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IL REPORTAGE PHOTOJOURNALISM AWARD

Il concorso è rivolto a fotografi di ogni nazionalità, professionisti e a giovani talenti, che dovranno presentare una selezione di fotografie (tra le 15 e le 25) di un lavoro concluso, realizzato negli ultimi due anni, inerente al tema proposto, interpretabile sia attraverso storie focalizzate su tematiche contemporanee di grande respiro, sia su contesti micro- sociali di vita quotidiana, di realtà che hanno meno spazio sui media tradizionali.

Tema: Rivoluzioni


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Premio Graziadei per la fotografia

Il Premio Graziadei per la fotografia, istituito da Graziadei Studio Legale e volto alla ricerca e promozione della giovane fotografia italiana, giunge alla sua sesta edizione. Obiettivo del Premio è la scommessa sulla capacità di ulteriore crescita di fotografi che già stiano mostrando una interessante maturazione artistica.


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Concorso Storie di economia circolare

Sei un giornalista, un videomaker, un fotografo, uno scrittore cui sta cuore il futuro del pianeta?  Vuoi contribuire a far conoscere al grande pubblico le realtà che in Italia fanno economia con attenzione alla tutela ambientale, ai diritti e alla valorizzazione del territorio? Raccontaci una storia!


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Premio Giuseppe Primoli per la fotografia

PREMIO INTERNAZIONALE PER LA FOTOGRAFIA GIUSEPPE PRIMOLI

Roma, Parigi, Europa

La Fondazione Primoli assegna annualmente un Premio Internazionale per la fotografia, dedicato a Giuseppe Primoli, nell’intento di ricordare la figura del fotografo e di promuovere la ricerca e la produzione fotografica. In ogni edizione il Premio è dedicato a un tema differente.
Per l’anno 2018 il tema è: Roma, Parigi, Europa.


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Visita guidata alla mostra Paco. A drug story – Fotografie di Valerio Bispuri

Domenica 4 febbraio Roberto Gabriele e Simona Ottolenghi di Viaggio fotografico organizzano una visita guidata alla mostra “Paco. A drug story” con le fotografie di Valerio Bispuri al Museo di Roma in Trastevere. Tutti i soci di Officine Fotografiche Roma sono invitati a partecipare.

Le visite sono suddivise su due turni alle 14.30 e alle 17 e saranno accompagnate da Roberto Gabriele. Per prenotarsi è necessario iscriversi a questo link: https://goo.gl/forms/OZAIQzQrOxALnXtv1 selezionando l’orario di preferenza.

Sono necessarie alcune raccomandazioni:

  • prendere in anticipo il biglietto di ingresso alla mostra rispetto al turno prescelto (ad esempio presentarsi alla biglietteria del museo alle 13.45 per la visita guidata delle 14.30) in modo da iniziare la visita guidata in orario.
  • è importante prenotare e le iscrizioni sono fino ad esaurimento posti, chi rinuncia è pregato di farlo sapere così da dare il posto a qualcun altro.
  • per disdire la prenotazione si può contattare direttamente Simona Ottolenghi di Viaggio Fotografico (339 3493106)

 

La mostra

Attraverso un reportage di quaranta fotografie, la mostra parla di paco, una droga devastante nata in Sudamerica e sulla quale l’artista ha lavorato per quattordici anni, in contemporanea con un altro lavoro fotografico dal titolo Encerrados, che documenta il viaggio in 74 carceri sudamericane.

Diffusosi a partire dagli anni Novanta, soprattutto in alcuni quartieri di Buenos Aires e – in seguito – nelle favelas e nelle periferie di tutto il Sudamerica, il consumo di paco è aumentato notevolmente agli inizi del duemila. Si tratta di una droga estremamente nociva, ottenuta con gli scarti della lavorazione della cocaina, miscelati a cherosene, colla, veleno per topi o polvere di vetro. I giovani, che sono i consumatori più assidui, arrivano ad aver bisogno di assumere fino a venti dosi al giorno di paco con conseguenze devastanti poiché dà immediata assuefazione.

Valerio Bispuri è entrato in questo inferno di morti viventi per raccontare la sofferenza e la vita nei ghetti periferici, viaggiando tra Argentina, Brasile, Perù, Colombia e Paraguay e condividendo la quotidianità̀ dei consumatori di paco. Bendato per non riconoscere i luoghi in cui si muoveva, il fotografo è riuscito a farsi accompagnare nelle “cucine della droga” dove il paco è creato. Ha potuto seguire le vite distrutte dei consumatori di questa droga e le loro famiglie da vicino, ritraendoli nelle sue immagini dal grande impatto emotivo e narrativo.

Valerio Bispuri è nato a Roma nel 1971. Fotoreporter professionista dal 2001, collabora con numerose riviste italiane e straniere, tra cui la Repubblica, Internazionale, Paris Match, Stern e El Pais. Ha realizzato reportage in Europa e Medio Oriente, ma è in America Latina che Valerio ha lavorato e lavora da tempo. Per dieci anni si è occupato di “Encerrados”, un progetto fotografico sulle condizioni di vita dei “rinchiusi” nelle carceri di tutti i paesi del continente latino-americano, visitando 74 carceri maschili e femminili. Il lavoro “Encerrados” è stato esposto al Visa pour l’Image a Perpignan (2011), al Palazzo delle Esposizioni di Roma, all’Università di Ginevra, al Browse Festival di Berlino, al Bronx Documentary Center (BDC) di New York. Nel 2015 “Encerrados” è diventato un libro edito da Contrasto. Nel 2017 Valerio ha terminato dopo oltre 14 anni un altro progetto a lungo termine per denunciare la diffusione e gli effetti di una nuova droga a basso costo denominata “Paco”, che sta uccidendo una generazione di giovani nei sobborghi delle metropoli sudamericane. “Paco” è stato esposto nel 2014 a Istanbul dalla Croce Verde Interazionale e nel 2016 al Visa pour l’Image di Perpignan, dove è arrivato finalista al Visa d’Or. Valerio si è occupato a lungo anche della vita dei Rom in Italia e in Bosnia e di un lavoro sul mondo lesbico, seguendo per sei anni Betania, una ragazza Argentina. Molti di questi lavori gli sono valsi numerose pubblicazioni e premi a livello internazionale, tra cui il Poy America Latina 2011, il Sony World Photography Awards 2013 (1° posto, Contemporary Issues), il Days Japan International Photojournalism Awards 2013, il Poy 2015 (2° posto, Feature Story Editing – Magazine). Recentemente Bispuri ha intrapreso altri tre progetti a lungo termine: uno dedicato agli istituti penitenziari italiani, diventando il primo fotografo ad avere accesso all’interno di alcune delle carceri più antiche e affollate, tra cui Poggioreale, Regina Coeli e l’Ucciardone; il secondo sulle donne vittime della tratta in Argentina e il terzo sulla realtà dei sordi.

Le stampe di Paco sono state realizzate dal festival Visa pour l’Image di Perpignan dove sono state esposte nel 2016.