©Annette SCHREYER

Corso Caro Diario

 Auto-fiction tra fotografia e scrittura
Inizio lezioni: lunedì 4 marzo 2019
Docenti: Annette Schreyer e Elvira Seminara
Orario: lunedì 17-19
Durata: 16 ore in 8 incontri
Costo: 400 € – 100,00€ all’iscrizione, 150,00€ all’inizio del corso, 150,00€ alla fine del primo mese.
Numero massimo di partecipanti: 8

Poco dopo aver imparato a vedere, ci accorgiamo che possiamo essere a nostra volta visti. L’ occhio altrui si combina con il nostro per rendere pienamente credibile il nostro essere parte del mondo visibile. […] Più radicalmente del dialogo verbale, per sua natura la vista si basa sulla reciprocità: il tentativo di spiegare come, metaforicamente o letteralmente, “io vedo le cose” e il tentativo di scoprire come “le vedi tu”-
John Berger, Ways of Seeing
Siamo fatti in modo narrativo – siamo identità che si raccontano nel tempo, siamo quello che ci raccontiamo di essere. E che mostriamo più o meno consapevolmente.
Il corso, che vede alleate una fotografa e una scrittrice, con alcune lezioni in compresenza, ha come obiettivo indagare le forme e le modalità di manifestazione del volto sociale e privato di ciascuno di noi, sia nell’immagine che in letteratura. Attraverso un percorso interattivo fra racconti letterari e fotografici di ieri e di oggi, tra linguaggi verbali e non verbali, indotti e mascherati, metteremo a fuoco la rappresentazione di noi stessi e il nostro enigma.
 
Accanto alla teoria il corso prevede “esercizi di sguardo” secondo la scuola di Berger, e tracce scritte di auto-fiction, esercitazioni fotografiche, autoanalisi allo specchio e prove pratiche, in un percorso ibridato e inventivo aperto a chiunque voglia scoprire un po’ più di se stessi e sul modo diverso – e migliorabile – in cui ci leggiamo e raffiguriamo al mondo.
 
Primo incontro
Lezione di E. S: Come e perché siamo tutti una narrazione, consapevole ma anche involontaria, rivolta agli altri e a noi stessi: linguaggio verbale e non verbale, sintassi immaginativa, lingua social, biografia e ricordo truccato.  Hillman, “Storie che curano”. Differenza fra “narrazione” e “comunicazione”. Vedere – essere visti: la reciprocità e il bisogno dello sguardo altrui.
Lezione di A. S. Il divario tra come ci immaginiamo e come ci vediamo allo specchio. Il volto ed il corpo. Un’analisi condotta  attraverso i ritratti evanescenti e visionari di Duane Michals. La geografia dell’anima per immagini con gli autoritratti di Francesca Woodman. Ai corsisti verrà chiesto di portare per la 3° lezione una serie di due/tre foto che li rappresentino.
Secondo incontro ELVIRA   L’autofiction, la biografia romanzata e la nostra auto-rappresentazione. Le nostre “voci di dentro” e il sano “sguardo che spia”. Esempi letterari e modalità di racconto. Come uno scrittore crea e costruisce il personaggio, la necessità della “compassione” reciproca. Pamuk e la sua teoria della parola-pittura.  Guardarsi/farsi vedere.  Ogni autoritratto è “relazione”. Il paradigma del selfie.  Esercizi di sguardo e narrazione del sé. Prova scritta: il corsista prova a descriversi a un altro osservatore esterno che non lo ha mai visto. Letture di brani di autori significativi. I “gangli narrativi” teorizzati da Nabokov.
Terzo incontro ANNETTE  Ai corsisti verrà chiesto di raccontarsi attraverso le foto che hanno portato da casa. Esercizio/gioco sulla percezione di se stessi agli occhi degli altri.  Come percepiamo chi abbiamo davanti? Come mi vedo? Anche grazie all’uso del telefonino, proveremo a cogliere e a fare risaltare la positività nel volto di chi ci sta attorno.
Quarto incontro ELVIRA  Leggere / vedere/ raccontarsi.  Il diario narrativo di Silvia Plath e la cronaca per immagini di Vivien Maier, quello di Joan Didion e il “notes esistenziale” di Doisneau. Esercizio: i corsisti sono invitati a tracciare in poche righe essenziali il ritratto del compagno accanto. L’osservazione della figura: la nostra faccia e l’interfaccia con l’ambiente. Il tempo addosso: “leggere le foglie” secondo John Berger.
Quinto incontro  ANNETTE  Il soggetto e la relazione con il suo scenario. La relazione con il mondo degli oggetti. Il ritratto ambientato come racconto: Annie Leibovitz. La narrazione onirica di Todd Hido tra ritratti ed ambienti. Esercizio: ai corsisti verrà chiesto di raccontarsi realizzando 5/10 fotografie di ambienti, atmosfere ed oggetti.
Sesto incontro ELVIRA Il paesaggio psichico e quello degli oggetti. La prospettiva del pensiero Zen sulle cose.  La maniera di Tanizaki e Kawabata – l’indugio, il dettaglio, la lentezza. Il soggetto e la relazione col suo scenario, con l’alfabeto degli oggetti, da Italo Calvino a Perec.  Il corpo e lo spazio che occupiamo. La voce dei vestiti. La vita delle cose secondo Remo Bodei.
Settimo incontro ANNETTE  L’autoritratto attraverso lo sguardo femminile. Analisi di lavori di diverse autrici italiane e straniere. Esercizi pratici con l’uso del telefonino e creazione di dittici e sovrapposizioni immaginarie.
Ottavo ed ultimo incontro
Cindy Sherman, Paolo Ventura e i loro travestimenti creativi. Pirandello e la maschera sociale, il nostro travisamento, il gioco dell’identità. Travestimenti in aula e scatti di immagini, conversione della persona in personaggio, ricerca del proprio stile espressivo. Interpretazione condivisa degli scatti fotografici e decodifica degli stessi. Valutazioni sull’esperienza di “viaggio” conclusa dentro e fuori di noi. Riflessioni sulla voce narrativa scoperta in sé da ciascuno degli allievi.
Quanto e come, infine, ha trasformato il nostro sguardo? E la nostra auto-rappresentazione al mondo?

 



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