fotografico è visibile nella sua ricerca, autori del calibro di David Hockney, Maurizio Galimberti, Pablo Picasso, Andy Warhol, Jean-Michel Basquiat, hanno influenzato il suo lavoro come fonte di ispirazione intima e individuale.

 

WOR vuole celebrare l’arte in particolare la Street Art; la fotografia come mezzo di testimonianza e conservazione preserverà queste opere dal loro destino contro le usure del tempo.

 

Nella mostra sono rappresentate le opere dei seguenti artisti: Atoche, Alessia Babrow, Herbert Baglione, Blu, Giorgio Celin, Dilka Bear & Paolo Petrangeli, Dirk, Er Cervello, Ex-Voto, Stefania Fabrizi, Gods in Love (Alessandro Suzzi), HOT BOYS, MAUPAL, Alice Pasquini, Antonino Perrotta+ P.A.T., Qwerty, Roxy in the Box & Iabo, Seth, Tvboy, Manuela Merlo Uman + P.A.T.

Bio

Ernesto Notarantonio nasce a Roma nel 1967, dove vive e lavora.

Da bambino la sua passione era il disegno, ma scelte più razionali lo hanno portato a laurearsi in Ingegneria.

Nel 2000 studia “Graphic Design e Pubblicità“ presso lo IED di Roma, seguendo la passione per la comunicazione visiva e l’immagine.

Nel 2007 la sua curiosità ed irrequietezza gli aprono il mondo della fotografia attraverso una serie di esperienze formative presso Officine Fotografiche; contemporaneamente frequenta due corsi di scrittura creativa presso la scuola Omero di Roma.

Sin dall’inizio nei suoi progetti personali predilige la pellicola bianco e nero, sia nel formato 35 mm che nel formato medio 6×6, per una ricerca sull’architettura e sui paesaggi urbani, ampliata in seguito su altri temi sia di tipo introspettivo che legati al mondo dell’arte in generale.

Nel 2008 inizia ad usare le pellicole Polaroid, che diventeranno negli anni un mezzo importante per esprimere la sua visione artistica, con un approccio sempre più istintivo e artigianale al mondo analogico, cercando di progettare la casualità.

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Concorso Portfolio in mostra - Dal 20 al 31 maggio 2019 - Spazio Aule Officine Fotografiche Roma

"Piccole storie di ieri"

di Luca Chiaventi

All’interno del concorso Porfolio in mostra inaugura lunedì 20 maggio “Piccole storie di ieri” di Luca Chiaventi.

Nate durante la partecipazione al gruppo di lavoro di Officine Fotografiche “1,2,3 Stella”,  questa serie di immagini, provenienti da filmini 8 e Super 8 girati tra il 1968 e il 1974, sono piccole storie ognuna corredata da un testo di Claudia Moretta.
Ho coinvolto Claudia in questo progetto per cercare di capire cosa queste sequenze provocassero ad un osservatore esterno, al di fuori dei miei ricordi e delle mie specifiche emozioni. Tale lavoro è da intendersi come una ricerca di un linguaggio originale, emotivo e personale.”

 

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Concorso Portfolio in mostra - dal 6 maggio 2019 - Spazio Piano Aule - Officine Fotografiche Roma

Kirghizistan - fotografie di Mauro Brienza

Kyrgyzstan

Un paesaggio incontaminato accessibile solo nei mesi più caldi, addormentato sotto metri di neve per tutto il resto dell’anno. La vita nella steppa scorre lenta; un’esistenza dura, immutata da secoli, di uomini ed animali insieme. Qui i nomadi aprono le porte delle loro yurte e accolgono il viaggiatore che si trovi a passare per queste aspre ed aride pianure. I loro visi appaiono solcati dal vento come la steppa che li circonda, ma l’impressione dei loro sorrisi resta difficile da dimenticare una volta ripartiti.

 

Mauro Brienza

da sempre appassionato di viaggi e fotografia si interessa di paesaggi urbani, street photography e fotografia di viaggio.

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mostra fotografica - giovedì 23 maggio ore 19 - Officine Fotografiche Roma

Confiteor

di Tomaso Clavarino
a cura di Teodora Malavenda

Apre giovedì 23 maggio alle 19 negli spazi di Officine Fotografiche Roma, via Giuseppe Libetta 1 – la mostra Confiteor (Io Confesso) con le immagini di Tomaso Clavarino a cura di Teodora Malavenda.

A partire dal 2004 più di 3.500 casi di abusi su minori commessi da preti e membri della Chiesa sono stati riportati al Vaticano. Nel 2014 un report delle Nazioni Unite ha accusato il Vaticano di adottare sistematicamente azioni che hanno permesso a preti e membri della Chiesa di abusare e molestare migliaia di bambini in tutto il mondo.

Centinaia di casi sono stati registrati, e continuano ad essere registrati, in Italia, dove l’influenza del Vaticano è più forte che altrove, e pervade vari livelli della società.

Spesso gli abusi cadono nel silenzio, i casi vengono nascosti, le vittime hanno paura di far sentire la loro voce. Hanno paura della reazione delle persone, dei loro cari, dei loro amici, delle comunità nelle quali vivono. Le vittime sono barricate in un silenzio agonizzante, non vogliono far sapere nulla delle violenze subite.

Costrette a vivere con un peso che si porteranno dietro tutta la vita, incapaci di dimenticare il passato.

Le ferite sono profonde, le memorie pesanti, i silenzi assordanti.

“Confiteor (Io Confesso)” è un viaggio di due anni in queste memorie, in queste ferite, in questi silenzi.

Nato nel 1986 a Torino, Tomaso Clavarino è un fotografo documentarista.

I suoi lavori sono stati pubblicati su numerose riviste, quotidiani e media, tra i quali Newsweek, The New York Times, Washington Post, The Atlantic, Der Spiegel, Al Jazeera, Vice, HUCK, Vanity Fair, The Guardian, D-La Repubblica, Internazionale, etc…

Parallelamente sviluppa progetti più personali e a lungo termine che sono stati esposti e proiettati in alcuni dei più importanti festival di fotografia: Athens Photo Festival, Fotografia Europea, Format 19, Les Rencontres d’Arles, Photo Kathmandu, Obscura Festival, Fotografia Etica, Encontros da Imagem, etc…

Il suo sito web è www.tomasoclavarino.com

Info mostra

CONFITEOR (Io Confesso)
Fotografie di Tomaso Clavarino

a cura di Teodora Malavenda
Inaugurazione
giovedì 23 maggio ore 19
dal 24 maggio al 14 giugno 2019
dal lunedì al venerdì
10 – 13.30 / 15.30 – 19.00
sabato e domenica chiuso

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Concorso Portfolio in mostra - Apertura mostra lunedì 8 aprile - Spazio Piano Aule

Identificazioni visionarie

fotografie di Antonella Simonelli

 Identificazioni visionarie       

Girovagando nelle stanze dei musei ti accorgi che quello che hai davanti agli occhi è qualcosa di vitale. Da qui una riflessione sul rapporto tra opera d’arte e spettatore. Molto spesso colui che guarda nell’opera si riflette ma anche si perde, nonostante si metta di fronte all’opera ben strutturato con le sue conoscenze, le sue esperienze, le sue emozioni, a volte trova in essa qualcosa in cui perdersi, un io che non è il suo io ma un’identità aperta, spesso ritroviamo noi stessi dopo esserci smarriti. Da qui l’idea che colui che guarda da senso all’opera: dalla relazione tra ciò che vede e ciò che questo gli provoca si attua quell’esperienza di perdita che in realtà permette di conoscersi. Allora se l’opera viene vitalizzata da colui che guarda, allo stesso modo il visitatore guardando vive un’esperienza di identificazione visionaria che in un modo o nell’altro può trasformarlo e cambiarlo.

Queste foto cercano di raccontare tutto questo su un piano metaforico e simbolico e in un linguaggio estetico il più vicino possibile all’esperienza vissuta.

Antonella Simonelli

Sono nata e vivo a Roma. La passione per la fotografia si manifesta fin dal gli anni del liceo, quando complice una Konica acquistata da mio padre, apprendo i primi rudimenti di fotografia analogica. Sono gli anni degli scatti di viaggio e delle foto con gli amici. Segue poi una lunga pausa nella quale mi dedico agli studi e alla famiglia, mi laureo in scienze storiche, ma la passione poi riprende più forte con l’avvento del digitale e a fianco a questo anche la curiosità e l’interesse per tutto quello che gira intorno a questa forma d’arte. Faccio parte del circolo fotografico PhotoUp, amo sperimentare nuove forme di linguaggio fotografico, continuo a frequentare corsi e workshops perché penso che la fotografia sia anche ricerca, scoperta di nuovi orizzonti che aiutino a guardare sempre oltre, solo così possiamo tentare di portare alla luce ciò che resta celato ad uno sguardo distratto, provare a cogliere l’essenza delle cose e delle persone.

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Mostra fortografica - sabato 6 aprile h 19:00 inaugurazione e presentazione del catalogo - Teatro Palladium

I corpi del Butoh - Fotografie di danza tra Oriente e Occidente

Immagini di Alberto Canu, Emilio D’Itri, Samantha Marenzi
a cura di Samantha Marenzi

Tre fotografi, tre sguardi sulla danza, dentro e fuori dalla scena. Il Butoh, i suoi protagonisti, i suoi spettacoli e le sue contaminazioni sono al centro di questa rete di sguardi che ha interrogato il corpo danzante. Lo spettacolo è solo uno strato della danza, che si nutre dei tempi lunghi del lavoro, delle prove, delle danze solitarie che sostanziano la ricerca oltre che fornire materiali alle performance. E il teatro è solo uno dei suoi possibili luoghi. La mostra accoglie i diversi tempi della danza visti da  tre fotografi che utilizzano stili e tecniche differenti, dall’analogico al digitale, e che hanno stabilito un dialogo coi danzatori. Foto di scena, ritratti degli artisti, foto di danza. Fotografie, non semplici tracce, immagini autonome nelle quali la danza trova un nuovo palcoscenico, e il Butoh osserva se stesso spogliato dall’esotismo delle forme. A guardare verso l’obiettivo è il mistero che il Butoh mette in gioco: il corpo e la sua presenza enigmatica, che precede e sottende ogni espressione.

La mostra, inserita nella rassegna a cura dei docenti di teatro del Dams di Roma Tre Il paese fertile, presenta in anteprima romana una selezione dei lavori esposti a Palazzo Ducale di Genova all’interno del festival  Testimonianze ricerca azioni di Teatro Akropolis (novembre 2018). Allestita negli spazi del Teatro Palladium di Roma e visibile dal 3 al 12 aprile (h 10:00-12:00 e 16:00-chiusura teatro), verrà inaugurata sabato 6 aprile alle 19:00, contestualmente alla presentazione del catalogo. La giornata dedicata al Butoh prosegue con la performance Opheleia della danzatrice Alessandra Cristiani. La mostra è allestita in parte nel foyer e in parte in sala: questa ultima zona è visitabile negli orari diurni e, il giorno dell’inaugurazione, solo a fine spettacolo.

Informazioni sulla performance qui: http://teatropalladium.uniroma3.it/blog/class/ophelia/

Informazioni sulla rassegna qui: http://teatropalladium.uniroma3.it/blog/2019/03/15/il-paese-fertile-ricerca-teatrale-al-dams-delluniversita-roma-tre/

L’ingresso alla mostra è gratuito. L’ingresso agli spettacoli prevede il pagamento del biglietto di ingresso.

Alberto Canu – fotografo di scena del festival internazionale di danza Butoh Trasfrom’azioni, organizzato a Roma dalla Compagnia Lios, e del Progetto Eliogabalo, in collaborazione con l’Akira Kasai Dance Company di Tokyo. Per entrambi i progetti ha curato la grafica, realizzato le locandine, disegnato e gestito le pagine web. Ha realizzato diverse mostre ispirate al corpo in scena, al Butoh dei performer occidentali e agli spettacoli di euritmia eseguiti da danzatori giapponesi, indagando la contaminazione tra Oriente e Occidente nella cultura della danza.

Emilio D’Itri – tra i primi fotografi italiani a riprendere gli spettacoli dei danzatori giapponesi, è stato autore di esposizioni, illustrazioni di volumi e della nota mostra Paesaggi dell’anima, composta da una galleria di ritratti dei grandi maestri del Butoh. È il fondatore e direttore artistico di Officine Fotografiche, uno dei centri più attivi nella diffusione della cultura fotografica a Roma, dove è nato, e a Milano. È il creatore del festival internazionale FotoLeggendo, oltre che del progetto Obiettivo Donna, sulla fotografia femminile.

 

Samantha Marenzi – specializzata in fotografia analogica e tecniche antiche di stampa, realizza e cura mostre e insegna tecniche analogiche e fotografia di scena. Membro fondatore della Compagnia Lios, si forma come danzatrice coi maestri del Butoh e collabora con la Akira Kasai Company. Contribuisce al festival Trasform’azioni come fotografa oltre che come performer e organizzatrice. Indaga le immagini di danza anche dal punto di vista storico-teorico, con un progetto di ricerca all’Università Roma Tre, dove è docente di Iconografia del teatro e della danza.

Info mostra

I corpi del Butoh

Fotografie di danza tra Oriente e Occidente

Mostra fotografica a cura di Samantha Marenzi

Immagini di Alberto Canu, Emilio D’Itri, Samantha Marenzi

3 > 12 aprile 2019

sabato 6 aprile h 19:00

inaugurazione e presentazione del catalogo
Teatro Palladium
Piazza Bartolomeo Romano, 8 – Roma
la mostra è inserita nella programmazione della rassegna
Il paese fertile. Ricerca teatrale al DAMS dell’Università Roma Tre a cura del gruppo dei docenti di teatro del Dams

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Mostra fotografica - Inaugurazione mercoledì 20 marzo ore 19 - Officine Fotografiche Roma

Rhome

di Jean-Marc Caimi e Valentina Piccinni
a cura di Lorenzo Castore

Mercoledì 20 marzo alle 19 inauguriamo a Officine Fotografiche Roma la mostra “Rhome” di Jean-Marc Caimi e Valentina Piccinni a cura di Lorenzo Castore.

Jean-Marc Caimi e Valentina Piccinni vivono a Roma, città dalla quale sono stati adottati. 

Dopo anni di esplorazioni di altri mondi i due fotografi hanno avuto l’urgenza di entrare sotto la pelle della città. 

Il loro viaggio attraverso Roma ha fatto emergere microcosmi che si intrecciano in un effetto domino di incontri e situazioni. 

Luoghi, istanti di vite private, atmosfere: uno scenario fuori dagli stereotipi, lontano dall’immaginario turistico, affrontato senza filtri. 

Con Rhome, Caimi e Piccinni presentano il secondo capitolo del progetto a lungo termine su tre “città in transizione” (Napoli, Roma, Istanbul): metropoli vulnerabili, in bilico, sempre esposte alla mutazione. 

Rhome ha vinto il primo premio del FUAM Dummy Book Award diventando recentemente un libro che racchiude 128 immagini del considerevole corpus di fotografie di cui è composto l’intero lavoro. 

Il capitolo del progetto a lungo termine dedicato a Napoli è stato pubblicato dall’editore Witty Kiwi con il titolo “Forcella”. 

La scelta delle immagini in mostra e il modo in cui sono presentate è il frutto della collaborazione di Caimi e Piccinni con Lorenzo Castore, fotografo con il quale il duo condivide una visione artistica e umana. 

Le stampe sono state realizzate da Digid’a fine art prints di Davide di Gianni.

 

Jean-Marc Caimi e Valentina Piccinni collaborano dal 2013 realizzando progetti sia documentaristici che di fotografia intima e personale. 

I loro reportage appaiono regolarmente sulla stampa e i media internazionali ricevendo numerosi riconoscimenti. 

Dai progetti autoriali a lungo termine, alla rivoluzione e la guerra in Ucraina, dai disastri ambientali, alla migrazione, al centro dei loro lavori la necessità e il desiderio di rappresentare da vicino storie umane, entrando in stretta relazione con le persone che fanno gli eventi.   

Del duo sono stati pubblicati quattro libri di fotografia in bianco e nero (Rhome, Forcella, Same Tense e Daily Bread) e i lavori esposti in diverse mostre personali in Europa e in Asia in gallerie come Vasli Souza Galleri (Svezia), Reminders Photography Stronghold (Giappone), Kunsthalle-Emden (Germania), Interzone Galleria (Italia) e in numerosi festival internazionali. 

www.caimipiccinni.com

Info mostra

Jean-Marc Caimi e Valentina Piccinni
Rhome
a cura di Lorenzo Castore
dal 20 marzo al 12 aprile 2019

Inaugurazione mercoledì 20 marzo ore 19

Visita guidata alla mostra giovedì 4 aprile alle ore 19

Officine Fotografiche Roma
Via G. Libetta, 1
orari di visita:
dal 21 marzo al 12 aprile
lunedì – venerdì ore 10.00-19.00
chiuso sabato e festivi
ingresso gratuito