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Finalisti del Premio Celeste - venerdì 21 aprile ore 19 - Officine Fotografiche Roma

Streamers - i progetti finalisti in mostra

A cura di Irene Alison

Venerdì 21 aprile ore 18 a Officine Fotografiche inaugura la mostra Streamers a cura di Irene Alison. Durante la serata la chief-juror Irene Alison annuncerà i nomi dei due progetti vincitori che si aggiudicheranno gli 8.000 €.
Un caloroso ringraziamento ai giurati Xavier Antoinet, Camilla Invernizzi, Arianna Rinaldo e James B Wellford per la scelta dei progetti finalisti.

Esplorazione, introspezione. Viaggio in avanti nel tempo per indovinare i percorsi del futuro, o a ritroso, nella memoria, per preservare ricordi e nutrire le radici. Partecipazione, documentazione, astrazione: approcci diversi a un racconto visivo che quasi sempre mette al centro il conflitto, il rimosso collettivo, i nodi non sciolti. Che si tratti di un muro, di una guerra o di una piccola e personalissima frattura come un divorzio.

Ma quante funzioni può avere oggi la fotografia? Quante lingue diverse può parlare? La collettiva Streamers, che riunisce il lavoro dei dieci finalisti dell’omonimo premio, è una breve traiettoria che tocca alcuni punti del discorso visivo contemporaneo proponendo l’opera di fotografi e artisti differenti, uniti per l’occasione da un filo rosso che prova a tenere insieme (anche con salti e snodi azzardati) un pensiero condiviso sulla fotografia come strumento utile a decifrare e metabolizzare la complessità del tempo/mondo in cui viviamo.

A questi fotografi, selezionati dalla giuria tra tutti i partecipanti al premio per la qualità dei loro lavori, abbiamo chiesto di condividere con noi non solo l’approdo finale del loro itinerario, ma anche le tappe del loro processo creativo, nel tentativo di fare di Streamers un’occasione di riflessione sull’importanza dell’architettura progettuale in un’epoca di bulimia iconografica; sulle diverse declinazioni che può assumere il linguaggio fotografico in funzione di un determinato contenuto; sulla progressiva messa a fuoco del punto di vista sul contesto o concetto al centro del racconto. Attraverso gli account che i candidati hanno aperto nello spazio virtuale di Streamers, abbiamo visto i loro progetti prendere forma, abbiamo seguito il filo del loro pensiero visivo, abbiamo avuto l’opportunità di frugare tra i loro appunti, di consultare le loro mappe, di ricostruire gli indizi e le ispirazioni attraverso i quali sono approdati a una certa interpretazione e sintesi. Abbiamo avuto modo di valutare le loro scelte di editing e le loro decisioni nello stabilire una gerarchia tra le immagini. Abbiamo provato a immaginare un premio che fosse (per tutti) una possibilità di confronto e non solo di giudizio, disegnando i confini di un playground in cui provare – fuori dagli asfittici limiti dei premi-lotteria – a definire se stessi e a mettere il proprio lavoro in prospettiva, fornendo un background, ripercorrendo un cammino, rivelando le prove e gli errori del work in progress.

A conclusione del premio, la collettiva vuol essere uno spazio aperto di dialogo  tra queste voci fotografiche così diverse, in cerca di assonanze, differenze, parallelismi e contrasti da elaborare e rielaborare liberamente: il filo rosso che lega insieme questi lavori è un’ipotesi, una sfida, un pensiero che può essere tagliato e riannodato come si vuole.

Molti dei loro progetti sono tutt’ora in corso, sono inizi di racconti più ampi, tappe di un viaggio che parte da qui ma che arriverà più lontano: Streamers è anche, quindi, un’occasione per scoprirli, conoscerli, appassionarsi al loro tragitto, e decidere che vale la pena non perderli di vista.

Irene Alison

Progetti in mostra:
Arianna Arcara ‘On the other side of’
Pietro Paolini TerraProject Photographers ‘Caso collettivo 11.227′
Fabio Moscatelli ‘A Sky Full Of Stars For A Roof’
Michael Cheung ‘Underground Life’
Francesca Cao ‘Hidden identities’
Franco Monari ‘E poi verrà la nebbia’
Davide Monciatti ‘on land’
Daria Addabbo ‘Marco’
Alberto Giuliani ‘Surviving humanity’
Diambra Mariani ‘The last summer’

Info mostra

Streamers
a cura di Irene Alison
Inaugurazione mostra
venerdì 21 aprile 2017 ore 18

Officine Fotografiche Roma
Via G. Libetta, 1
Tel. +39 06 97274721

orari di visita
dal 26 aprile al 5 maggio 2017
lunedì – venerdì ore 10.00/13.30 e 14.30/19.00
Ingresso gratuito

 

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Fotografie del gruppo di lavoro - Macro & Close-up - Inaugurazione mostra giovedì 20 aprile ore 19 - Teatro Ambra alla Garbatella

Opus Tessellatum

coordinatori del gruppo Liliana Ranalletta, Antonio Russo, Stefano Majolatesi

Giovedì 20 aprile alle 19 inaugura al Teatro Ambra alla Garbatella la mostra Opus Tessellatum, del gruppo di lavoro “Marco&Close up“coordinato da Liliana Ranalletta, Antonio Russo, Stefano Majolatesi. 

“Che si tratti di una casa, delle stelle o del deserto, quello che fa la loro bellezza è invisibile.”

Antoine de Saint-Exupéry, Il piccolo principe

La fotografia macro è spesso pensata e immaginata come uno strumento per vedere scientificamente i dettagli di esseri dalle piccole dimensioni, come un mezzo per indagare la realtà.

Il gruppo ha iniziato il suo percorso e ha lavorato a lungo su questi temi che sono alla base dell’apprendimento di una tecnica solida e più che mai necessaria. In seguito si è provato a uscire dalle regole e a scomporle, ad usare tecnica e sentimento per guardare il mondo da un altro punto di vista, e trovare in esso quella bellezza a volte nascosta e spesso ignorata.

Ogni lavoro qui esposto è un progetto a sé, con un titolo, un tema portante, un senso. Guardandoli tutti insieme sembrano tessere di un unico disegno, un insieme di figure che si compongono e si avvicinano per colore, forma, grafismo. Un continuum armonico, come la stessa natura intorno a cui si richiamano e dalla quale prendono spunto. Da qui il titolo di questa collettiva.

In essa troviamo soggetti molto diversi. Dettagli di ruggine, dita che si muovono su tasti, sfere attraversate da luci colorate e fiori che sembrano disegni botanici. Parti, dettagli, segmenti astratti che a volte si fatica a capire da dove vengano.

Questo è stato il filo conduttore di tutti gli autori. Ognuno con la sua sensibilità, ognuno con la sua curiosità è andato, guardando da vicino, a scovare tratti che ad uno sguardo veloce possono sfuggire. Immagini che richiedono di andare oltre, che non vogliono presentare la realtà per quello che è, ma per quello che suscita, mentre si cerca un senso in oggetti noti e quotidiani.

Fotografi:
Anna Ammendolia, Fiammetta Carloni, Peppino Giannone, Giuseppe Marsoner, Maria Teresa Menna, Roberto Palombarani, Giuseppe Quattrone, Achille Salerni, Alessandro Vitale, Angela Volpe

Info mostra

Teatro Ambra alla Garbatella
dal 20 aprile al 21 maggio 2017
Inaugurazione giovedì 20 aprile 2017 ore 19

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Selezionata al concorso Portfolio in mostra - Apertura mostra lunedì 10 aprile - Officine Fotografiche Roma - spazio piano aule

Razionalismo-dialogo tra linee e forme di Simona Ballesio

di Simona Balesio

E’ un occhio particolare quello di chi fotografa: un occhio che non si accontenta di guardare la realtà che vede, ma vuole scrutare tra le pieghe di quello che osserva, indagare i nessi che si celano sotto le apparenze, scoprire significati meno apparenti e forse più veri.

Simona Ballesio da sempre è affascinata dai particolari che compongono la realtà, una porta scrostata, un albero vede dal finestrino di un treno, un viso di un gitano che balla. Il suo occhio coglie una parte del mondo che vede, e quella parte, da sola o sommata ad altri particolari, ricostruisce una realtà che sottolinea emozioni diverse da quelle apparenti, più segrete e più misteriose.

E’ quello che succede anche quando la fotografa guarda gli edifici del Razionalismo romano.

Il quartiere dell’EUR, il Foro Italico, l’Università La Sapienza, ma anche le tante palazzine sparse nei quartieri della Capitale, o di Ostia, sono capolavori della storia dell’architettura internazionale, perché hanno rivoluzionato il linguaggio architettonico italiano facendolo diventare moderno e internazionale, e perché disegnavano quartieri monumentali e funzionali insieme, pensati per rispondere a esigenze pubbliche e private di una città moderna.

Le linee geometriche che caratterizzano l’architettura di Adalberto Libera, Ernesto La Padula, Mario de Renzi, Luigi Moretti, Enrico Del Debbio, ma anche le loro forme tonde o quadrate che si intersecano o tagliano perpendicolari, disegnano edifici monumentali e case di abitazione usando la stessa sintassi compositiva sia nella grande dimensione che in quella piccola le stesse linee e le stesse forme.

Guardando le immagini, in ogni dettaglio architettonico emerge la stessa solennità, la stessa perfezione compositiva, la stessa pulizia e lo stesso rigore dell’intero progetto, sia che si tratti di particolari dei villini del lungomare di Ostia, o degli edifici del Foro Italico, sia che sia il Palazzo dei Congressi dell’Eur o la Facoltà di Fisica dell’Università La Sapienza.

Una scoperta che è anche un’emozione per la fotografa, che la sottolinea accoppiando due fotografie insieme, un modo di rafforzare un’immagine con l’altra, di sottolineare il concetto, di far nascere un dialogo tra una forma e l’altra, tra una linea e l’altra.

 

[ testo a cura di Linda de Sanctis ]

Officine Fotografiche Roma
dal 10 al 26 aprile 2017
Spazio Piano Aule

Concorso Portfolio in Mostra - Apertura mostra 27 marzo 2017 - Officine Fotografiche Roma - spazio Piano aule

Yo soy Fidel di Aldo Feroce

Fotografie di Aldo Feroce

La Carovana  con le ceneri del  Comandante è partita il giorno 30 novembre 2016 dall’Avana  alla volta di Santiago di Cuba.  Le spoglie mortali del Presidente,  avvolte nella bandiera cubana e protette da una teca di vetro,  hanno percorso lo stesso tragitto che nel gennaio 1959, a pochi giorni dal trionfo della rivoluzione, Fidel Castro intraprese per raggiungere  L’Avana.
Il convoglio arriverà a Santiago il 3 dicembre dopo un viaggio di oltre mille chilometri attraverso le principali città dell’isola i cui abitanti, specialmente “campesinos”, hanno utilizzato tutti i mezzi a disposizione per assistere al passaggio e dare l’ultimo addio all’eterno guerrigliero.

Biografia

Ho iniziato a fotografare nel 1976 a 19 anni con una camera a pellicola e da autodidatta ho imparato a stampare in camera oscura, sviluppando pellicole e stampando in bianco e nero.
Successivamente, per circa venti anni mi sono dedicato ai servizi fotografici matrimoniali fino a quando 8 anni fa iniziato a dedicarmi ad un genere diverso con lintento di realizzare
qualcosa che potesse soddisfarmi a livello emozionale.
Ho iniziato a frequentare i Corsi di Officine Fotografiche a Roma dove ho potuto acquisire la conoscenza della tecnica digitale e iniziare un percorso formativo basato su Reportage Editing e Post produzione
Ad oggi, tre miei progetti sono stati pubblicati su riviste di settore: Second Class , Ship Breacking Yard , Compartiendo Esperanzas

Info mostra

Dal 27 marzo al 7 aprile

 

©Rebecca Norris Webb, "Blackbirds," from "My Dakota"
Apertura al pubblico dal 29 marzo - - Officine Fotografiche Roma

My Dakota di Rebecca Norris Webb

La mostra è curata da RVM Hub

Mercoledì 29 marzo apriamo a Officine Fotografiche Roma la mostra My Dakota della fotografa americana Rebecca Norris Webb a cura di RVM Hub.
Due appuntamenti imperdibili accompagneranno la visione della mostra: mercoledì 29 marzo alle 20, una lecture con Rebecca Norris Webb e Alex Webb dal titolo “Slant Rhymes: The Photographs of Alex Webb and Rebecca Norris Webb.”

Venerdì 31 marzo alle 19 l’autrice condurrà i visitatori in una visita guidata della mostra “My Dakota” visitabile fino al 13 aprile negli spazi di Officine Fotografiche Roma a Via G. Libetta, 1.

Da tempo residente a New York, Rebecca Norris Webb è cresciuta nel South Dakota, i cui paesaggi continuano a perseguitare la sua anima. Nel 2005 si è prefissata di fotografare il suo Stato natale.

«L’anno successivo, mio fratello Dave è improvvisamente morto d’infarto», scrive. «Per mesi, una delle poche cose in grado di dare sollievo al mio cuore sconvolto è stato il paesaggio del South Dakota. Come se tutto ciò che potessi fare fosse guidare per i calanchi e le praterie, e fotografarli.

Ho cominciato a chiedermi: “La perdita ha una sua propria geografia?”» Norris Webb, che è anche poetessa, ha scritto – e scritto a mano – il suo poema, qui intrecciato con le fotografie. Inizialmente, con My Dakota intendeva produrre una visione intima e personale dell’Ovest americano, per contrastare e dare risalto ai maestosi paesaggi e alle avventure dei trivellatori petroliferi ritratti in passato da fotografi e pittori.

My Dakota affronta il tema dell’impatto umano sulla terra, il modo in cui ha influenzato le vite degli uomini; è un registro dell’economia e del paesaggio mutevoli dello stato.

Questa serie è un elogio funebre per le fattorie di famiglia che stanno scomparendo e per le piccole città che sostentavano; è un’elegia per il fratello della Norris Webb, un suo modo di affrontare il dolore, “per assorbirlo, estrarlo e, infine, lasciarlo andare”.

Biografia

Rebecca Norris Webb ha pubblicato cinque libri di fotografia – tra cui The Glass Between UsAlex Webb and Rebecca Norris Webb on Street Photography and the Poetic Image, eViolet Isle: A Duet of Photographs from Cuba (con Alex Webb).

Rebecca Norris Webb nasce come poetessa; intreccia spesso prosa e fotografie nei suoi cinque libri, soprattutto in My Dakota, un’elegia per suo fratello morto improvvisamente e oggetto della mostra personale tenutasi al Cleveland Museum of Art. Le sue fotografie sono apparse su New YorkerGuardianLe Monde, tra gli altri; inoltre, i suoi lavori figurano tra le collezioni del Museum of Fine Arts di Boston, il Cleveland Museum of Art e il George Eastman Museum di Rochester, NY.

Il suo sesto libro, Slant Rhymes (a cui ha collaborato Alex), edito da La Fabrica, uscirà a marzo accompagnato da una mostra a Madrid. My Dakota verrà esposto a Roma presso Officine Fotografiche a fine marzo, per festeggiare l’edizione italiana del libro, insieme a un workshop, una slide talk e il book signing di Rebecca e Alex.

Info mostra

Officine Fotografiche Roma
Via G. Libetta, 1
Tel. +39 06 97274721

orari di visita
dal 29 marzo al 13 aprile 2017
lunedì – venerdì ore 10.00/13.30 e 14.30/19.00
Ingresso gratuito

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Selezione Portfolio in mostra - Apertura mostra lunedì 13 marzo - Officine Fotografiche Roma - Spazio piano aule

Il mondo di Dainaly

Fotografie di Liliana Ranalletta

Dainaly, ventidue anni, è una ragazza autistica, nata e cresciuta in una famiglia circense.

Ama il Circo, è la sua casa fatta di sogni e colori.
Qui possono prendere vita i personaggi del suo universo, qui la sua fantasia può tessere le sue trame, solo qui Dainaly non è sola, sempre circondata dall’affetto dei suoi cari.
Il Circo, quel mondo dove tutto appare finto, diventa l’universo del possibile, teatro incondizionato dove Dainaly riesce a declinare le impercettibili sfumature del suo immaginifico universo, così impenetrabile ed a tratti indecifrabile e segreto, eppure fatto di disarmante fragilità e dolcezza.
Da due anni seguo Dainaly, con pazienza e con l’aiuto dei suoi cari, sono entrata a contatto con la sua quotidianità, fatta di piccoli gesti, del suo rapporto speciale con gli animali e con i componenti della sua famiglia circense.

Sua madre mi ripete spesso “Dainaly è amore e riceve amore”. Capisco che l’amore è l’unica chiave possibile per decifrare l’intricato tessuto del suo modo di relazionarsi con i suoi cari e con il resto del mondo.

Biografia

Sono Liliana Ranalletta.
Ho studiato fotografia presso Officine Fotografiche di Roma con validi docenti.
Prima di avvicinarmi alla street photography ho esplorato diversi generi ma soprattutto la macro che mi ha abituato ad osservare i particolari.
Alla strada e alla gente che la popola, fonte inesauribile di stimolo, dedico gran parte dei miei scatti.
Amo viaggiare ed ho capito che ogni angolo del mondo ha un sapore diverso per me se visto attraverso l’obiettivo.

Oltre alla fotografia di strada mi sono dedicata ad alcuni lavori con tematica sociale.
La macchina fotografica è diventata la mia compagna inseparabile della quale non potrei più fare a meno per non pentirmi di aver mancato una situazione interessante.

Al mio attivo ho parecchie mostre collettive ed una personale ad Obiettivo Donna 2015 10ª edizione

Il mio sito: www.lilianaranalletta.it

Info mostra

Officine Fotografiche Roma
via Giuseppe Libetta, 1
Spazio Piano Aule
dal 13 al 24 marzo 2017
orario dalle 10.00 -13.30 14.30 -19

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Serata speciale - Inaugurazione - Mercoledì 8 marzo dalle 19.30 - Ex Dogana di San Lorenzo - Roma

Female in March/Obiettivo Donna 2017

In collaborazione con il collettivo Female Cut e con HuffingtonPost Italia

In occasione del tradizionale appuntamento organizzato dal collettivo femminile FemaleCut in occasione dell’8 marzo, Officine Fotografiche Roma rinnova la sua pluriennale collaborazione esponendo una selezione dei lavori delle sue fotografe.

Saranno in mostra i progetti fotografici di:

Anna Ammendolia, Claudia Borgia, Iolanda Di Bonaventura, Livia Di Lucia, Rosaria Di Nunzio, Helena Falabino, Arianna Fraccon, Lara Garofalo, Carola Gatta, Marta Guidi, Claudia Ioan, Tereza Nováková, Elisabetta Pizzichetti, Liliana Ranalletta, Cristina Santelli, Claudia Tombini.

Storie personali, racconti di viaggio, esplorazioni nella memoria, suggestioni visive, musica, paesaggi… tanti sono i fili delle storie raccontate dalle autrici in mostra a Female in March, dall’8 all’11 marzo, nei bellissimi spazi dell’ex Dogana di San Lorenzo.

Una collettiva poliedrica in cui emergono le tante sfaccettature della fotografia contemporanea declinata al femminile. Verranno inoltre proiettati i migliori scatti selezionati nell’ambito di #DonneInViaggioHp, il contest lanciato su Instagram da HuffPost e Officine Fotografiche, a cui hanno aderito quasi 600 fotografe.

Numerosi gli eventi della serata in un cui si inserisce la collettiva Female in March.

Alle 20, nell’ambito della campagna “Caro divario” contro la discriminazione di genere di Fabrique du Cinema, verrà proiettato TUTTA LA VITA DAVANTI di Paolo Virzì; mentre per tutta la notte oltre 30 tra le più rappresentative DJ romane si alterneranno in una staffetta musicale, curata da FemaleCut, per 10 ore di musica no stop.

L’evento su FB: https://www.facebook.com/events/1224846887630471/

 

Info mostra

ex – Dogana, via dello Scalo di san Lorenzo, 10
Evento dell’8 marzo:
dalle 19 ed entro le 22.30 ingresso libero
aperitivo/cena a pagamento
dopo le 22.30 ingresso gratuito solo per le donne (info sull’evento Fb)
La mostra è visitabile fino all’11 marzo negli orari di apertura dell’Ex-Dogana

Ivana Rinalducci
Mostra del gruppo di lavoro "Il tram a Roma dal tram” - Giovedì 9 marzo ore 19 - al Teatro Ambra alla Garbatella

Avanti, c'è posto!

coordinatori Massimo Bottarelli e Piero Di Domenicantonio

Inaugura giovedì 9 marzo alle 19 allo Spazio Ambr’Arte del Teatro Ambra alla Garbatella la mostra del gruppo di lavoro 2015/2016 “Il tram a Roma dal tram” dal titolo “Avanti, c’è posto!”.

Dal Colosseo ai casermoni di via Prenestina, dalle palazzine eleganti di valle Giulia alla sopraelevata della tangenziale: anche quando è coperto dalle insegne pubblicitarie o appannato dalla sabbia dell’ultima pioggia il finestrino del tram è come un grande schermo cinematografico sul quale scorrono le immagini del passato e del presente di Roma. Vista da qui, la città sembra essere sempre la stessa. Quella di Federico Fellini, quando ragazzette di provincia, appena arrivate a Termini, salivano sulle carrozze bianche e blu per portare i loro sogni davanti ai cancelli di Cinecittà. O quella della banda dei soliti ignoti, dove er Pantera, dopo una nottata in cui l’unica soddisfazione era stata quella di aver rubato un piatto di pasta e ceci, decide per amore di mettere la testa a posto e trovarsi persino un lavoro.

Sono cambiate le carrozze – ora c’è pure l’aria condizionata –, sono cambiati i percorsi che collegano centro e periferia. Sono cambiate pure le facce dei passeggeri: oggi sempre più immigrati con le scarpe consumate o adolescenti con lo sguardo rapito dallo schermo del telefonino. Ma uguale resta il fascino di questo mezzo di trasporto pubblico che appartiene al paesaggio della nostra città.

Allora… “Avanti c’è posto!” per chi, attraverso le fotografie di questo laboratorio, vorrà fare un pezzo di strada sulle rotaie parallele della nostalgia e della speranza.

Il gruppo di lavoro “Il tram a Roma dal tram” è un laboratorio tematico annuale di Officine Fotografiche Roma.

Info mostra

Teatro Ambra alla Garbatella
dal 9 marzo al 13 aprile 2017
Inaugurazione giovedì 9 marzo 2017 ore 19

Orari:
dal martedì al sabato
dalle 15 alle 21 se c’è spettacolo teatrale;
dalle 10 alle 21 se non c’è spettacolo teatrale.
Domenica dalle 15 alle 18
La programmazione teatrale può essere visitata sul sito www.teatroambra.it

I ragazzi di S. Egidio- Massimo Bottarelli 0001
Mostra selezionata per il Concorso "Portfolio In Mostra" - Apertura mostra lunedì 27 febbraio - Officine Fotografiche - piano aule

I ragazzi di S. Egidio

di Massimo Bottarelli

Ho osservato Massimo durante il lavoro con i ragazzi della comunità.

Una tra le cose più interessanti è che gli venisse riservata un’accoglienza piena d’entusiasmo. C’era chi addirittura lo salutava sulla porta col calendario in mano chiedendogli quando sarebbe tornato.

C’è chi ritiene che conquistare la fiducia di questi ragazzi sia cosa da niente; non è vero. La varietà delle loro esperienze di vita testimonia che sia impossibile approcciarli collettivamente allo stesso modo.

Sono abituati ad essere accompagnati, sostenuti, incoraggiati ma allo stesso tempo hanno – chi più chi meno – una grande consapevolezza dei propri limiti e del fatto che non godranno mai di un’autonomia totale.  Per questo spesso entrano in conflitto con gli educatori che oltre a stimolarli, gli ricordano sempre in quali confini si troveranno a nuotare per sempre.

Con Massimo è successo qualcosa di straordinario, invece. Hanno vissuto una cosa che somiglia all’esperienza teatrale, essendosi posto lui, prima di tutto come spettatore.

I suoi ritratti testimoniano la ricerca di qualcosa di preziosissimo, in questi ragazzi: la loro dignità. E la dignità è così ricca di bellezza che guardandoli si ha l’impressione che non solo siano belli, ma estremamente carichi di storia e sentimento. È qui, che si è posata la lente che li ha ritratti.

testo a cura di Maria Rita Di Bari

Biografia

Massimo Bottarelli è nato a Roma dove vive tuttora. Si è appassionato fin da giovanissimo alla fotografia e le sue prime esperienze hanno avuto come obbiettivi le contestazioni milanesi degli anni settanta e le manifestazioni aeree nel nord Italia, dove lavorava nel settore aeronautico. Ha esposto in diverse collettive in Italia e all’estero fra cui “Rhome – Sguardi e Memorie Migranti” a Palazzo Braschi a Roma. Predilige le attività collettive alle iniziative autonome. Il suo sguardo appassionato e partecipe è rivolto alla fotografia sociale della sua città natale e alle indagini territoriali dei quartieri storici e popolari di Roma. Nel 2009 un reportage sulle attività didattiche e ricreative dei detenuti della casa di reclusione di Rebibbia è stato esposto a FotoLeggendo.

Info mostra

Concorso PORTFOLIO IN MOSTRA

I RAGAZZI DI S. EGIDIO
di Massimo BOTTARELLI
dal 27 febbraio al 10 marzo

Officine Fotografiche Roma
galleria del piano aule

orari di visita:
lunedì al  venerdì 10.00/13.30 e 14.30/19.00

pavimento ingiallito con bottiglie, accendini e sporcizia
6 giovani talenti del Master in Fotogiornalismo Contemporaneo - Giovedì 23 febbraio ore 19 - Officine Fotografiche Roma

In mostra | Sei talenti del Master in Fotogiornalismo

Fotografie di Massimo Capocci, Marco Cipriani, Daniel Alejandro Gencarelli, Alessandro Lacché, Federico Romano, Giacomo Sini.
Mostra a cura di Tiziana Faraoni

La prima volta che ho pubblicato delle foto su un giornale, ero ancora uno studente di fotografia. Riuscii a vendere il reportage che stavo realizzando per la scuola: la vita notturna dei giovani romani. Chiamai la redazione di D la Repubblica delle Donne a Milano, spiegai il lavoro e mandai le copie laser delle fotografie stampate. Circa un mese dopo venni richiamato, compravano il servizio, 3 pagine a 2 milioni e mezzo di lire. Ero così emozionato che ricordo di aver aspettato l’uscita del giornale alle 4.00 del mattino, in un’edicola al centro di Roma. La città dormiva ancora e non sapeva che io ero lì trepidante, mi sentivo un fotografo.

Oggi è cambiato tutto, non c’è più la lira, la pellicola è scomparsa e il fotogiornalismo è stato sconvolto dall’avvento del digitale e dalla crisi della carta stampata. In questo nuovo mondo, per uno studente di fotografia arrivare a sentirsi un fotografo è diventato più difficile e frammentaria la sua identità. I giornali comprano sempre meno fotografie e a prezzi sempre più bassi e i progetti dei fotografi sono sempre più sostenuti da Grants e Ong, piuttosto che dall’editoria. Quello che è successo a me quando ero studente, oggi è impensabile.

Eppure l’urgenza di raccontare le tante storie del mondo non è venuta meno e tanti giovani hanno ancora voglia di diventare fotografi. In questa mostra ne presentiamo 6, tra i migliori allievi dei primi 5 anni di Master in Fotogiornalismo Contemporaneo. I linguaggi sono differenti, ma il bisogno di offrire un viaggio a chi guarda queste fotografie, realizzate nel giardino di casa o oltreoceano, è il medesimo. Altri talenti sono passati nella nostra scuola, già presentati in diverse mostre e pubblicazioni e altri ancora che vi faremo conoscere in occasioni future.

Info mostra

Inaugurazione
giovedì 23 febbraio ore 19

dal 24 febbraio al 16 marzo
lunedì – venerdì ore 10.00/13.30 e 14.30/19.00
sabato e domenica chiuso
Ingresso gratuito